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Per Ognissanti 3,8 milioni di presenze attese negli alberghi italiani

Stime elaborate da Cst per Assoturismo. Una conferma della ripresa, anche se i livelli pre-Covid restano lontani

Ponte Ognissanti, 10 milioni in viaggio

2' di lettura

Buone notizie per le imprese del turismo: secondo le stime del Centro Studi Turistici di Firenze realizzate per Assoturismo Confesercenti, il fine settimana lungo di Ognissanti porterà nelle strutture ricettive italiane 3,8 milioni di pernottamenti, di cui oltre un milione nelle città d’arte, le mete più colpite dalla pandemia.

Una performance positiva, dunque anche se i livelli pre-pandemia restano per ora lontani: nel 2019 si erano infatti registrati 4,2 milioni di pernottamenti nello stesso periodo (anche in quel caso si trattava di un weekend lungo).

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Prenotato il 70% delle camere disponibili online

L’idagine Cst è realizzata sulla base delle prenotazioni attraverso portali online di promo-commercializzazione turistica. Ne emerge un’occupazione significativa delle strutture ricettive, con il 70% delle camere disponibili su piattaforme web prenotato, anche se con forti differenze per tipologia di prodotto turistico. A registrare buone performance sono come detto soprattutto le città d’arte (80% di camere disponibili online prenotate), le località termali (78%) e le aree collinari e montane (72%).

Assoturismo: una conferma di ripartenza

«Dopo i buoni risultati di agosto, il ponte di Ognissanti conferma la ripartenza del settore – osserva il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina –. Si tratta però di una ripartenza a singhiozzo, che non ci permette di dichiarare conclusa l’emergenza del settore: i livelli pre-pandemia sono ancora lontani».

Messina sottolinea che «il mercato turistico, vista la quasi totale assenza di visitatori extraeuropei e la riduzione dei flussi europei, è ancora trainato dalla domanda interna, che però non offre continuità e si concentra solo nei weekend e nei ponti».

Bonus hotel: tetto di spesa insufficiente

Le speranze del settore guardano anche al bonus dell’80% per le ristrutturazioni degli hotel, anche se il tetto di 100mila euro è considerato inadeguato. «Se nella migliore delle ipotesi una struttura ricettiva riesce a ricevere la somma massima di 100mila euro a fondo perduto, potrebbe sì e no decidere di cambiare la caldaia», commenta Manuela Aloisi, delegata nazionale di Confimi Turismo e imprenditrice nel settore ricettivo sulla bozza del decreto che definisce le norme di attuazione del Pnrr per il settore del turismo.

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