ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl quesito del Lunedì

Per l’assegno unico tra gli «ex» è meglio riuscire trovare un’intesa

Per il nuovo istituto l'importo dovrebbe essere suddiviso in caso di affidamento condiviso, e percepito per intero dall'affidatario in caso di affidamento esclusivo

di Silvia Giamminola

2' di lettura

Domanda. Il mio quesito riguarda l'introduzione dell'assegno unico universale. Che cosa succede ai genitori divorziati, con affido condiviso dei figli e sentenza di divorzio omologata dal giudice negli anni scorsi? Se nella sentenza di divorzio consensuale (omologata
nel 2018) è stabilito che il 100% degli assegni familiari spetta alla madre collocataria prevalente dei minori, mentre le detrazioni per i figli a carico sono sempre state divise al 50% tra i genitori, ora è legittimo che il padre chieda e riceva il 50% dell'assegno unico universale? Più in generale, che valore hanno i vecchi accordi sugli assegni familiari, omologati nelle sentenze antecedenti all'entrata in vigore dell'assegno unico?
D.D. - Milano

Risposta. L'introduzione dell'assegno unico ha comportato per i nuclei familiari con figli la cessazione di efficacia delle detrazioni fiscali per i figli a carico minori di 21 anni, dell'assegno per il nucleo familiare, degli assegni familiari e dell'assegno temporaneo per i figli minori. Il nuovo beneficio, pertanto, non è sovrapponibile ai precedenti. L'articolo 6, comma 4, del Dlgs 230/2021 stabilisce che l'assegno viene erogato al richiedente (madre o padre) «...ovvero a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l'assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario...». In concreto, se ad esempio è la madre che presenta la richiesta, deve scegliere tra due opzioni: il pagamento a sé per l'intero o la ripartizione a metà, inserendo in questo caso i dati e l'Iban del padre per l'accredito; ma il padre, nel primo caso, potrebbe successivamente accedere alla domanda e modificarla, chiedendo di ricevere la metà. Nella sostanza, e al di là delle concrete modalità di richiesta, si ritiene che per il nuovo istituto sia opportuno un nuovo accordo scritto, anche informale, tra i genitori; in mancanza di specifiche intese, si ritiene altresì che l'importo dovrebbe essere suddiviso in caso di affidamento condiviso, e percepito per intero dall'affidatario in caso di affidamento esclusivo. Potrebbe poi capitare che l'introduzione della nuova misura renda opportuno un ritocco dell'entità dei contributi al mantenimento dei figli, versati dal genitore non collocatario.

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Il quesito è tratto dall'inserto L’Esperto risponde in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 14 marzo.

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