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Profughi ucraini, stanziati 900 milioni. Online la piattaforma per richiedere il contributo di 300 euro

Dal decreto Aiuti ultima tranche da 363 milioni, in attesa dei fondi Ue. Ora è online la piattaforma per la richiesta diretta del contributo di 300 euro mensili: é semplice, Il Sole 24 Ore lo ha verificato

di Bianca Lucia Mazzei e Valentina Melis

Curcio: "Più di un milione di persone rientrate in Ucraina"

4' di lettura

Ammontano a oltre 900milioni di euro le risorse stanziate dal Governo per accogliere i profughi ucraini, finora 111.386 persone in fuga dalla guerra. Ai fondi già previsti dai decreti legge 14/2022 e 21/2022 si sono aggiunti gli oltre 360 milioni stabiliti dal decreto Aiuti approvato dal Consiglio dei ministri il 5 maggio. La quota più elevata della spesa è destinata al nuovo sistema dell’accoglienza diffusa in collaborazione con il Terzo settore e ai contributi diretti per i profughi che hanno trovato una sistemazione autonoma.

Due canali alternativi che gli sfollati e le famiglie devono valutare con attenzione, perché l’uno esclude l’altro. In entrambi i casi, le spese già sostenute non sono rimborsabili. I fondi stanziati dall’Italia dovrebbero poi essere ristorati dalla Ue, in virtù della protezione temporanea attivata per gli sfollati dall’Ucraina (direttiva 55/2001/Ce).

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La richiesta dei 300 euro

È online la piattaforma telematica della Protezione civile per chiedere il contributo diretto agli ucraini da 300 euro al mese (più 150 euro per ogni minore), fruibile per tre mensilità. Finora l’hanno chiesto 24.674 persone. Il Dl Aiuti ha elevato da 60mila a 80mila il numero massimo dei beneficiari.

In questo caso, le somme vanno direttamente ai profughi, che possono poi decidere se destinarne una parte alla famiglia ospitante per ristorarla delle spese sostenute. Per fare la domanda, è necessario avere la richiesta del permesso di soggiorno per protezione temporanea presentata alla Questura, che indica anche il codice fiscale del richiedente. Servono poi un numero di cellulare e un indirizzo email.

Con questi elementi si entra nel sistema (senza Spid o altra autenticazione) e, inserendo il codice fiscale, la piattaforma restituisce i dati anagrafici del richiedente e degli eventuali minori associati. La procedura - sperimentata dal Sole 24 Ore del Lunedì - è molto semplice. Il richiedente verrà contattato per Sms o per email per riscuotere il contributo presso uno sportello postale. La Protezione civile stima che entro 20-25 giorni dalla richiesta si possano concludere i controlli, per passare ai pagamenti.

LE RISORSE DISPONIBILI
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L’accoglienza diffusa

Il sistema dell’accoglienza diffusa prevede invece un contributo di 33 euro a persona al giorno (circa mille al mese), riconosciuto all’organizzazione del Terzo settore che ha messo a disposizione i posti per l’accoglienza, anche in collaborazione con le famiglie. Questo contributo deve coprire le spese per il vitto, quelle per l’alloggio (o per la famiglia ospitante), una somma a ciascun ucraino per beni e servizi di prima necessità da 2,50 euro al giorno (pocket money), i servizi di assistenza agli sfollati (dagli interpreti all’orientamento legale, dall’inserimento scolastico a quello lavorativo).

Quindi, se gli sfollati sono ospitati in famiglia, il contributo da mille euro al mese si divide per tre: l’organizzazione del Terzo settore, il profugo e la famiglia ospitante. Si può quindi ipotizzare che la famiglia ottenga un terzo del contributo, circa 300 euro al mese.

Raddoppiati i posti finanziabili

Alla manifestazione di interesse indetta dalla Protezione civile l’11 aprile per 15mila posti, gli enti del Terzo settore e del privato sociale hanno offerto disponibilità per 26mila, e ne sono stati accettati 17mila. Il decreto Aiuti ha ora raddoppiato i posti finanziabili, portandoli a 30mila e stanziando per questa finalità (e per il contributo diretto agli ucraini) 122 milioni in più rispetto ai 196 milioni previsti nel Dl 16/2022.

Le famiglie ospitanti

Non è però ancora chiaro se potranno fruire del contributo per l’assistenza diffusa le famiglie che hanno già accolto profughi, perché l’avviso della Protezione civile chiedeva posti liberi (si veda Il Sole 24 Ore del 25 aprile). «Abbiamo chiesto a gran voce che siano riconosciuti i posti già attivati e confidiamo che accada», dice Fabiana Musicco, direttrice di Welcome Refugees che ha partecipato alla manifestazione di interesse. «In attesa di questa decisione - continua - abbiamo esortato alla cautela e invitato le famiglie ad aspettare prima di chiedere il contributo diretto di 300 euro. L’avviso della Protezione civile prevede infatti una presa in carico personalizzata degli sfollati, che comprende la formazione linguistica, l’assistenza psicologica, l’aiuto nell’inserimento sociale e lavorativo: tutti servizi che non riguarderanno chi sceglie la strada del contributo diretto».

La decisione su quale aiuto scegliere va quindi soppesata con attenzione, considerando diversi fattori, a partire dalla situazione territoriale e dai servizi offerti dai Comuni. Gli sfollati ucraini che sono intenzionati a ritornare in Patria o che pensano di trovare un lavoro, possono ad esempio, trovare più conveniente fruire dei 300 euro per tre mesi.

La copertura temporale

Il finanziamento di 33 euro al giorno tramite le organizzazioni del privato sociale varrà sino alla fine dell’anno. «Il contributo mensile di 300 euro è previsto al massimo per tre mesi e non sappiamo se sarà prorogato», dice Lorenzo Chialastri, responsabile dell’area immigrati e rifugiati della Caritas di Roma . «Tutto dipende - continua Chialastri - da quanto durerà questa crisi. Se non è accompagnata, la convivenza dopo un po’ di tempo può diventare difficile. E l’estate, con le ferie, complica le cose».

I Comuni stanno attivando comunque l’ospitalità nel Sai, il sistema di accoglienza e integrazione, e le famiglie che dovessero essere in difficoltà possono rivolgersi alle Prefetture per trovare un’alternativa.

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