Prodotti tipici

Per la Piadina Romagnola Igp record storico di produzione nel 2020

In sei anni crescita del 225%, la produzione certificata arriva all’87% del totale

di Ilaria Vesentini

Produzione record per la Piadina Romagnola Igt

2' di lettura

Sfonda il tetto storico delle 20mila tonnellate la Piadina Romagnola certificata Igp, il piatto simbolo della gastronomia e della tradizione tra il Reno, il Sillaro e l'Adriatico, che tocca il suo massimo storico, da quando, nel 2014 è entrata in vigore la certificazione di Indicazione geografica tipica.

In questi sei anni la “focaccia sottile” della Romagna a base di farina di grano, sale, acqua e strutto (o olio di oliva, unici quattro ingredienti ammessi dal disciplinare) è cresciuta in maniera esponenziale registrando un +225% di volumi, annuncia il Consorzio di promozione e tutela.

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Le 22.030 tonnellate di produzione raggiunte dalla piadina Igp nell'anno del Covid sono un record anche rispetto ai dati 2019, perché rappresentano un aumento del 23,3% rispetto alle 17.860 tonnellate dell'anno precedente.

«Ciò che ancor più ci dà soddisfazione è il fatto che oggi l'87% della produzione generale di piadina avviene sotto i crismi dell'Igp. In sostanza sulle 25mila tonnellate di piadina complessivamente prodotta, oltre 22mila sono certificati», sottolinea Alfio Biagini, presidente del Consorzio di produzione della Piadina Romagnola, che dal 2011 si batte – anche nelle aule dei tribunali – per la certificazione (e relativi controlli) quale sinonimo di valore aggiunto e qualità del prodotto si è affermata come valore aggiunto del prodotto tanto.

Al di là dei numeri, Biagini evidenzia come la piadina sia diventata il testimonial privilegiato di un territorio come la Romagna al punto da diventare volàno anche a fini turistici, dato l'appeal conquistato anche all'estero, soprattutto tra i consumatori tedeschi: il 70% dell'export della produzione certificata è infatti destinata a Germania e Austria.

«Il prodotto simbolo della nostra terra, il “cibo di strada”, grazie al suo prezzo contenuto e alla varietà di abbinamenti, rappresenta un fenomeno di costume che cattura gli amanti della buona tavola», ricorda il presidente.
Due sono le tipologie ammesse, quella con un diametro minore (15-25 cm) ma più spessa (4-8 mm) e la versione “riminese” con un diametro maggiore (23-30 cm) e più sottile (fino a 3 mm).

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