formaggi e latticini

Per l’agroalimentare è un successo: +2,2% nel terzo trimestre

di Raffaella Ciceri

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Nuove frontiere. Il brand Cascina Biraga sta emergendo in questi anni: distribuisce in tutta Lombardia, sia nella Gdo che nei negozi di alimentari


2' di lettura

Formaggi, latticini, sughi pronti. La tenuta del territorio lodigiano all’onda d’urto del Covid passa dalla capacità di riorganizzarsi dell’industria alimentare. Dai big come Ferrari Formaggi o Formec Biffi ai marchi storici come Croce (quello del gorgonzola), fino a piccoli brand come Cascina Biraga, l’agroalimentare è uno dei pochi settori manifatturieri che nel Lodigiano non solo resiste, ma registra una crescita.

Nei primi sei mesi del 2020 le esportazioni agroalimentari hanno fatturato 240 milioni di euro (190 milioni in prodotti lattiero-caseari), il 16,9% dell’export provinciale, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre le province vicine registravano il segno meno (fonte: Focus Alimentare dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio). Anche i dati di Unioncamere sul terzo trimestre confermano la crescita della produzione manifatturiera lodigiana tra luglio e settembre (+2,2 rispetto al 2019), con buoni risultati proprio nell’agroalimentare.

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Non si fermano soprattutto le imprese che riforniscono la grande distribuzione. Per la Ferrari Giovanni Industria Casearia di Ossago la produzione tra gennaio e ottobre è cresciuta dell’11% a volume e del 7% a valore, con l’export che è aumentato del 22% e garantisce, oggi, un quarto dell’intero fatturato. Secondo la presidente Laura Ferrari, da qualche settimana a capo del gruppo Alimentazione di Assolombarda, è merito anche «del tasso di servizio: siamo riusciti a soddisfare tutti gli ordini già durante il primo lockdown, quando abbiamo dovuto riorganizzare l’attività per lavorare in sicurezza gestendo l’impennata della domanda».

Al vertice. Laura Ferrari è presidente di Ferrari Giovanni Industria Casearia: da qualche settimana Ferrari è anche a capo del gruppo Alimentazione di Assolombarda

Export in crescita del 20% anche per la Formec Biffi di San Rocco al Porto, che consolida le vendite soprattutto in Stati Uniti e Asia: «Ci aspettiamo di chiudere l’anno in sostanziale equilibrio rispetto al fatturato dello scorso anno (circa 100 milioni, ndr), soprattutto grazie al fatto che i nostri asset aziendali sono molto diversificati – commenta il direttore commerciale Stefano Bartoletti -: soffre sicuramente il brand Gaia, dedicato all’Horeca, ma vanno benissimo le vendite del brand Biffi destinato alla grande distribuzione».

Dopo i 18 giorni di cassa integrazione tra febbraio e marzo, non ha più avuto bisogno di ricorrere agli ammortizzatori lo storico produttore Croce di Casalpusterlengo, che da 140 anni porta il gorgonzola in tutta Italia, con qualche incursione a Londra, Parigi e Bruxelles. «Continuiamo a lavorare sopra la media anche in queste settimane che sono il nostro periodo di punta», dice Angelo Croce, uno dei quattro fratelli titolari. A Terranova dei Passerini, sempre nel cuore della prima zona rossa d’Italia, Cascina Biraga ha una capacità produttiva di 50 quintali di latte al giorno, trasformati in formaggi, dessert e “agrigelato”, destinati per l’80% alla Gdo lombarda ma che da qualche mese arrivano anche a domicilio nei primi comuni lodigiani in quarantena. Il caseificio da tre anni si è affacciato ai mercati stranieri: «Siamo ai primi passi in Germania e Ucraina, e nell’ultimo anno abbiamo raddoppiato le vendite – dice Stefano Fiorentini -. Avevamo aperto diversi progetti che ora stanno subendo un’accelerazione”.

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