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Google e gli altri giganti del web pagano solo 64 milioni di tasse in Italia

Dichiarano un fatturato complessivo di poco superiore a 2,4 miliardi di euro, pari solamente allo 0,3% del fatturato complessivo nel mondo che nel 2018 ha toccato gli 850 miliardi di euro. Sono solide e ricche di liquidità, pari a 500 miliardi

di Eleonora Micheli

Ora Google offrirà anche i conti correnti bancari

4' di lettura

I giganti tecnologici mondiali, da Amazon a Google, passando per Apple e Microsoft, fino a aziende cinesi in Italia fatturano solamente poco più di 2,4 miliardi di euro, o almeno è la cifra direttamente indicata. Si tratta dello 0,3% del fatturato complessivo del settore così detto WebSoft, composto dalle aziende di Internet e di Software. La somma versata al fisco italiano è stata di 64 milioni, in aumento rispetto ai 59 milioni dell'anno prima. In più hanno pagato sanzioni per complessivi 39 milioni di euro (73 mln nel 2017). E’ quanto emerso dall’indagine condotta dall’Area Studi di Mediobanca che ha messo sotto la lente le prime 25 società al mondo del settore, delle quali 14 con sede operativa negli Usa, 7 in Cina, 2 in Giappone e solamente 2 in Europ, entrambi in Germania.

In Italia Amazon la più grande per numero dipendenti
Il gruppi tecnologici presidiano l’Italia tramite controllate, ubicate per la quasi totalità nelle province di Milano e Monza-Brianza. Nel nostro Paese danno lavoro a oltre 9.800 lavoratori (pari allo 0,5% del totale nel mondo). Rispetto al 2017 il settore ha impiegato 1.770 dipendenti in più, in massima parte assunti dalle società del gruppo Amazon che vanta il maggior numero di occupati in Italia (4.608).

Il Tax rate italiano è del 33% circa superiore a quello medio
L'anno scorso le controllate italiane dei giganti WebSoft hanno versato al fisco 64 milioni, in aumento rispetto ai 59 milioni dell'anno prima. Hanno inoltre pagato sanzioni per complessivi 39 milioni (73 mln nel 2017). Il tax rate in Italia è superiore di quello pagato in media dai gruppi: nel 2018 è stato del 33,1%, oltre il doppio di quello generale. Del resto la metà dell’utile ante imposte delle WebSoft è tassato in Paesi a fiscalità agevolata, con conseguente risparmio fiscale cumulato in oltre 49 miliardi nel periodo 2014-2018. Il tax rate effettivo delle multinazionali WebSoft, che negli States hanno inoltre beneficiato della riforma Trump, è pari al 14,1%, ben al di sotto di quello nominale del 22,5%. I gruppi ottengono spesso benefici fiscali anche a fronte degli investimenti effettuati in ricerca e sviluppo. Ad esempio nel periodo 2014-2018 la tassazione in Paesi a fiscalità agevolata ha determinato per Apple un risparmio fiscale cumulato che sfiora i 25 mld.

Nel mondo vantano un giro d'affari di 850 mld e utili per 110mld
L'anno scorso il fatturato complessivo dei 25 giganti del settore WebSoft, ossia dei comparti del Software e del Web, ha toccato gli 850 miliardi di euro a livello globale, in rialzo del 24,5% sul 2017. Su base quinquennale, dal 2014, la crescita è stata pari al 109,7%.. La corsa messa a segno negli ultimi anni dal fatturato delle aziende websoft è stata «straordinaria», specialmente se paragonata a quelle delle multinazionali manifatturiere che hanno registrato un incremento del 13% dal 2014 al 2018. Le aziende cinesi sono quelle che hanno corso di più con ricavi in aumento quinquennale del +294%. Le big americane sono invece cresciute «solamente» del +91%. In ogni caso i primi tre gruppi al mondo sono americani e a fine 2018 per fatturato erano Amazon, Alphabet, la holding che detiene Google, e Microsoft. Nel 2018 i colossi del WebSoft hanno prodotto utili per 110 miliardi, l’11,7% del totale delle multinazionali mondiali. Ciascun gruppo in media ha realizzati 15 milioni di utili al giorno, in aumento rispetto al 2014 quando producevano 7 milioni al giorno. Anche in questo caso la crescita è stata nettamente superiore alle multinazionali manifatturiere: +20,3% per le WebSoft e +4,3% per le altre. Se si allarga la prospettiva ai cinque anni, i giganti del settore hanno macinato profitti per 413 miliardi, di cui 82 miliardi incassati da Alphabet, 78 da Microsoft e 48 da Facebook. La redditività industriale complessiva delle WebSoft rimane elevata, con un ebit margin del 17,3%, seppur in calo di 2,6 punti rispetto al 2014. Facebook ha vantato il maggiore ebit margin del settore, pari al 44,6%. Al secondo posto si è classificata Booking Holdings (36,8%) e al terzo Oracle (35,3%).

Hanno a disposizione oltre 500 mld di liquidità
Le società del settore WebSoft sono molto solide e detengono una straordinaria liquidità, quasi da far impallidire le banche. Nel 2018 detenevano la bellezza di 507 miliardi di liquidità, pari a oltre un terzo del totale attivo (tre volte di più della media di una multinazionale). Il 22% del totale attivo (305 mld) è investito in titoli a breve termine e di questi circa la metà sono titoli di stato USA, percentuale appena superiore a quella delle maggiori banche europee e americane (21%) e di gran lunga a quella delle multinazionali (3%). Dal 2014 al 2018 la liquidità delle WebSoft è aumentata in media di circa 49 miliardi ogni anno ed è stata utilizzata prevalentemente per acquistare società minori e azioni proprie. Tanto è vero che nel 2018 i buyback hanno superato di quattro volte quelli del 2014, arrivando a 78 miliardi.

Settore concentrato, le big Usa valgono più di Piazza Affari
Il settore WebSoft è molto concentrato tanto è vero che nel 2018 i primi tre giganti Amazon, Alphabet, la holding che controlla Google, e Microsoft rappresentavano circa la metà dei ricavi aggregati dell'intero settore, pari a 850 miliardi di euro. I colossi americani risultano primi in classifica anche in quanto a capitalizzazione di Borsa. Per altro vale la pena sottolineare che prese singolarmente, Microsoft, Amazon e Alphabet valgono più dell’intera Borsa Italiana. A fine 2018 i giganti del WebSoft (tutti quotati ad eccezione del gruppo tedesco Otto, a controllo familiare) concentravano il 21,6% della capitalizzazione delle multinazionali mondiali e valevano oltre otto volte la Borsa italiana e oltre il doppio di quella tedesca, registrando un incremento medio annuo del +19,8% nel periodo 2014-2018 (+3,3% quello delle multinazionali manifatturiere). A metà novembre 2019 i colossi del WebSoft capitalizzavano oltre 5mila miliardi e il podio di Borsa era così rappresentato: Microsoft-Alphabet-Amazon

(IL Sole 24 Ore Radiocor)

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