Viticoltura

Per Prosecco e Pinot è l’anno della vendemmia contingentata

Tutti i principali consorzi di produttori infatti hanno introdotto misure di gestione della produzione: tra le eccezioni i vini Doc Collio che non hanno accettato di tagliare le rese del 20%

di Giorgio dell'Orefice

default onloading pic
Vigne di Prosecco nelle colline di Rollè - Valdobbiadene in Veneto

Tutti i principali consorzi di produttori infatti hanno introdotto misure di gestione della produzione: tra le eccezioni i vini Doc Collio che non hanno accettato di tagliare le rese del 20%


4' di lettura

Controllo delle quantità e ottime prospettive sotto il profilo qualitativo. Sono queste le caratteristiche della vendemmia 2020 nel Nord Est la principale area produttrice di vino nel paese visto che conta – secondo le stime di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini - sul Veneto (regione leader per produzione con oltre 11 milioni di ettolitri, +1% sul 2019) e sul Friuli Venezia Giulia dove si prevedono 1,6 milioni di ettolitri (-7% rispetto allo scorso anno).

La principale preoccupazione dei produttori per un’area del paese che immette sul mercato oltre un miliardo di bottiglie l’anno - le sole due macro denominazioni del Nord Est, Prosecco e Pinot grigio delle Venezie ne producono quasi 600 milioni la prima (tra Doc e Docg) e oltre 300 la seconda – è stata quella di controllare l’offerta in uno scenario nel quale l’emergenza Covid ha frenato le vendite nel canale Horeca sia in Italia che soprattutto all’estero.

Tutti i principali consorzi di produttori hanno introdotto o rafforzato le misure di gestione della produzione. Il Prosecco Doc a giugno scorso aveva confermato il blocco dei nuovi impianti, lo stoccaggio di parte della produzione e lo slittamento dell’immissione in commercio dei vini dell’annata 2020.

Misure analoghe a quelle adottate dal Consorzio del Prosecco Docg di Conegliano e Valdobbiadene che ha previsto anche la riduzione delle rese produttive a 120 quintali a ettaro.

Sulla stessa lunghezza d'onda l'altra grande macrodenominazione che abbraccia sia il Veneto che il Friuli Venezia Giulia (oltre a una parte del Trentino Alto Adige): il Pinot Grigio delle Venezie con riduzione delle rese stoccaggio e blocco degli impianti.

E non poteva essere da meno il Consorzio di tutela vini della Valpolicella (64 milioni di bottiglie prodotte di cui 30 di Ripasso e 15,4 di Amarone e Recioto) i cui soci hanno deciso la riduzione delle rese per ettaro da 120 a 110 quintali di uva, e il blocco totale degli impianti per tre anni.

Nel coro di produttori che hanno scelto, in linea con quelli di tante aree Doc del Paese, di autoregolamentare la produzione va ricordata anche la posizione di chi ha scelto una strada diversa. È il caso ad esempio dei produttori del Consorzio di tutela dei vini Doc Collio, in Friuli, che proprio a fine agosto hanno bocciato, con il 57% dei voti, la proposta che pure era stata avanzata di tagliare le rese produttive del 20%. Non va dimenticato infatti che la vendemmia è il frutto del lavoro di un anno per un viticoltore e quindi non è facile rinunciare ai frutti di parte del proprio lavoro. Molti preferiscono misurarsi comunque con il mercato e vendere le proprie bottiglie magari agendo sulla leva prezzo.

In genere nel Nord Est le misure di contenimento produttivo non solo sono state adottate ma hanno prodotto i risultati sperati. In Veneto infatti la vendemmia 2020 sarà sulla stessa lunghezza d’onda di quella dello scorso anno mentre in Friuli sarà in calo del 7%. Numeri che restituiscono il senso del controllo produttivo se si tiene conto che solo tra Prosecco e Pinot grigio ogni anno entrano in produzione diverse centinaia di nuovi ettari di vigneto piantati negli scorsi anni.

«Per il Pinot grigio delle Venezie – spiega il presidente del Consorzio, Albino Armani – ci aspettiamo meno quantità in vigna, tra un meno 15 e un meno 20% e ottima qualità diffusa delle uve su tutto l’areale. Elementi che stanno portando a un trend di crescita nei listini (+20%). Nonostante il forte maltempo che ha interessato il Veneto nelle scorse settimane, le uve si presentano sane – aspetto tutt’altro che scontato per una varietà come il Pinot grigio – con parametri chimici equilibrati, buona acidità e senza eccessi di gradazione. Ci sono tutti i presupposti per trovare nel calice vini ottimi, dal grande potenziale già evidente dopo le prime fermentazioni di inizio settembre». Ma la vendemmia nella principale area produttiva del paese non può essere ancorata solo ai temi di gestione produttiva. «Dalle nostre parti – ha confermato il presidente del Consorzio di tutela vini della Valpolicella, Christina Marchesini – si è trattato di una vendemmia “autoctona” nel senso che a impugnare le forbici sono stati una schiera tutta veronese di circa 6mila lavoratori stagionali tra giovani, soprattutto studenti, ma anche pensionati che ci hanno consentito di fronteggiare la mancanza di manodopera straniera nell'anno contrassegnato dal Covid-19». «Ci aspettiamo un’ottima annata nonostante le difficili condizioni in cui siamo stati costretti a lavorare per le restrizioni dovute al Covid-19 – ha aggiunto il presidente del Consorzio del Prosecco Docg di Conegliano e Valdobbiadene, Innocente Nardi -. Nei primi otto mesi del 2020 le vendite delle nostre bottiglie hanno registrato una flessione del 3,8% un risultato che consideriamo positivo visto il -40% riportato dal canale della ristorazione. Le scelte del Consorzio per difendere il valore e il posizionamento del Conegliano Valdobbiadene hanno portato finora ai risultati sperati: il valore delle uve e del vino sono rimasti gli stessi dello scorso anno nonostante le speculazioni registrate nei mesi primaverili».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti