Rapporto commercio estero

Per l’export italiano +19.8% nel primo quadrimestre 2021, Cina primo mercato di sbocco

Le prospettive di ripresa del commercio mondiale sono solide. L’indagine rivede la stima Ice-Prometeia sull'andamento delle importazioni mondiali, in rialzo al +8.9% per quest'anno e +6.4% per il 2022, a prezzi costanti, confermando il recupero dei livelli pre-Covid entro fine anno

di Andrea Carli

(Suphanat - stock.adobe.com)

3' di lettura

L’export italiano è tornato sopra i livelli precedenti all’emergenza Covid . Il 2021, viene messo in evidenza dal Rapporto sul commercio estero “L'Italia nell'economia internazionale”, giunto alla XXXV edizione e presentato - assieme all’Annuario 2021 Istat-Ice - presso l’Ice Agenzia, è iniziato in maniera positiva, conducendo le esportazioni italiane a risultati superiori ai livelli pre-coronavirus, come si vede dai dati del primo quadrimestre: +19.8% tendenziale, e, soprattutto, +4.2% sullo stesso periodo del 2019. Una crescita tendenziale che riguarda quasi tutti i settori e che, per molti, è largamente positiva anche sul 2019.

Istat: export maggio -2% mese, +41,9% anno

Una tendenza che viene confermata dall’Istat. Secondo l’istituto a maggio 2021 le esportazioni hanno registrato un calo del 2% su aprile e un aumento del 41,9% su maggio 2020. Le importazioni hanno messo in evidenza un calo dello 0,3% sul mese precedente e un aumento del 51,2% su base tendenziale. La stima del saldo commerciale a maggio 2021 è pari a +5.642 milioni di euro (era +5.620 a maggio 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +8.632 milioni (era +6.633 a maggio dello scorso anno).

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Crescita per quasi tutti i settori

Tornando alle indicazioni contenute nel Rapporto sul commercio estero, la crescita dell’export è per quasi tutti i settori: i prodotti alimentari bevande e tabacco (+5,3% rispetto allo stesso periodo del 2020 e, addirittura, +12,3% sullo stesso periodo del 2019), il settore dei metalli (+29,1% sul primo quadrimestre del 2020 e +12% sullo stesso periodo del 2019), i prodotti chimici (+10,2% e +7,1% a pari periodo sul 2019) e il comparto degli apparecchi elettrici (+31,6% rispetto allo stesso periodo del 2020 e +8,2% sul 2019). L’indagine è stata realizzata da Ice Agenzia in collaborazione con Prometeia, Istat, The European House Ambrosetti, Fondazione Masi e Università Bocconi.

Cina primo mercato di sbocco: accelerazione di oltre il 55%

Per quanto riguarda l'export nel primo quadrimestre di quest'anno, è verso la Cina che le esportazioni italiane hanno registrato la maggior crescita (55,3% rispetto allo stesso periodo del 2020), seguita dai Paesi europei (nell'ordine: Paesi Bassi e Polonia, +32,9% rispetto al 2020; Francia, +23,2%; Spagna, +23%; Germania, +22,6%; Belgio, +14%), dalla Svizzera (+20%) e dagli Stati Uniti (+4,5%). Solo verso il Regno Unito (+2,6%), fra i maggiori mercati, si registra un andamento più rallentato, ma l'accumulo di scorte pre-Brexit può esserne ragione transitoria.

Commercio mondiale, entro fine anno recupero dei livelli pre Covid

Le prospettive di ripresa del commercio mondiale sono solide. L’indagine rivede la stima Ice-Prometeia sull'andamento delle importazioni mondiali, in rialzo al +8.9% per quest'anno e +6.4% per il 2022, a prezzi costanti, confermando il recupero dei livelli pre-Covid entro fine anno. Le stime di crescita maggiori si avranno per l'Asia orientale (+14.5% nel 2022/2029), l'Asia Orientale (+11,1%), l'America centro-meridionale (+9,4%), l'Oceania (+9,2%), l'Asia centrale (+8,9%) e l'Unione Europea (+8,2%).

Di Maio, nel 2020 fatto meglio di Usa, Francia e Gb

«L’export si conferma settore trainante dell'economia italiana - ha ricordato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio -. Nel 2020, nonostante la contrazione degli scambi, l'export dell'Italia ha fatto meglio di quello di altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Francia, il Regno Unito. I nostri numeri - ha aggiunto - sono tornati a crescere già nella seconda parte del 2020 e il 2021 sta registrando una chiara inversione di tendenza. Il mese di aprile ha segnato un boom dell'export di prodotti italiani. Il primo quadrimestre 2021 ha superato i risultati dello stesso periodo del 2019, che era stato particolarmente positivo, con 6,5 miliardi di euro di export in più».

Ferro (Ice): l’export post-Covid è ripartito, Recovery plan volano per la ripartenza

«L'export - ha sottolineato Carlo Ferro, Presidente Ice Agenzia - rappresenta il 30% del Pil del nostro Paese (anche a dati 2020). È stato il driver della crescita nell'ultimo decennio, dopo la crisi del 2008. L'export post-covid è ripartito e il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) combinato alla tenacia di artigiani, imprenditrici e imprenditori sarà il volano della ripartenza di investimenti privati e pubblici e, progressivamente, dei consumi privati».

Blangiardo (Istat), lo scorso anno 10 mila operatori export in meno

Una crescita che punta a lasciarsi alle spalle la crisi scaturita dalla pandemia. Una crisi che ha colpito duro. «Nel 2020 - ha ricordato il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo - il numero di operatori economici che hanno effettuato vendite di beni all’estero è sceso dai 136.963 del 2019 a 126.275, quindi circa 10 mila in meno. L’export dei servizi è quello che ha pagato il prezzo più alto con - 30,6% rispetto al 2019 e questo è comprensibile».

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