VELOCITà E SANZIONI

Per l’autovelox serve l’omologazione (non l’approvazione)

La circolare Infrastrutture n. 372 dell’8 ottobre confonde i termini

di Domenico Carola

default onloading pic
(FOTOGRAMMA)

La circolare Infrastrutture n. 372 dell’8 ottobre confonde i termini


2' di lettura

Il ministero delle Infrastrutture torna sulla vexata quaestio dell’omologazione/approvazione dei dispositivi per la rilevazione delle sanzioni alla circolazione stradale in remoto. Con la circolare n. 372 dell’8 ottobre, ribadisce infatti che gli autovelox regolarmente approvati anche se non omologati possono essere utilizzati per la rilevazione delle sanzioni. Dunque, per il ministero, non vi è distinzione tra approvazione e omologazione e i due termini sono assolutamente equivalenti.

Come spiegare allora la decisione del giudice di pace di Milano che con la sentenza dell’11 febbraio 2019 e altre che hanno ritenuto che lomologazione e approvazione vanno tenute ben distinte? È probabile che la circolare nasca proprio dall’intento di limitare la giurisprudenza contraria agli organi di polizia.

Loading...

Nella sentenza di Milano, la chiave di lettura è nell’articolo 192 del Regolamento del Codice della strada. La necessità di questa specificazione nasce dal fatto che i termini omologazione e approvazione sono spesso utilizzati in maniera promiscua.

Questa sovrapposizione, però, è solamente apparente, trattandosi di due procedure completamente diverse che giungono a differenti provvedimenti conclusivi. Come disciplinato dal secondo comma della disposizione richiamata, l’omologazione va fatta per verificare la rispondenza e l’efficacia di un determinato apparecchio alla prescrizioni stabilite nel predetto regolamento. Il successivo comma si occupa dell’approvazione, specificando che essa riguarda la richiesta relativa a elementi per i quali il regolamento non stabilisce le caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni.

Il giudice milanese ha dunque evidenziato che il Legislatore ha previsto due diverse procedure, a diverse condizioni e con un ratio ben precisa e suscettibile di distinguere diverse situazioni. Ha riferito l’omologazione alle apparecchiature utilizzate per accertare la velocità su strada, come gli autovelox, per le quali non basta l’approvazione mentre le apparecchiature che non hanno le caratteristiche richieste dal Codice della strada per l’omologazione possono essere solo approvate, ma non vanno bene per la misurazione della velocità, bensì per altre infrazioni.

E qui si arriva al comma 6 dell’articolo 142 del Codice della strada che ammette per misurare la velocità solo e inequivocabilmente apparecchi omologati, che cioè devono avere caratteristiche fondamentali o prescrizioni di cui all’articolo 192 del Regolamento: se non le hanno possono solo essere approvate, ma non vanno bene per misurare la velocità.

Prova di ciò è data dal comma 4-ter dell’articolo 193 del Codice, che prevede alternativamente le procedure (e i conseguenti decreti): l’accertamento della mancanza di copertura assicurativa obbligatoria del veicolo può essere effettuata anche mediante il raffronto dei dati relativi alle polizze emesse dalle assicurazioni con quelli provenienti dai dispositivi o apparecchiature di cui alle lettere e), del comma 1-bis dell’articolo 201, omologati o approvati per il funzionamento in modo completamente automatico e gestiti dagli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, comma primo. Dunque, un caso in cui quod Lex voluit, dixit.

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti