Legge di bilancio

Per l’educazione motoria alla primaria caccia a 5mila nuovi docenti

Un milione gli alunni coinvolti dalla novità prevista dalla manvora 2022 secondo i calcoli di Tuttoscuola. Ma resta l’incognita palestre

di Redazione Scuola

3' di lettura

Cinquemila insegnanti specializzati necessari, un milione gli alunni coinvolti. Il disegno di legge di bilancio approvato la scorsa settimana prevede diverse novità per il mondo della scuola, a partire dall’introduzione di finanziamenti, già a decorrere dal 2022/23, per l’insegnamento curricolare dell’educazione motoria nelle classi quarte e quinte della primaria. Si tratta di due ore aggiuntive all’attuale orario di funzionamento (eccetto dove c’è già il tempo pieno), da parte di docenti forniti di idoneo titolo e la correlata classe di concorso “Scienze motorie e sportive nella scuola primaria”

La platea interessata

A mettere in fila un po’ di numeri è l’analisi di Tuttoscuola nel report “Educazione motoria nella primaria, cade un tabù storico. Numeri e fattibilità del progetto contenuto nell’ultima Legge di Bilancio” Tenuto conto che le classi quarte e quinte di primaria sono circa 50mila (oltre a 1.157 pluriclassi), per due ore settimanali di educazione motoria e sportiva occorre assicurare 100 mila ore di attività. Poiché i nuovi docenti di motoria (stesso stato giuridico ed economico degli attuali docenti di primaria) presteranno 22 ore settimanali di orario frontale, saranno necessari quasi 5 mila insegnanti. In particolare, secondo i calcoli di Tuttoscuola, saranno 4.800 i nuovi posti, di cui 2.340 per le quinte del prossimo anno. Servirà un concorso per assumerli. Il maggior numero è atteso in Lombardia (768), Campania (512 posti), Sicilia (444) e nel Lazio (442).

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Le condizioni di fattibilità

Tutte le 32mila classi quarte e quinte di scuola primaria funzionanti a orario normale avranno due ore di educazione motoria aggiuntive all’attuale orario di funzionamento (attualmente variabile tra le 27 e le 30 ore settimanali), mentre nelle 18mila classi funzionanti a tempo pieno (40 ore settimanali) le due ore saranno in compresenza. Sarà interessato a questa riforma quasi un milione di alunni. L’orario settimanale si attesterà tra le 29 e le 32 ore, determinando in molti casi il ricorso ad almeno un rientro pomeridiano, con le necessità del servizio mensa e di potenziare i servizi di trasporto con oneri economici non indifferenti per il cui sostegno non c’è traccia alcuna nel finanziamento previsto, calcolato soltanto per gli oneri del nuovo personale insegnante.

Il deficit di palestre

Per quanto riguarda la presenza della palestra, un esame delle situazioni censite dai Comuni e riportate nell’anagrafe dell’edilizia scolastica del Portale dati del Ministero ha consentito a Tuttoscuola di rilevare la quantità esatta delle palestre presenti negli edifici scolastici che ospitano scuole primarie. Sono complessivamente 8.798 le palestre esistenti, il 59,3% delle 14.847 scuole primarie funzionanti nel 2020-21. Più del 40% delle scuole primarie è, pertanto, privo di palestre: in tutto 6.049 scuole.
Probabilmente, soprattutto nei grossi centri abitati e nelle grandi città, le scuole primarie prive di proprie palestre possono utilizzare palestre di scuole vicine, in particolare di scuole secondarie di I e di II grado. Ma nelle periferie o lontano dai grandi centri abitati l’utilizzo di palestre vicine è improbabile; le scuole dovranno arrangiarsi.

L’interrogativo scuole paritarie

Oltre questi problemi, secondo Tuttoscuola rimane l’incognita delle paritarie: «la nuova educazione motoria e sportiva è prevista e dovuta anche per la scuola primaria paritaria, oppure per questa può bastare il precedente insegnamento di educazione motori affidato ai docenti titolari di classe e non specializzati?». Sarà necessario che in sede di definizione della legge di bilancio in Parlamento si precisi e si intervenga anche con apposito sostegno finanziario.

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