CONSUMI

Per metà delle Pmi la salvezza è l’online

Secondo uno studio di Facebook-World Bank e Ocse, il 31% di Pmi operative sul social media ha realizzato oltre il 25% delle proprie vendite in digitale nell’ultimo mese

di Laura Cavestri

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(AdobeStock)

Secondo uno studio di Facebook-World Bank e Ocse, il 31% di Pmi operative sul social media ha realizzato oltre il 25% delle proprie vendite in digitale nell’ultimo mese


3' di lettura

Ci sono un 50% di italiani che, con la pandemia da Covid-19, ha incrementato le vendite online. E tra questi, il 60% ha iniziato ad acquistare da piccoli “negozi” e fornitori e non solo dai grandi marketplace come Amazon o Ebay. Non solo, Il 31% di Pmi operative su Facebook ha realizzato oltre il 25% delle proprie vendite in digitale nell’ultimo mese. C’è anche uno spaccato italiano nell’Indagine “Future of Business” (Wave III), realizzata da Facebook con World Bank e Ocse sulle Pmi attive online in oltre 50 paesi e condotta dalla stessa Facebook tra il 24 e il 30 luglio 2020.

Mentre le grandi imprese del mondo stanno uscendo dallo stato di emergenza generato dalla pandemia da Covid-19 e stanno lentamente riaprendo le loro economie, molte Pmi continuano ad affrontare l’incertezza economica. Sebbene a luglio Il 93% delle Pmi attive su Facebook (contro l’84% a maggio e l’88% a giugno) ha dichiarato di essere operativa o impegnata in attività che generano reddito, le piccole aziende hanno continuato a registrare un calo delle vendite e una riduzione sostenuta dell’occupazione. Il 66% delle Pmi italiane in attività su Facebook afferma di aver subito un calo delle vendite su luglio dello scorso anno, il 27% di aver tagliato i dipendenti e per il 38% sarà il flusso di cassa la sfida più urgente nei prossimi mesi.

Tuttavia la trasformazione del proprio business dal punto di vista digitale ha accresciuto le opportunità: il 31% delle Pmi operative su Facebook (contro il 37% a maggio e il 30% a giugno) ha realizzato oltre il 25% delle proprie vendite in digitale nell’ultimo mese, il 20 ha dichiarato che il 50% o più del proprio business è stato realizzato attraverso i canali digitali (sempre nell’ultimo mese). Tutto ciò perchè cambiano anche le abitudini di consumo degli italiani. Secondo Digital Tools Consumer Survey, indagine condotta a luglio in 13 Paesi e commissionata da Facebook a Deloitte, il 48% dei consumatori italiani ha incrementato gli acquisti online dall’epidemia . È l’incremento più alto in Europa, dopo quella del Regno Unito (59%) e davanti alla Francia (35%) : si è passati dal comprare elettronica e arredamento ad alimenti, articoli per la casa e intrattenimento Tv.

«Il lockdown conseguente alla pandemia – ha spiegato Luca Colombo, Country director di Facebook – ha accelerato improvvisamente la transizione delle Pmi che già stavano esplorando o avevano una presenza minima sui canali digitali. Mentre ha “costretto” molte di quelle che ancora utilizzavano il B2B tradizionale a scoprirli. Il fatto che praticamente il 20% delle Pmi presenti oggi su Facebook abbia portato il 50% del business sui canali digitali (comunicazione, pubblicità, vendite) ci fa capire quanto è importante colmare il digital divide». Anche perchè, nota Colombo, «quasi il 60% di chi fa acquisti online si rivolge non solo ai grandi marketplace, ma cerchi anche prodotti di piccole aziende locali e non».

«Ne sono esempi – spiega Colombo – Kimonoflaminia, che aveva iniziato a utilizzare Facebook nel 2012, principalmente per promuovere le fiere (a quei tempi l’85% delle loro vendite era realizzato di persona) e che a maggio aveva quintuplicato, con le vendite online, il business. O come 101Caffè di Capurso, filiale della catena di vendita al dettaglio 101Caffè specializzata in prodotti di torrefazione artigianale italiana, che nei mesi della pandemia ha visto con il negozio un crollo dell’80% del fatturato, che non solo ha recuperato online ma lo ha aumentato del 40% rispetto alla sua media pre-pandemia»

Del resto, già a marzo Facebook aveva annunciato l’intenzione di investire 100 milioni di dollari per aiutare le Pmi in 30 Paesi a superare la pandemia con il digitale. «Una parte di quei soldi – ha aggiunto Colombo – tra ottobre e novembre arriverà anche in Italia. Per questo, a luglio, Facebook Italia ha lanciato #piccolegrandimprese. Da un lato, uno “strumento diagnostico” per consentire alle aziende di valutare la propria strategia digitale, dall’altro un hub online , un unico luogo in cui trovare tutte le iniziative, i prodotti e i programmi lanciati da Facebook. Infine, dal 24 settembre e con cadenza settimanale, con i “Facebook Business Open Days” dedicheremo una serie di giornate di formazione gratuite alle Pmi, con webinar gratuiti e live chat con esperti aziendali in collaborazione con partner come Talent Garden, Shopify e Freeformers».

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