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Per la Consulta l’indeducibilità dell’Imu è incostituzionale

Bocciata l’impossibilità di dedurre l’imposta da Ires/Irpef per il 2012

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Bocciata l’impossibilità di dedurre l’imposta da Ires/Irpef per il 2012


2' di lettura

Da qualche anno, la Corte costituzionale anticipa, attraverso l’ufficio stampa, l'esito delle questioni di maggior rilievo e più innovative. Venerdì 19 novembre ha preannunciato la prossima pubblicazione di una sentenza in materia tributaria, relatore il giudice Luca Antonini, che dichiara incostituzionale l’indeducibilità dell’Imu, per il 2012, dalle imposte erariali sui redditi.

Si tratta in effetti di una novità importante. Nella sua lunga storia, la Corte è sempre stata assai prudente nei giudizi sulle norme tributarie, perché ogni pronuncia di accoglimento conduce a un aggravio per le finanze pubbliche. Questa volta, tuttavia, ha ritenuto di dover cancellare dall’ordinamento una norma ritenuta irragionevole e incoerente con il sistema, in quanto includeva nel «reddito complessivo netto» su cui calcolare l’Ires un costo fiscale inerente alla produzione quale è appunto l’Imu sugli immobili strumentali. Forse ha pesato anche il fatto che il giudizio riguardasse una norma non più in vigore dal 2013 e dunque che il termine per presentare il rimborso fosse scaduto nel 2016. Del resto, il comunicato dà atto che la Corte si posta il problema se estendere l’incostituzionalità anche alle leggi che negli anni seguenti hanno consentito solo una deducibilità parziale dell’Imu, ritenendo tuttavia di dover salvaguardare le esigenze di equilibrio del bilancio.

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Quello che però è particolarmente significativo è che - come ha sottolineato nel corso dell’udienza l’avvocato Giulio Enea Vigevani, che con la tributarista Fabiola Del Torchio si è battuto per conto della Tecnogras di Trezzo d’Adda per l’incostituzionalità - con questa sentenza la Corte afferma con forza il primato della Costituzione rispetto alla legge anche in ambiti che costituivano casi paradigmatici di quasi indiscutibile discrezionalità del legislatore. È accaduto in materia penale, per le leggi elettorali politiche e ora anche in materia tributaria.

In attesa di leggere la sentenza, che sarà pubblicata tra qualche settimana, si può già concludere che da domani il legislatore dovrà essere più attento a esercitare i suoi poteri in materia fiscale in modo ragionevole e rispettoso del principio della capacità contributiva, che costituisce il pilastro di un sistema fiscale equo. E questo non pare poco, specie quando la necessità di fare cassa rischia di travolgere le buone regole della Costituzione.

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