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Per gli ortaggi esistono ancora le (mezze) stagioni

Con un aumento dei consumi del 10%, secondoda un’elaborazione Cso Italy su dati Gfk Italia, l’asparago è il più legato al periodo tipico di produzione, seguito da fagiolini, cetrioli, pomodori e zucchine (che orami si mangiano tutto l’anno, anche a prezzi salati). Alcuni prodotti come cavoli, spinaci e carciofi continuano però a essere disponibili solo in alcuni mesi invernali.

di Silvia Marzialetti


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(Andrea Ninni / AGF)

2' di lettura

Nei consumi domestici è l’asparago l’ortaggio più legato al picco della stagionalità, seguito da fagiolini, cetrioli, pomodori e zucchine. Il trend emerge da una elaborazione Cso Italy su dati Gfk Italia, elaborati per Il Sole 24 Ore-Radiocor. Caso opposto, la melanzana, consumata anche d'inverno, importata dalla Sicilia.

Consumi costanti per patate, insalata e carote
L’andamento stabile sui 12 mesi si conferma su tre dei cinque top player nazionali: patate – che rappresentano il 19% degli ortaggi acquistati nel 2018 – insalate e carote, mentre pomodori (3,25% tra agosto e settembre) e zucchine (3% a giugno) registrano un aumento degli acquisti nel periodo estivo.

Asparagi tra aprile e maggio
La curva dei consumi si impenna in concomitanza del picco stagionale con gli asparagi, per il quale le famiglie mantengono una predilezione in concomitanza con le produzioni nazionali: tra aprile e maggio il consumo sale in una forbice compresa tra il 9 e il 10%.

Più contenuta la crescita di cetrioli (5% a giugno) e fagiolini (4,50% ad agosto).

Sono necessariamente legati all'andamento stagionale - che in questo caso ne determina la disponibilità - anche carciofi, cavoli, cardi, spinaci, zucche e broccoli, disponibili fino a febbraio-marzo, poi destinati a scomparire dalla produzione. I cavoli, in particolare, hanno avuto una crescita di 4/5 punti percentuali negli ultimi anni, grazie alla diversificazione dell'offerta e al potenziale healthy.

L’attenzione dei consumatori
In una offerta che – salvo poche eccezioni – si mantiene pressochè costante durante tutto l'arco dell’anno, la stagionalità rimane dunque l'ago della bilancia nel determinare la quantità dei consumi.

Ne è convinto Claudio Mazzini, responsabile commerciale dei freschissimi Coop. «Il nostro consumatore è molto centrato su questo asset», dice. La stagionalità incide anche sui prodotti cosidetti convenience, pronti al consumo o parzialmente pronti, che in Italia registrano una crescita del 5% a volume, in controtendenza rispetto al fresco che invece cala del 10%.
«Detto questo – prosegue Mazzini – ci sono dei prodotti talmente forti da essere richiesti in qualsiasi periodo dell'anno».

Melanzane e zucchine d’inverno
È il caso della melanzana, ad esempio, consumata anche d’inverno, e prodotta dalla Sicilia. «D’altronde – prosegue Mazzini – la conformazione geografica del nostro Paese è tale da poter garantire la maggior parte delle produzioni durante tutto l’arco dell'anno a diverse latitudini. Come nel caso del cavolfiore, oggi disponibile anche in piena estate, perchè prodotto in Val Venosta. Anche peperoni, patate e pomodori sono sempre presenti sugli scaffali e la risposta da parte del consumatore è buona».

La conferma arriva anche dal Car (Centro agroalimentare Roma), il primo agromercato all’ingrosso in Italia, quarto in Europa, che rifornisce l'Italia centrale e ha linee di compravendita in tutta Italia. «Nel caso di prodotti must – dicono dall'ufficio stampa – permane la tendenza a mantenere inalterata la richiesta a prescindere da stagionalità, disponibilità, prezzi». Eclatante il caso delle zucchine, che in tempi di gelate raggiungono quotazioni stellari, senza rimanere invendute.

Nel caso, invece, di prodotti introvabili nel nostro Paese in determinate stagioni, il trend varia a seconda del prodotto. È il caso del limone, prodotto in Italia da ottobre a giugno e importato nel resto dell’anno.

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