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Per Intesa Sanpaolo conti migliori delle attese, confermato un 2019 in crescita

di Paolo Paronetto

(FOTOGRAMMA)

3' di lettura

Risultati trimestrali migliori delle previsioni e «pienamente in linea con gli obiettivi», che hanno consentito di confermare ancora una volta il target di un utile 2019 superiore ai 4 miliardi del 2018 e il pagamento di una cedola cash pari a un payout dell'80%. Questo, in sintesi, il bilancio dei risultati di Intesa Sanpaolo al 30 settembre. L'utile netto è stato di 3,3 miliardi, in crescita del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2018. Nel solo terzo trimestre l'utile è salito del 25,3% a 1,04 miliardi (-14% rispetto al
secondo trimestre del 2019), superando i 927 milioni stimati dal consensus degli analisti. Nei nove mesi i proventi operativi netti si sono attestati a 13,6 miliardi (-0,8%), con interessi netti a 5,3 miliardi (-5%) e commissioni nette a 5,87 miliardi (-2,3%). In calo del 2,5% a 6,76 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income sceso al 49,8%.

Balzo del trading, pulizia degli Npl già all'80% del target 2021
Osservando l'andamento delle diverse voci di ricavo, spicca il +24%
fatto segnare dal risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value, pari a 1,57 miliardi grazie soprattutto all'andamento delle attività di trading e tesoreria, che hanno fatto segnare un risultati di
986 milioni dai 541 dello scorso anno. Passando ai dati trimestrali, i proventi operativi netti sono cresciuti del 5,7% a 4,5 miliardi, con interessi netti a 1,7 miliardi (-5,6%) e commissioni nette a 1,99 miliardi (+1,6%). In
aumento dell'1% a 2,3 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income migliorato al 50,7% (dal 54,1% del settembre 2018).

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Le rettifiche nette su crediti sono diminuite del 14,6% a 473 milioni nel trimestre e del 17,7% a 1,4 miliardi nei nove mesi. Quanto agli aggregati
patrimoniali, i finanziamenti verso la clientela sono saliti dello 0,4% rispetto a fine 2018 a 395 miliardi. Il totale delle attività finanziarie da clientela si attesta a 951 miliardi (+4,3%), con raccolta diretta bancaria a 427 miliardi (+2,8%). I crediti deteriorati pesano per il 7,6% degli impieghi totali al lordo delle rettifiche e per il 3,6% al netto. Intesa ricorda di aver ridotto lo stock di Npl di circa 20 miliardi dal dicembre 2017 e di circa 33 miliardi dal settembre 2015. Rispetto a fine 2018 il calo è del 13,3%. Nei primi 21 mesi del Piano di impresa 2018-2021 è stato così raggiunto l'80% del target di riduzione complessivo. Il costo del rischio annualizzato è pari nei nove mesi a 47 punti base. Il coefficiente Cet1 calcolato applicando i criteri transitori validi per il 2019 è pari al 14% (dal 13,5% di fine 2018), tenendo conto di 2,65 miliardi di dividendi maturati nei nove mesi.

In evidenza la Banca dei Territori
Osservando i risultati per area di business, nei nove mesi la Banca dei Territori ha ottenuto un utile di 1,3 miliardi (+13,4%), la divisione Corporate e investment banking ha guadagnato 1,5 miliardi (+1,3%), le international subsidiary banks 564 milioni (+4,3%), il Private banking 673 milioni (+0,4%), l'Asset management 344 milioni (+0,6%) e le attività assicurative 495 milioni (-8,3%).

Per quanto riguarda l'intero esercizio, Intesa conferma che «nel 2019 è atteso un aumento del risultato netto rispetto al 2018, conseguente a una crescita dei ricavi, una continua riduzione dei costi operativi e un calo del costo del rischio». Ribadita anche la politica di dividendi per l'esercizio 2019, che prevede la distribuzione di un dividendo cash corrispondente a un payout ratio dell'80% del risultato netto.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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