cultura

Per il Piccolo Teatro di Milano bilancio in pareggio e record di incassi

di Giovanna Mancini

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(Fotogramma)


2' di lettura

Bilancio in pareggio per il Piccolo Teatro di Milano, che quest’anno festeggia i 70 anni e lo fa con numeri record per quanto riguarda sia le presenze, sia i ricavi da «botteghino». Il bilancio consuntivo 2016, approvato dal Consiglio generale della Fondazione, supera i 20 milioni di euro e quasi la metà è realizzato attraverso autofinanziamento. Una delle quote più altre tra i teatri di prosa in Europa.

E il Piccolo del resto – primo Teatro Stabile d’Italia nel 1947 – è dal 2014 «Teatro d’Europa», un riconoscimento che, assieme all’autonomia gestionale ottenuta un anno fa, dà al teatro fondato da Giorgio Strehler una maggiore libertà dai vincoli burocratici e maggiori finanziamenti statali, ma che comporta anche, come ha più volte spiegato il suo direttore Sergio Escobar, maggiori responsabilità. Da un lato il Piccolo deve infatti garantire una maggiore produttività, oltre che l’equilibrio nella gestione economica, dall’altro deve anche sostenere progetti di valore culturale e formativo per la sua comunità di spettatori.

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Una comunità che ha ripagato gli sforzi, raggiungendo il numero record di 293mila spettatori (il 37% in più rispetto al 1999), di cui quasi la metà (il 47%) ha meno di 25 anni. A premiare, secondo il direttore Sergio Escobar, sono non le politiche di sconto, ma gli investimenti per rafforzare il legame con il pubblico, attraverso un’offerta ricca e spesso difficile. Lo dimostra il fatto che sono aumentati non soltanto il numero di spettatori e abbonati (anche quest’anno oltre quota 25mila), ma anche i ricavi da botteghino, con incassi per quasi 5,8 milioni nel corso del 2016, il 20% rispetto all’anno solare precedente.

Questi risultati sono stati ottenuti anche puntando sulle «lunghissime teniture» degli spettacoli in sede, che hanno consolidato il rapporto con il pubblico e che hanno contribuito a crearne di nuovo, spiega una nota del Teatro. «Ne sono un esempio – si legge nella nota – il tutto esaurito delle 60 recite di Elvira, diretto e interpretato da Toni Servillo, con un incasso di oltre 513mila euro, o delle 44 recite dell’Opera da tre soldi, per la regia di Damiano Michieletto, con un incasso di oltre 757mila euro.

Restano tuttavia alcune incertezze finanziarie, condivise del resto con molte altre istituzioni culturali del nostro paese, ovvero la progressiva diminuzione degli stanziamenti pubblici. Se infatti l’autonomia gestionale prevede un aumento dei fondi statali per il Piccolo (4,3 milioni di euro nel 2016 contro i 3,2 del 2015), non è stata ancora risolto il nodo dei finanziamenti venuti a mancare in seguito allo scioglimento della Provincia (che in passato, come socio fondatore, versava al Teatro 450mila euro l’anno) e alla riduzione della quota tradizionalmente stanziata dalla Camera di Commercio cittadina, scesa da 950mila a 450mila euro. Un totale di 850mila euro in meno l’anno che occorrerà trovare con con urgenza.

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