rugby

Per l’Italia un Sei Nazioni da «lavori in corso»

di Giacomo Bagnasco

(Ansa/Ap)

3' di lettura

Un giorno all'annuncio della formazione italiana, due giorni all'inizio del Sei Nazioni 2018, tre giorni al confronto dell'Olimpico tra gli Azzurri e l'Inghilterra.

Il torneo di rugby più antico e più prestigioso del mondo è qui. Con il suo carico di tradizioni che si mescola a innovazioni anche molto recenti (l'introduzione del sistema che dà quattro punti in classifica per la vittoria, due per il pareggio più un punto di bonus a chi segna almeno quattro mete e a chi perde con uno scarto contenuto entro i sette punti). Non cambiano, ovviamente, le sei protagoniste e in sostanza non cambiano nemmeno le prospettive dell'Italia.

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Anzi, questa è in teoria un'annata ancora più difficile della media, e sì che proveniamo da due cucchiai di legno: in altre parole dieci sconfitte su dieci partite giocate nelle due passate edizioni. Il fatto è che si giocheranno due soli match in casa: domenica contro l'inarrivabile Inghilterra, che ha perso una delle ultime 23 partite disputate, e all'ultimo turno contro la Scozia, normalmente il nostro unico avversario abborabile, che grazie ai test match di novembre è arrivata nella Top five del ranking mondiale, battendo l'Australia e sfiorando una impresa mai riuscita contro la Nuova Zelanda.

Noi nel ranking siamo al 14° posto, ben staccati da tutte le altre avversarie. E se pensiamo che in trasferta dal 2000 al 2017 abbiamo giocato 45 partite perdendone 42, vincendo due volte in Scozia e pareggiando una volta in Galles, si può capire quali sono le nostre chance reali. Neanche da sognare un successo alla seconda giornata a Dublino, bisognerebbe tentare il colpo a Marsiglia contro la Francia di Jacques Brunel (che sembrava un ct ormai fuori dai giochi quando nel 2016 ha lasciato l'Italia e invece è stato scelto per sostituire Guy Novès, ex mago del Tolosa) o a Cardiff, contro i Dragoni gallesi.

Realisticamente, sarebbero tutte grandi sorprese. Non possiamo escluderle, per carità, ma nemmeno metterle in preventivo. Meglio puntare sui tantissimi giovani convocati dal ct O' Shea per provare a costruire qualcosa dalle fondamenta (o quasi), aumentando il numero di giocatori che possono costituire valide alternative ruolo per ruolo.

Quanto ai pronostici per la vittoria finale, c'è ancora l'Inghilterra davanti a tutti, anche se gli uomini di Eddie Jones sono particolarmente “colpiti” dagli infortuni. Un male da cui nessuna squadra è esente e che chiama in causa velocità e forze d'urto sempre più esasperate. Anche gli Azzurri pagano la loro tassa in proposito, dovendo fra l'altro rinunciare a Michele Campagnaro, al momento l'unico trequarti che le nostre contendenti ci potrebbero davvero invidiare. Nonostante il confronto diretto in trasferta l'Irlanda sembra lo sfidante più duro per l'Inghilterra. Vedremo se sabato, in casa della Francia, confermerà il suo grande momento.

IL SEI NAZIONI 2018
Primo turno. Sabato 3 febbraio: Galles-Scozia (ore 15.15); Francia-Irlanda (17.45). Domenica 4: Italia-Inghilterra (16.00)
Secondo turno. Sabato 10 febbraio: Irlanda-Italia (15.15); Inghilterra-Galles (17.45). Domenica 11: Scozia-Francia (16.00)
Terzo turno. Venerdì 23 febbraio: Francia-Italia (21.00, a Marsiglia). Sabato 24: Irlanda-Galles (15.15); Scozia-Inghilterra (17.45)
Quarto turno. Sabato 10 marzo: Irlanda-Scozia (15.15); Francia-Inghilterra (17.45). Domenica 11: Galles-Italia (16.00)
Quinto turno. Sabato 17 marzo: Italia-Scozia (13.30); Inghilterra-Irlanda (15.45); Galles-Francia (18.00)
Tutti i match saranno trasmessi in diretta e in chiaro da DMax, canale 52 del digitale terrestre

IL RANKING INTERNAZIONALE
1. Nuova Zelanda; 2. Inghilterra; 3. Irlanda; 4. Australia; 5. Scozia; 6. Sudafrica; 7. Galles; 8. Argentina; 9. Francia; 10. Figi; 11. Giappone; 12: Georgia; 13. Tonga; 14. Italia; 15. Romania

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