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Per oro e argento è arrivata l’ora del pit-stop

Per la seconda seduta di fila il metallo giallo resta sotto 2mila dollari l'oncia, ma per gli esperti il trend resta improntato al rialzo. Massima volatilità anche per l’argento, martedi precipitato del 15% a 26 dollari e c’è chi lo vede a quota 34 in 6-12 mesi

di Vito Lops

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(Reuters)

Per la seconda seduta di fila il metallo giallo resta sotto 2mila dollari l'oncia, ma per gli esperti il trend resta improntato al rialzo. Massima volatilità anche per l’argento, martedi precipitato del 15% a 26 dollari e c’è chi lo vede a quota 34 in 6-12 mesi


3' di lettura

Per la seconda seduta di fila l’oro viaggia sotto i 2.000 dollari d’oncia. Di questi tempi è una notizia. Il metallo giallo continua a pagare la seduta di martedì, quella in cui ha perso il 5,7% segnando il peggior ribasso quotidiano in sette anni. A quella sbandata ieri è seguito un modesto rimbalzo (+0,5%) che ha posizionato il valore intorno ai 1.950, ben distante dal record intraday del 6 agosto a quota 2.078 ma ancor più distante dai 1.519 di inizio anno. Non si può parlare di oro senza menzionare...

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