Turismo

Per l’aeroporto di Comiso un decollo a metà

di Nino Amadore

(omaggio)

3' di lettura

L’aeroporto di Comiso in provincia di Ragusa a partire dall’anno dell’inaugurazione, avvenuta nel 2013, ha consentito un incremento di 5.100 presenze turistiche straniere al mese nell’area iblea e una spesa aggiuntiva sul territorio di 434mila euro ogni mese.  Sono i dati essenziali contenuti nello studio “L’impatto di un nuovo aeroporto sul turismo internazionale: il caso Ragusa” curato da Francesco David e Giuseppe Saporito e pubblicato dalla Banca d’Italia.

Di fatto, spiegano i ricercatori di Bankitalia, la riconversione al civile dell’aeroporto militare di Comiso ha consolidato lo sviluppo dell’offerta turistica che era in atto grazie alla visibilità dell’area dovuta al riconoscimento Unesco delle “Città tardo barocche del Val di Noto” e al successo della serie televisiva del commissario Montalbano: «Tra il 2009 e il 2012 le strutture ricettive sono cresciute del 10,6% in media all’anno (nel triennio successivo la crescita è stata invece del 16,6 per cento) - si legge nello studio - . Alla fine del 2015 il numero dei posti letto rappresentava oltre il 10 per cento del totale regionale, con una incidenza per abitante superiore alla media siciliana».

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A partire dal 2013 gli arrivi mensili degli stranieri sono stati 1.100, quasi un quinto dei passeggeri su voli internazionali di Comiso, con una permanenza media di 4,8 giorni. «Sulla base della stima della spesa media pro capite dei turisti stranieri nel 2015 ricavata dall’indagine campionaria sul turismo internazionale della Banca d’Italia - spiegano i ricercatori - è possibile quantificare in 434 mila euro al mese il beneficio della presenza dell’aeroporto di Comiso; nel totale del periodo considerato , tale importo equivale a un quarto del costo di riconversione dello scalo». Ma l’analisi costi-benefici rivela anche la debolezza del sistema: dall'inizio dell’operatività dello scalo le perdite di bilancio della Soaco, la società di gestione dell’aeroporto che porta il nome di Pio La Torre, le perdite di bilancio accumulate ammontano a circa 12 milioni di euro . «Dopo essersi ridotte a 2,5 milioni nel 2015 - spiegano i ricercatori di Bankitalia - dai 3,9 milioni del 2014, primo anno di piena attività, le perdite sono aumentate nel 2016 (2,9 milioni), risultando nettamente superiori a quanto previsto nel piano industriale».

Una questione ben chiara all’amministratore delegato della Soaco Giorgio Cappello che spiega: «Le perdite di cui si parla non sono certo dovute a una cattiva gestione dello scalo. Sono fondi che la società di gestione, in questi anni in perfetta solitudine, ha investito per attrarre le compagnie aeree, per portare passeggeri a Comiso, per incrementare dunque il numero di arrivi e presenze di turisti italiani e stranieri. Lo studio di Bankitalia si ferma al 2015 ma posso già dire che c’è stato un ulteriore incremento nel 2016, è stabile nel 2017 e prevediamo di crescere per arrivare a un milione di passeggeri l’anno a partire dal 2020. Quali possano essere i vantaggi per il territorio sembra abbastanza

chiaro».  Affermazione che sottintende una domanda: cosa fa il territorio per l’aeroporto? «Questa è la questione delle questioni. Si fa un gran parlare dell’importanza di questo aeroporto - dice Cappello - ma poi alla prova dei fatti le cose vanno diversamente. In questo momento noi abbiamo sulla carta 4,8 milioni destinati a progetti di marketing territoriale dei comuni del ragusano dalla Regione, grazie a una legge fatta nella scorsa legislatura e una norma voluta dal governo regionale guidato da Rosario Crocetta. Ci sono 380mila euro stanziati dalla Camera di commercio di Ragusa. Abbiamo firmato una convenzione per 1,6 milioni con il Liber0 consorzio della provincia: il commissario Dario Cartabellotta ha dimostrato lungimiranza. Ma i nodi sono ancora tutti da sciogliere. Il nuovo presidente della Regione Nello Musumeci parla di continuità territoriale, di biglietti aerei troppo cari ma probabilmente lui sa benissimo che, nel nostro caso, basterebbe poco: basterebbe per esempio convocare una conferenza di servizi per sbloccare i finanziamenti già previsti. E poi c’è l’atteggiamento dei Comuni del ragusano: quello di Ragusa ha 180mila euro di fondi incassati dalla tassa di soggiorno e destinati all’aeroporto ma non li sblocca, non decide. Anzi di più: non risponde nemmeno al telefono. Una indecisione o la decisione di non decidere che certo non ci aiuta: le opportunità che ci sono vanno colte subito e non è possibile aspettare i tempi della politica o meglio di questa politica».

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