LA TESTIMONIANZA

«Per me scienziato scozzese Milano è casa»

Il direttore dello Human Technopole racconta il suo primo anno in città

di Iain Mattaj

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Iain Mattaj è nato nel 1952 a St. Andrews, in Scozia. Prima di arrivare in Italia è stato direttore generale del Laboratorio europeo di biologia molecolare

Il direttore dello Human Technopole racconta il suo primo anno in città


2' di lettura

Devo ammettere che il nostro primo anno a Milano è stato straordinariamente positivo. Abbiamo preso casa nella zona di Porta Venezia e in questi mesi ci siamo divertiti a scoprire i molti negozi, piccoli ma specializzati, che danno al quartiere un’atmosfera molto accogliente. Ci sono talmente tanti buoni ristoranti che la nostra preoccupazione maggiore è di non avere mai il tempo per provarli tutti!

La qualità dei servizi è davvero degna di nota, soprattutto quando penso alla rete di trasporto pubblico, non soltanto in città – raggiungo facilmente il mio ufficio a Palazzo Italia in meno di 45 minuti e utilizzando una linea diretta di collegamento – ma anche per viaggiare nel resto della regione. Mia moglie ed io siamo appassionati di escursioni e abbiamo esplorato il territorio vicino a Milano, dal Lago di Como a quello d’Orta, al Lago Maggiore. La rete ferroviaria italiana è davvero straordinaria ed il sistema di collegamenti ad alta velocità è semplicemente fantastico.

Milano ci ha dato anche l’opportunità di fare lunghe camminate. Abbiamo esplorato a piedi gran parte della città, dalle aree più trendy di Brera e corso Sempione, a quelle più verdi dei Navigli. Ho particolarmente apprezzato le passeggiate fatte lungo la Martesana alla scoperta della natura milanese: il Parco Agricolo e il Bosco in città sono tra i miei posti preferiti.

L’offerta culturale di Milano non avrebbe dovuto sorprendermi – dopotutto siamo in Italia. Tuttavia, quello che mi ha veramente colpito sono gli sforzi fatti dalla comunità cittadina per rendere arte e cultura accessibili e alla portata di tutti: mostre gratuite e giornate aperte nei musei per scoprire chicche architettoniche come Villa Necchi Campiglio, costruita negli anni ‘30 e a pochi minuti dal centro della città. Ho trovato la trasmissione in diretta TV della prima de La Scala un’iniziativa assolutamente encomiabile. Non siamo riusciti ad avere accesso ai biglietti per la serata, ma abbiamo potuto godere delle magnifiche performance canore dalla comodità di casa nostra.

Quando sono state annunciate le Olimpiadi invernali del 2026, l’eccitazione che ha pervaso la città era evidente e contagiosa. È chiaramente un bellissimo momento per vivere a Milano e capisco come la città possa risultare un luogo attraente per i giovani, italiani e non.

La città è in costante evoluzione, freme con progetti in corso, cantieri e opportunità. Sono onorato di essere coinvolto in un progetto che è parte di questo cambiamento e che sta trasformando l’area di Expo in Mind – Milano Innovation District. Posso solo augurarmi di avere un ruolo, anche minimo, nel dare forma al futuro di questa città che sono onorato di chiamare casa.

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