Intervista a Stefano Serra

«Per il prossimo anno il sistema piemontese degli Its crescerà del 30%»

Vicepresidente Federmeccanica con delega alla Formazione

di Filomena Greco

Stefano Serra. Vicepresidente Federmeccanica e Ui Torino con delega alla Formazione

2' di lettura

Da qualche settimana è alla vicepresidenza di Federmeccanica con delega alla formazione, settore che segue anche per l’Unione industriale di Torino. Stefano Serra di mestiere fa il manager e presiede l’Its Mobilità sostenibile, aerospazio e Meccatronica, uno dei sette del Piemonte, riconosciuto come miglior percorso di istruzione terziaria tra i 201 attivati in Italia, secondo il monitoraggio di Indire. «L’anno prossimo l’offerta formativa degli Its del Piemonte aumenterà del 30% – racconta Serra – il sistema deve crescere partendo però sempre dalla domanda formativa che arriva dal territorio».

L’occupazione riparte ma restano i problemi legati all’incrocio tra domanda e offerta. Come superare l’impasse?
Quello che osserviamo oggi è da un lato la velocità del cambiamento tecnologico che comprime ancora di più i tempi, prima più governabili, dall’altro il fatto che questa accelerazione arriva in un momento in cui tutta l’economia ha vissuto un momento di sofferenza e i tempi del ricambio generazionale si sono allungati. Esiste una correlazione forte tra l’output di tecnici professionalizzati e la crescita del Pil in Italia che non possiamo ignorare.

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Quali misure sono più urgenti?
Serve rigore nell’utilizzo dei fondi stanziati e velocità e qualità della spesa. Excelsior fotografa questa grande carenza che c’è di figure tecniche, un fabbisogno nazionale che sfiora le 200mila persone in 12 mesi con un sistema che potrà garantirne soltanto la metà, a livello nazionale. Non sono soddisfatto della legge di riforma degli Its, ma serve attuare una strategia da attuare nelle more del sistema attuale e in vista del cambiamento normativo. Il primo tema, importantissimo, è quello dell’orientamento di ragazzi e famiglie verso la formazione tecnica. Serve un’azione convergente che coinvolga anche i sindacati.

Come dovrebbe crescere il sistema degli Its?
Il Pnrr porta risorse in conto esercizio che in prospettiva moltiplica per tre i numeri attuali. Non basta ancora, serve moltiplicare per cinque o per sette. Intanto però il più grosso limite che vedo nell’immediato è rappresentato dagli spazi. La norma prevede per ogni allievo dell’Its due metri quadri, se prendo un’aula universitaria da 150 ragazzi, ce ne starebbero un terzo. Servono dunque norme transitorie per accelerare nei primi due anni di implementazione del Pnrr e raddoppiare in breve il numero di studenti, in deroga al principio dei due metri. Nel frattempo il sistema degli Its e delle fondazioni che gestiscono l’offerta formativa potranno acquisire, affittare e allestire nuovi spazi.

Come cambierà l’offerta degli Its in Piemonte?
In Piemonte l’offerta aumenterà del 30%, si tratta di una risposta ad una chiamata alle armi che deve sempre, però, tenere in considerazione i fabbisogni del sistema economico e produttivo e la capacità di implementazione delle Fondazioni, per garantire la qualità di questi percorsi. La Regione Piemonte ha sempre sostenuto questi percorsi, che in Piemonte sono gratuiti, favorendo l’interlocuzione con le Fondazioni stesse. Il sistema degli Its si basa sul lavoro straordinario, fatto con grande vocazione, di chi è nelle Fondazioni e delle aziende partner a favore della formazione dei più giovani.

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