Cosmetica

Per Mavive il profumo è una questione “fisica”

L’azienda lancia Vinegia 21, la nuova fragranza firmata The Merchant of Venice dedicata al 1600° anniversario della nascita di Venezia

di Marika Gervasio

5' di lettura

Secondo la tradizione la fondazione della città di Venezia risale al 25 marzo del 421, giorno in cui, stando all'antica raccolta Chronicon Altinate del XI secolo, fu posata la prima pietra che diede inizio al processo di insediamento nella zona di Rivus Altus o Rialto, insieme alla consacrazione della Chiesa di San Giacometo. Le fonti che attestano questo fatto sono avvolte da un alone di mistero, in cui leggende e miti si intrecciano con realtà storiche che descrivono l'origine della città più come un lungo processo evolutivo, probabilmente iniziato già in epoca romana e quindi difficilmente attribuibile a una data precisa.

The Merchant of Venice celebra Venezia

Tuttavia, la leggendaria data del 25 marzo continua a rappresentare uno dei più rilevanti simboli della ricca storia di Venezia, che proprio nel 2021 celebra l'anniversariodei 1600 anni ab urbe condita. In occasione di questo importante avvenimento, la Città haorganizzato per tutto il 2021 un ricco programma di eventi culturali e sociali, tra cui mostre,conferenze e particolari manifestazioni, che coinvolgono le più importanti realtà presenti sul territorio veneziano tra le quali The Merchant of Venice.

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Il brand veneziano ha deciso di prendere parte alla celebrazione di Venezia e di dedicare ad essa una delle fragranze della sua collezione più esclusiva e ricercata, Murano Exclusive: Vinegia21. Del progetto fa parte anche il primo di una serie di video documentari dedicati alle più importanti figure femminili che hanno contribuito alla nascita e al successo della profumeria e della cosmesi durante la Serenissima. Il progetto “Le Donne del Profumo a Venezia” nasce dalla collaborazione di Fondazione Musei Civici di Venezia.

«La mia famiglia materna, i Barozzi, sono una delle dodici “famiglie apostoliche” che secondo latradizione fondarono Venezia e fecero parte del Patriziato Veneziano fino alla caduta della Serenissima del 1797 - commenta Marco Vidal, ceo di The Merchant of Venice -. Quindi ci sono 1600 anni di Venezia che scorrono nelle mie vene ed è con grandissimo orgoglio e partecipazione che prendo parte a questa celebrazione per rendere omaggio alla mia città, Venezia, con una fragranza straordinaria che ne rappresenti la lunga tradizione, ma soprattutto un'eccellenza da portare nel mondo. Le ricercate materie prime, opulenti e ricche, el'antico nome della città, Vinegia, evocano la storia di Venezia e si combinano con sfaccettature luminose per creare un’armonia senza tempo».

Le strategie della pandemia

Le celebrazioni di Venezia arrivano in un momento, la pandemia, che ha messo in grande difficoltà le aziende di tutti i settori, cosmetica compresa. «Fin da inizio marzo 2020 - racconta Marco Vidal, direttore generale e direttore commerciale di Mavive - ancora prima che uscisse il decreto, avevamo attivato lo smart working per chi poteva svolgere il proprio lavoro da remoto, distanziamento, acquisto di mascherine e igienizzanti in tutti gli spazi e da giugno in poi uno screening gratuito per i nostri dipendenti con test sierologico al rientro e tampone molecolare a cadenza mensile per permettere di poter lavorare in un ambiente sereno e sano. Abbiamo potenziato il sistema di video conference e siamo stati in grado di organizzare presentazioni nazionali ed internazionali di nuovi lanci che hanno coinvolto centinaia di operatori fra distributori, agenti e fornitori».

Cosa resterà dei cambiamenti dopo la pandemia? «L’apparato tecnologico sicuramente sarà di supporto anche per il futuro, mi auguro torneremo a lavorare assieme in presenza perché l'azienda è una comunità dove ci si confronta, ci sono emozioni, idee, anche scontri che portano poi a delle risposte rispetto alle sfide quotidiane - continua Vidal -. Questi processi non si riescono a svolgere in modo soddisfacente attraverso uno schermo. Lo smart working è una necessità in certe condizioni ma non può essere una condizione auspicabile».

E aggiunge: «L’aspettativa di tutti, in tutto il mondo, è abbandonare la paura della pandemia e che questa condizione possa persistere, tornare a vivere una vita reale, uscendo da questa condizioni di precarietà. Nelle brevi parentesi di libertà tra un lockdown e l'altro, i clienti hanno dimostrato un particolare piacere nel tornare nei negozi e comprare i profumi più preziosi. Abbiamo rivisto tutta la pianificazione dei lanci con un calendario flessibile basato sulla previsione della uscita dalla pandemia da settembre 2021 in poi. È flessibile però, nel senso che se le condizioni mutano in meglio o in peggio con breve anticipo di pochi mesi possiamo riaggiornare il calendario cercando di evitare di bruciare le nostre attività».

Il potere dell’e-commerce e l’export

Nel 2020 l’azienda ha aperto il mercato Usa al suo online shop The Merchant of Venice con risultati che ci hanno portato a un +84% sull’anno, «nel 2021 abbiamo previsto l’investimento più importante di sempre nei canali social a supporto di marchi come Furla, Ermanno Scervino, Police e anche The Merchant of Venice. Abbiamo appena aggiornato i due nostri portali web istituzionali, Mavive e The Merchant of Venice, e attivato in quest’ultimo il servizio innovativo del Personal Shopper, un profumiere live che accompagna il cliente nell’acquisto del profumo» continua il manager.

«Noi eravamo prontissimi da anni con piattaforme e logistica interna, infatti abbiamo registrato una grandissima crescita che continua anche in questi mesi e speriamo ci porti ad una dimensione più importante. Non dobbiamo nascondere che l’e-commerce aziendale è un servizio ai clienti e impatta in modo relativo sulle vendite generali, 1% su Mavive e 5% su The Merchant of Venice. Per ora nel settore della profumeria è una chimera che l’e-commerce possa sostituire la vendita fisica del profumo, un prodotto che va annusato e provato. E mi auguro che lo rimanga perché ritengo fondamentale il ruolo dei profumieri di tutto il mondo, senza di loro si banalizza la vendita del profumo».

E conclude: «Tutti vogliamo lasciarci alle spalle questo periodo e tornare ad avere la facoltà di incontrarci, devo dire che per la parte B2B per una azienda come la nostra che ha già un mercato internazionale consolidato siamo riusciti a dare una buona continuità ai nostri rapporti B2B con un alto grado di operatività. Ma io voglio tornare a viaggiare quanto prima. L’anno scorso abbiamo registrato un calo del 16% perfettamente in linea con le aspettative di luglio, e il dato migliore rispetto al nostro settore e alla maggior parte dei nostri competitors. Avremmo fatto di meglio, se ci fosse stata una migliore programmazione nelle azioni del Governo; infatti abbiamo perso vendite nell’ultima parte dell’anno che nella campagna di Natale costituisce una grande fetta di fatturato per noi, ma il terrore scaturito dalle decisioni tardive, dalle azioni parziali e dalla infodemia generale ha portato un grande freno tra novembre e dicembre. Vede, io ero favorevole a misure cautelative già da settembre invece abbiamo vissuto come le cicale, poi speravo in un lockdown duro ed efficace a inizio novembre per un mese per poter ripartire a dicembre e invece non sono state prese misure sufficientemente efficaci. A danno anche dell’economia».

L’export ha registrato un dato finale vicino a quello dell’Italia con una evoluzione temporale leggermente differita. «Abbiamo lavorato in tutto il mondo, ci sono state situazioni specifiche legate più ad aspetti organizzativi di distribuzione che alla situazione del mercato. Russia, Germania, Ungheria, Europa dell’Est ci hanno dato soddisfazioni - spiega Vidal -. Quanto alla Cina ci sono barriere in ingresso burocratiche che non abbiamo ancora superato per esempio con il lancio di Furla e mi auguro di riuscire a farlo entro quest’anno».

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