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Per i nuovi stadi «smart» servono 2,5 miliardi, ma le ricadute ne valgono 9

Secondo l’Osservatorio sulla sostenibilità e sulla sicurezza realizzato da Scenari Immobiliari con Johnson Controls effetti positivi sull’economia e 2.600 posti lavoro

di Emiliano Sgambato


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Lo stadio dello Juventus è un asset redditizio per la società bianconera

2' di lettura

I nuovi stadi di calcio da asset immobiliari stanno diventando sempre più infrastrutture strategiche. È quanto emerge dal “Terzo Osservatorio sulla sostenibilità e sulla sicurezza”, realizzato da Scenari Immobiliari con Johnson Controls e presentato oggi nel Forum di Santa Margherita Ligure.

Per aumentare la competitività e l’appeal delle squadre italiane, secondo l’Osservatorio, nei prossimi dieci anni serviranno 2,5 miliardi di euro di investimenti per la riqualificazione degli impianti sportivi delle squadre di serie A, B e C. Questo processo potrà avere ricadute positive sull’economia generale stimate in circa 9 miliardi di euro e circa 2.600 posti di lavoro.

Non solo gli stadi delle big quindi. Ma l’Italia è in netto ritardo rispetto all’estero: negli ultimi dieci anni, infatti, sono stati investiti 180 milioni di euro a fronte dei 15 miliardi investiti negli stadi del resto dell’Europa.
Solo la Juventus ha dimostrato negli ultimi anni quanto possa valere un impianto di proprietà. Ma ora altre big (Roma, Inter e Milan in testa) si stanno attrezzando, assieme a realtà virtuoso che si sono già mosse come Udine, Bergamo e Sassuolo.

Gli stadi del futuro saranno un ecosistema che incorpora la sostenibilità sociale, economica e ambientale: è già in atto la trasformazione da smart stadium a smart village, un super blocco urbano al centro di un hub altamente connesso. Inoltre, alla luce della crescente attenzione verso progetti architettonici che rispondano a esigenze di sostenibilità ambientale e a una domanda sempre più attenta alle tematiche innovative, l'industria immobiliare si evolve, tenendo conto della crescente diffusione della green economy.

Per questo, la capacità attrattiva di strutture riqualificate «può essere un volano importante per l'intera filiera immobiliare: gli sviluppi urbani contemporanei vedono nel modello di città policentrica la strategia maggiormente qualificante», ha detto Francesca Zirnstein, direttore generale Scenari Immobiliari.

«Stadi e centri sportivi diventano i luoghi privilegiati in cui vediamo in azione la tecnologia al servizio dell'intrattenimento e la tecnologia che offre comfort e sicurezza al tifoso e flessibilità allo stadio», ha detto Francesco Giaccio, managing director Johnson Controls Italia.

L'Osservatorio mette in luce che, secondo la Figc, l'età media degli impianti italiani di Serie A utilizzati nella stagione 2017-2018 è di 61 anni e la quasi totalità delle strutture non registra da anni lavori di rinnovamento e di adattamento alle nuove norme di sicurezza.


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