ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùRisparmio gestito

Per l’industria dei fondi comuni l’anno inizia in salita

Raccolta negativa in gennaio (-4,7 miliardi ) ma il patrimonio totale raggiunge un nuovo massimo storico con 2.321 miliardi

di Lucilla Incorvati

default onloading pic
(James Thew - Fotolia)

Raccolta negativa in gennaio (-4,7 miliardi ) ma il patrimonio totale raggiunge un nuovo massimo storico con 2.321 miliardi


2' di lettura

Non è un inizio d’anno effervescente per l’industria dei fondi comuni che licenzia il mese di gennaio con un raccolta in rosso. Il saldo è infatti negativo per quasi 5 miliardi (-4,7 mld di euro) . Tuttavia, se guardiamo al patrimonio totale dall'industria, questo ha raggiunto la cifra monster di 2.321 miliardi, raggiungendo il suo nuovo massimo storico. E’ quanto emerge emerge dalle statistiche elaborate da Assogestioni sull'andamento mensile delle 212 società che fanno parte dell'assciazione .

La raccolta di gennaio. A pesare sul consuntivo del mese è stato sopratutto il dato negativo registrato dalle GP (-2,5mld) che risentono in particolare del trasferimento da parte del Gruppo Credem di un mandato di gestione infragruppo delle polizze assicurative Unit Linked da Euromobiliare AM Sgr a Credemvita. L'operazione comporta l'uscita dal perimetro della rilevazione Assogestioni di circa 3 miliardi di euro, registrati in diminuzione del patrimonio gestito e come raccolta netta negativa. Il fenomeno non è collegato a disinvestimenti della clientela: le succitate masse restano all'interno del Gruppo Credem. Tuttavia, l’impatto non è indifferente anche perchè in termini di patrimonio totale le Gp pesano a gennaio oltre il 50% (51,1% per esatezza). Anche i fondi comuni accusano deflussi importanti ( - 2,3 mld) con i fondi flessibili che totalizzano deflussi per 2 miliardi circa, seguiti dai monetari (-694 milioni), gli hedge (-136 milioni ) e gli azionari (- 116 milioni) . Positivo il bilancio per i bilanciati (+ 649 milini) e gli obbligazonari (+ 8 milioni).

Il risiko nell’industria. La maxi operazione nella quale sono coinvolti il Gruppo Intesa SanPaolo e il Gruppo Ubi Banca potrebbe avere dei risvolti anche nell’industria dell'asset management. Se l’offerta di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca andasse in porto potrebbe dar vita a quel campione nazionale sul risparmio gestito di cui si parla da tempo con la fusuione delle Sgr dei due gruppi. Tutte insieme (Eurizon, Fideuram e Pramerica), totalizzerebbero un patrimonio sul risparmio gestito di circa 500 miliardi per una quota di mercato ben superiore al 20 per cento. Numeri importanti ai quali probabilmente si affiancherà anche una sinergia di prodotto e di servizio: entrambi i gruppi vantano una gamma di offerta molto ampia e, in alcuni casi, simile.

I gruppi. Il mese di gennaio si chiude in rosso per il Gruppo Generali , primo gruppo in termini di patrimonio che chiude il mese con deflussi superiori al miliardo (-1.057) e sulla stessa scia anche il Gruppo Intesa Sanpaolo, secondo gruppo per patrimonio che dichiara una raccolta a -
(104 milioni) , Amundi e Anima, rispettivamente terzo e quarto gruppo, sempre in base al patrimonio hanno invece un salto positivo rispettivamente a 37,4 milioni e 84,2 milioni. Se per Poste Italiane il mese si chiude con un bilancio negativo (- 798, 2 milioni) per Pramerica in settima posizione l’esito è stato decisamente brillante con 415,6 milioni. Anche Mediolanum, Allianz a JpMorgan che chiudono la classifica dei primi dieci gruppi sempre per patrimonio mostrano un saldo negativo rispettivamente di -21,5 milioni, -395 milioni e - 175, 2 milioni. Da rilevare che BlackRock in sesta posizione non ha comunicato i dati.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti