Moda e lusso

Per la Otb di Renzo Rosso oltre 1,5 miliardi di ricavi, Jil Sander già in pareggio

Il gruppo torna ai livelli di fatturato pre Covid, con indici di redditività molto positivi, su cui si basa il piano triennale 2022-24

di Giulia Crivelli

 La sfilata Jil Sander della collezione per la primavera-estate 2022

3' di lettura

Il rimbalzo dei ricavi del 2021 riporta Otb ai livelli del 2019, prima che la pandemia cambiasse il mondo. Il gruppo fondato da Renzo Rosso, oggi presidente, ha chiuso l’anno in crescita del 16,2% a 1,53 miliardi, ma sono gli indici di redditività il segnale davvero positivo, sul quale è stato costruito il piano triennale 2022-24.

L’ebitda (354 milioni) è salito al 23% dei ricavi ed è cresciuto del 47% sul 2020 e del 36% sul 2019; l’ebit (187 milioni) al 12,8%; il risultato netto è arrivato a 142 milioni, con una posizione finanziaria netta di 383 milioni. «Stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro iniziato nel 2018 e proseguito durante la pandemia – spiega Ubaldo Minelli, ceo del gruppo Otb –. Da una parte abbiamo rivisto ogni singolo processo per individuare debolezze e criticità, dall’altra nel 2021 abbiamo continuato a investire sullo sviluppo digitale, sul retail fisico e in acquisizioni. Nel complesso, 47 milioni, cifra superiore a quella dei due anni precedenti».

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La sfilata Jil Sander per la PE 2022

La sfilata Jil Sander per la PE 2022

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Il lusso alternativo

Negli anni Otb è diventato, come dice spesso Renzo Rosso, «un gruppo del lusso alternativo»: in portafoglio, oltre al marchio Diesel, da cui tutto è iniziato, ci sono Maison Margiela, Marni, Jil Sander (acquisito nell’aprile 2021) e Viktor&Rolf. «Siamo eterogenei per il tipo di marchi e originali nella struttura e modello di business – sottolinea Minelli –. Accanto ai marchi di proprietà, che hanno trainato le vendite, ci sono Staff International e Brave Kid, braccia produttive e distributive del gruppo, che abbiamo ulteriormente migliorato investendo molto in logistica e infrastrutture tecnologiche, ma anche perfezionando il ruolo di Otb come capofiliera».

Bilancio di sostenibilità a luglio

Il riferimento di Minelli è legato alla visione di sostenibilità di Rosso e del gruppo (che verrà approfondita nel primo bilancio ad hoc, che verrà presentato in luglio): accanto agli obiettivi ambientali, tra i quali spicca la neutralità carbonica entro il 2030, ci sono quelli, forse ancora più importanti, sul fronte sociale. «Nel 2021 abbiamo lanciato la strategia Be Responsible. Be Brave, che coinvolge tutti i brand e le aziende di Otb – precisa l’ad – e si basa su tre pilastri: salvaguardia dell’ambiente, attenzione al prodotto e impegno sociale. Su questo pilastro in particolare penso al progetto C.A.S.H., nato per garantire sostegno finanziario all’intera filiera del tessile-abbigliamento alla quale ci appoggiamo, fatta spesso di piccole e medie imprese. Nell’annus horribilis 2020 si è aggiunto il supporto a retailer e wholesaler».

Le vendite online valgono un terzo del totale

L’e-commerce è cresciuto a doppia cifra anche grazie alla piattaforma interna Moon e oggi vale, a seconda dei brand, tra il 25 e il 30% delle vendite, ma l’obiettivo è arrivare a un terzo entro il 2024, sempre all’interno di una strategia multicanale: «Nel 2021 abbiamo aperto quasi 40 negozi fisici in giro per il mondo, Cina compresa, anche perché l’Asia e il Nord America sono state le aree più dinamiche», aggiunge l’ad di Otb, che guida pure Staff International e Jil Sander, di cui il gruppo possiede il 100% da poco più di nove mesi.

«Il marchio è fortissimo, con una direzione creativa solida e molto apprezzata, come quella di Glenn Martens per Diesel, che dura da appena un anno ma sta dando eccellenti risultati – conclude Minelli –. Se c’è il prodotto, il resto segue; Jil Sander ha già raggiunto il break even operativo e sta generando cassa: prima dell’acquisizione perdeva tre milioni al mese e bruciava cassa. Succede grazie alle sinergie che abbiamo attivato e al modello di business di Otb».

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