Diario di bordo dell’economia

Per le imprese meno cancellazioni, più iscrizioni

Centro studi Guglielmo Tagliacarne

2' di lettura

I dati della demografia di impresa che nel 2020 avevano visto dei valori anomali rispetto agli andamenti storici pre-pandemia, nel 2021 sono tornati a una relativa normalità per quanto concerne le iscrizioni. Mentre permane una certa atipicità delle cancellazioni in deciso calo, probabilmente per effetto delle misure messe in atto dal Governo. Il numero di cessazioni si è attestato a livello nazionale a quota 246.009, il che equivale a dire 27.000 cancellazioni in meno rispetto al 2020 e addirittura 80.000 in meno rispetto al 2019. Questo ridimensionamento si manifesta ancora di più al Sud, dove si registra una contrazione delle chiusure di circa il 13% a fronte del 10% medio nazionale.

L'ANAGRAFE DELLE IMPRESE
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Più robuste appaiono, invece, le risultanze sui flussi di iscrizione che sono tornati vicini ai livelli del 2019, anche se su ritmi di crescita inferiori rispetto al complesso del Paese. In particolare, nel Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), il 2021 ha visto un totale di 72.815 iscrizioni, vale a dire il 9,1% in più rispetto al 2020 contro il 13,8% medio nazionale. La trasformazione di questi numeri assoluti in valori relativi, che consentono di paragonare le performance conseguite dai territori, evidenzia come il Sud abbia messo a segno valori di natalità più contenuti rispetto alla media nazionale (5,26 imprese nate ogni 100 esistenti a inizio 2021 contro il 5,47 medio nazionale) e contraddistinti da una forte variabilità interna. Infatti, nel Sud vi sono sia la Puglia (terza regione maggiormente performante del Paese con un livello di natalità pari a 5,74), sia tre delle sei regioni meno performanti (Basilicata, Calabria e Sicilia).

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A livello provinciale spicca su tutte Lecce, seconda in Italia dopo Prato, mentre nel resto del Sud si evidenziano Caserta (sesta) e Napoli (decima). Se si prende in considerazione solamente il sottoinsieme delle società di capitali, allora le considerazioni cambiano decisamente. Il tessuto imprenditoriale del Sud si sta sempre più orientando verso questa forma gestionale soprattutto in Campania anche se comunque la presenza di questa tipologia di impresa è ancora al di sotto della media nazionale. E il 2021 è stato in tal senso un anno importante. Nel 2021 il tasso di natalità è stato di 6,57 (media Italia 6,32).

E se la Puglia si mantiene protagonista anche su questo versante, superata solo dalle due province autonome di Trento e Bolzano/Bozen, nessuna regione presenta valori particolarmente bassi con la parziale eccezione della Sicilia. A livello provinciale il tasso di natalità delle società di capitale è stato particolarmente elevato nelle province già evidenziate in precedenza con la parziale eccezione di Napoli a cui si aggiungono Benevento e Foggia. Non va però trascurato lo stato di salute delle società di capitale. La quota di imprese che si trova in scioglimento/liquidazione o in procedura concorsuale ammonta al 15,8% con un livello di difficoltà particolarmente accentuato in Campania e Sicilia.

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