Analisi dell’Iiss

Per Mosca i rischi militari ed economici di un’occupazione dell’Ucraina sarebbero altissimi

L’International Institute for Strategic Studies: «I leader russi hanno bene in mente i rischi nell’impegnare l’esercito in una singola operazione e i costi per ricostituire tale capacità»

di Nicol Degli Innocenti

(EPA)

3' di lettura

La Russia ha potenziato le sue capacità militari e ha modernizzato le forze armate e il suo potenziale offensivo su tutti i fronti – aereo, navale e terrestre – e si trova ora nelle migliori condizioni da un decennio per sferrare un attacco contro l’Ucraina, secondo gli esperti dell’International Institute for Strategic Studies (Iiss) di Londra.
Un’offensiva militare su grande scala è quindi possibile, ma ci sono seri dubbi sulla capacità delle forze russe di poter effettuare un’invasione e occupazione dell’intero Paese.

«La Russia continua a negare di voler invadere l’Ucraina, ma lo aveva fatto anche nel 2014 -, spiega John Chipman, direttore generale dell’Iiss -. Quello che è chiaro è che Mosca si è dotata di una vasta gamma di opzioni militari se dovesse decidere di agire».

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DIFESA, CHI SPENDE DI PIÙ
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La spesa militare è andata aumentando dal 2017 fino a 62 miliardi di dollari (si veda il grafico) e l’obiettivo del ministero della Difesa russo di raggiungere una percentuale del 70% di «armamenti moderni» entro il 2020 è stato raggiunto, afferma il “Military Balance 2022” appena pubblicato dall’Iiss. Si prevede un calo nei prossimi anni, dal 3,8% del Pil dedicata alla difesa nel 2021 a meno del 3,5% nel 2024.

Un rinnovato apparato militare

Allo stato attuale le forze armate russe sono molto diverse da quelle che avevano combattuto la breve guerra con la Georgia nel 2008: le loro armi sono moderne, come il missile cruise Kalibr, che può colpire obiettivi a oltre 2.000 chilometri di distanza. Inoltre esercitazioni su larga scala e missioni all’estero sono state utilizzate in modo efficace per addestrare i soldati e per testare l’equipaggiamento militare.

La Russia ha il secondo arsenale nucleare al mondo e quest’anno si prevede che riprenda i test del missile cruise nucleare Burevestnik in un programma condotto dall’agenzia atomica Rosatom.

Al di là delle armi un aspetto cruciale, secondo l’Iiss, è che gran parte dei soldati sono ora personale a contratto, non reclute, il che consente una maggiore flessibilità e spazio di manovra – ad esempio la capacità di ammassare oltre 100mila truppe al confine con l’Ucraina senza dover lasciare sguarnite altre zone strategiche.

Investimenti in marina e aeronautica

Gran parte degli investimenti sono stati fatti nella difesa aerea e navale. «Meno progressi sono stati fatti nel modernizzare l’equipaggiamento dell’esercito, ma la capacità della Russia di effettuare manovre terrestri sono comunque superiori a quelle dell’Ucraina», afferma Chapman.

La Russia ha 4,5 volte più soldati dell’Ucraina e può disporre di 900mila militari nelle tre forze armate e nei reparti speciali, oltre a 550mila tra gendarmi e paramilitari e 2 milioni di riservisti.

«Le mobilitazioni di massa però appartengono al passato remoto -, spiega Henry Boyd, Research Fellow for Defence and Military Analysis, Iiss -. Il vantaggio militare della Russia sull’Ucraina è più qualitativo che quantitativo».

Dubbi sulla capacità di occupare l’intera Ucraina

Il rischio maggiore per Mosca è la resistenza delle forze armate ucraine e della popolazione già ostile verso la Russia a causa dell’annessione della Crimea e degli interventi nelle regioni orientali del Paese. «Bisogna distinguere tra un’offensiva militare aerea e terrestre su grande scala, che la Russia può essere ragionevolmente certa di poter lanciare, e un’invasione e occupazione dell’intero Paese, sulla quale invece la capacità russa è dubbia», afferma Boyd. L’accumulo di forze al confine ucraino è stato lento e metodico e se ci sarà un intervento militare Mosca opterà probabilmente per un attacco rapido.

Il Cremlino è profondamente consapevole degli sforzi anche finanziari fatti per modernizzare le forze armate, riportandole a livelli non visti dai tempi dell’Unione Sovietica, quindi agirà con cautela, secondo Boyd.

«L’Esercito russo è uno solo e ci hanno messo un decennio per ricostruirlo e farlo arrivare alla sua capacità attuale -, spiega l’analista -. Credo che i leader a Mosca abbiano bene in mente i rischi di spendere tutto questo capitale in una singola operazione e i costi per ricostituire tale capacità».

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