nello spazio

Per la prima volta gli astronauti modificano il Dna con la tecnica del taglia-incolla

di Francesca Cerati


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(Agf/Spl)

2' di lettura

Sbarca nello spazio la tecnica del taglia-incolla del Dna. Per la prima volta, gli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss) hanno utilizzato Crispr -Cas9 per modificare il Dna del lievito di birra. L'obiettivo non è creare un super lievito spaziale, ma studiare come funzionano i meccanismi di riparazione del Dna nello spazio. O meglio studiare gli effetti dell'esposizione ai raggi cosmici sul genoma umano e di trovare rimedi in vista dei futuri viaggi verso la Luna e Marte. Ne dà notizia la Nasa sul proprio sito.

Lo spazio è in realtà un posto piuttosto pericoloso e la radiazione è una delle maggiori preoccupazioni. Anche se ad un'altitudine media di 408 chilometri la Iss è ancora protetta dal campo magnetico terrestre, la permanenza a bordo, in media di 6 mesi, espone gli astronauti a circa 30 volte la radiazione che un essere umano riceve in un anno sulla Terra.

Per una missione su Marte, che comporta oltre i sei mesi trascorsi fuori dalla bolla protettiva della Terra, il rischio di radiazioni aumenta. Quindi capire come il Dna si ripara dai danni indotti dalle radiazioni potrebbe essere incredibilmente utile. Da qui, l'esperimento ideato da un gruppo di quattro studenti americani, e parte del programma “Geni nello Spazio”, permette di studiare come, in condizioni di microgravità, le cellule del comune lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae), riparano i danni al Dna provocati dalle radiazioni cosmiche.

«Il nostro obiettivo - ha spiegato Emily Gleason, una delle ricercatrici che ha messo a punto il mini apparato sperimentale per la Iss - è capire se i meccanismi di riparazione del Dna sono differenti nello spazio e sulla Terra. Grazie a queste informazioni - ha concluso - potremo in futuro aiutare gli astronauti a proteggersi meglio».

I risultati devono ancora essere pubblicati, ma la ricerca si aggiunge all'elenco di strumenti genetici che possono essere utilizzati nello spazio, tra cui il sequenziamento dei geni , eseguito per la prima volta nel 2016, e il sequenziamento dell'Rna , un traguardo raggiunto l'anno scorso.

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