La scelta della Ue

Profughi ucraini, la protezione temporanea è la via più veloce per l’accoglienza

Dal 4 marzo permessi di un anno prorogabili per sei mesi più altri sei

di Marco Noci

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4' di lettura

Un permesso di soggiorno della durata di un anno, prorogabile di sei mesi più altri sei, per un massimo di un altro anno, che può essere richiesto in Questura e dà l’accesso all’assistenza sanitaria, al mercato del lavoro e allo studio. È ciò che prevede la protezione temporanea, resa operativa dal Dpcm firmato il 29 marzo dal presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Il Dpcm attua la decisione europea 2022/382 del 4 marzo 2022 con cui il Consiglio dell’Unione europea ha attivato per la prima volta, per far fronte all’emergenza del conflitto in Ucraina, lo strumento della protezione temporanea, previsto oltre dieci anni fa dalla direttiva 2001/55/Ce. Sulla scorta della decisione Ue, il Dpcm fissa a partire dal 4 marzo 2022 la decorrenza della protezione temporanea.

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La protezione temporanea

La protezione temporanea è una procedura di carattere eccezionale che garantisce, nei casi di afflusso massiccio (o di imminente afflusso massiccio) di sfollati provenienti da Paesi terzi che non possono rientrare nel loro Paese d’origine, una tutela immediata e temporanea, in particolare se c’è il rischio che il sistema d’asilo non possa far fronte all’afflusso senza effetti pregiudizievoli per il suo corretto funzionamento, per gli interessi delle persone e dei richiedenti protezione.

La direttiva del 2001, quindi, mira a costituire un meccanismo di reazione rapida che da una parte tuteli le persone sfollate, e dall’altro non arresti il lavoro del sistema di asilo esistente, in Italia come negli altri Paesi europei, considerato che gli sbarchi non si sono mai arrestati.

Il Dpcm (che ricopia la decisione europea 2022/382), stabilisce che la protezione temporanea si applica:

1 ai cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022, giorno di inizio del conflitto;

2 ai cittadini di Stati terzi o apolidi che beneficiavano della protezione internazionale o di protezione equivalente in Ucraina prima del 24 febbraio 2022;

3 ai familiari delle persone indicate alle lettere a) e b), ma bisognerà vedere come queste relazioni debbano essere attestate;

4 ai cittadini di Paesi terzi o apolidi che soggiornavano legalmente in Ucraina prima del 24 febbraio 2022 sulla base di un permesso di soggiorno valido rilasciato dalle autorità ucraine e che non possono ritornare in condizioni sicure e stabili nel proprio Paese o regione di origine. Nei confronti di questa categoria, gli Stati membri possono applicare alternativamente la protezione temporanea o un’altra protezione adeguata.

Occorre rivolgersi all’Ufficio immigrazione della Questura per ottenere il permesso di soggiorno, in formato elettronico a titolo gratuito, per protezione temporanea. Il titolo di soggiorno sarà revocato, anche prima della sua scadenza, quando il Consiglio dell’Ue deciderà la cessazione della protezione temporanea.

Il Dpcm prevede anche specifiche misure assistenziali e consente ai cittadini ucraini già presenti in Italia il ricongiungimento con i propri familiari ancora presenti in Ucraina.

La protezione temporanea è una misura diversa dalla protezione internazionale. Il titolare del permesso per protezione temporanea può presentare, in qualsiasi momento, la domanda di protezione internazionale, nelle declinazioni di status di rifugiato, protezione sussidiaria e protezione speciale. L’esclusione della protezione temporanea non preclude la possibilità di presentare una domanda di protezione internazionale.

Domande & Risposte

Come funziona l’accoglienza dei rifugiati ucraini presso le famiglie?
Fin dall’inizio della guerra molte persone hanno dato la propria disponibilità ad accogliere i profughi. I canali ai quali rivolgersi sono molti: organizzazioni del Terzo settore, enti locali, enti religiosi. Chi si é reso disponibile sarà contattato per capire anche la durata della disponibilità. Tramite le organizzazioni, saranno designate persone (mediatori culturali, tutor) che diano ai profughi assistenza legale, sanitaria, scolastica, lavorativa e sociale.

Sono previsti rimborsi?
Agli enti che faranno manifestazioni di interesse dopo la pubblicazione dell’avviso da parte della Protezione civile sarà assegnato un contributo che comprenderà una quota per le famiglie o le strutture che accolgono, una quota per il rifugiato e una terza quota per coprire le spese dell’organizzazione. Fino a quando il sistema non sarà operativo l’accoglienza è a carattere gratuito. Il contributo riguarderà comunque solo chi accoglie i profughi tramite le associazioni o gli enti che avranno aderito all’avviso della Protezione civile.

Che cosa cambia se i profughi sono ospitati da amici o parenti?
L’ordinanza 881 del Dipartimento della Protezione civile del 29 marzo prevede che i profughi che hanno trovato una sistemazione autonoma e che hanno richiesto la protezione temporanea Ue ricevano un contributo di 300 euro mensili (più 150 euro per ogni minore) per tre mesi al massimo. Non esiste quindi un contributo diretto per chi offre l’ospitalità. Sarà il rifugiato a decidere come rimborsare chi lo ha accolto.

Che cosa succede per i minori non accompagnati?
In base alla legge italiana i minori non accompagnati vanno segnalati alla polizia e il Tribunale dei minori deve assegnare loro un tutore legale. Sono situazioni molto delicate. La legge 47/2017 definisce minori non accompagnati i minori arrivati senza almeno un genitore o un adulto legalmente responsabile. Spesso i minori arrivano con parenti (nonne, zii). I Tribunali stanno comunque cercando di tutelare le relazioni esistenti. Non è in alcun modo possibile adottare questi bambini.

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