Le pagelle fiscali per le partite Iva

REGIME PER CASSA

Per le imprese in semplificata le rimanenze vanno nel quadro F

di Lorenzo Pegorin e Gian Paolo Ranocchi


3' di lettura

IL QUESITO

Anche se non rientrano più nei dati da inserire nel modello Redditi, le rimanenze iniziali e finali vanno segnalate negli Isa delle imprese in contabilità semplificata?

I contribuenti in contabilità semplificata (articolo 66 del Tuir) non devono più indicare le rimanenze finali (e iniziali) in dichiarazione dei redditi (ex righi RG8 e RG9 ora soppressi) fra i dati che concorrono a formare il reddito imponibile, in applicazione delle regole in vigore dal 1° gennaio 2017. Tuttavia, a prescindere dall’opzione per il regime delle registrazioni Iva (articolo 18, comma 5, del Dpr 600/1973), le imprese in regime per cassa sono comunque tenute a riepilogare le rimanenze finali 2018 nel modello Redditi Pf o Sp al rigo RG38 fra gli altri dati che non concorrono, per l’appunto, alla determinazione del reddito.

In caso di assenza di rimanenze si deve barrare l’apposita casella posta sul rigo RG38 del modello Redditi, altrimenti il sistema potrebbe rilevare una segnalazione di anomalia in sede di invio telematico.

La rilevazione per gli Isa

Nel quadro F del modulo Isa (righi F06, F07, F13, F14), invece vanno ancora indicate non solo le rimanenze finali (suddivise fra quelle annuali e quelle ultrannuali) ma anche quelle iniziali, il cui dato va reperito direttamente nel quadro F degli studi di settore dell’anno scorso (periodo d’imposta 2017).

Per quanto riguarda la quantificazione delle rimanenze finali si ricorda che tale conteggio va gestito in via extracontabile in base all’effettiva consistenza (fisica) del magazzino al 31 dicembre 2018. Il tutto deve avvenire indipendentemente dall’avvenuta manifestazione finanziaria e/o numeraria del relativo costo.

In altre parole si continua ad usare il metodo classico di rilevazione, valido anche per i contribuenti in contabilità ordinaria, che prevede la valorizzazione delle quantità fisiche presenti in magazzino al 31 dicembre 2018 con il corrispondente costo di acquisto (finanziariamente sostenuto o meno).

Pertanto, nell’ipotesi in cui un contribuente in contabilità semplificata (regime di cassa pura) acquisti a dicembre 2018 un rilevante quantitativo di merce pagata poi nel 2019, costui non potrà dedurre il suddetto costo in contabilità ai fini della determinazione del reddito imponibile, ma sarà tuttavia costretto a far confluire l’ammontare considerato nel valore delle rimanenze determinate al 31 dicembre 2018.

Ai fini degli Isa ci troveremo con una evidente squadratura nella determinazione del costo del venduto, poiché il predetto ammontare non sarà riepilogato fra i costi di acquisto (rigo F15 del modello), ma esso confluirà ugualmente nel rigo F14 riguardante le rimanenze finali.
Viceversa, nell’ipotesi in cui un contribuente avesse optato per il regime del registrato e si trovi con una fattura di anticipo di merce ricevuta entro il 31 dicembre 2018, costui dovrà registrarla in contabilità ai fini Iva deducendone il relativo costo per la determinazione del reddito imponibile. Per la quantificazione delle rimanenze, invece, l’operatore non dovrà tenerne conto, trattandosi di merce non presente nel magazzino dell’imprenditore, che ne acquisirà la materiale disponibilità solo nel 2019.

Il riepilogo

Sotto il profilo operativo va messo in evidenza che le rimanenze inziali e finali vanno ora riepilogate nei righi di dettaglio F13 ed F14, sia per quanto riguarda i contribuenti in contabilità ordinaria, sia per quelli in semplificata.

Invece, negli studi di settore tali componenti andavano indicati nei righi da F12 a F13.
Nei righi F06 e F07 del modello Isa, riguardanti rispettivamente le rimanenze inziali e quelle finali di opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all’articolo 93 comma 5 del Tuir, è stato inserito, rispetto al corrispondente dato richiesto negli studi di settore, il nuovo campo interno «di cui» nel rigo F06 (rimanenze iniziali) nel quale andare a dettagliare fra le rimanenze iniziali i beni distrutti o sottratti.

I beni persi o distrutti

Infine va segnalato che, pure al rigo F16 del modello Isa vi è la novità (il campo corrispondente era presente negli studi di settore, ma solo nella parte “bassa” del modello – ex rigo F38) riguardante l’indicazione fra gli acquisti dell’esercizio dei beni andati persi o distrutti. Tuttavia, pur essendo un rigo a se stante del modello, questo accoglie componenti che già sono confluiti nei righi di dettaglio F13 e F15 del modello Isa.

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