media

Per Rai 3 stagione con qualche flop, ma chiude terza fra le generaliste

di Andrea Biondi

Imagoeconomica

4' di lettura

Si dovrebbe conoscere già nelle prossime ore il sostituto di Daria Bignardi, ormai ex direttore di Rai 3. Il Cda Rai è previsto per giovedì, praticamente il giorno dopo l’audizione in Commissione di Vigilanza del direttore generale Mario Orfeo. All’ordine del giorno sono previsti i piani di produzione di Rai 1, ma a questo punto con ogni probabilità il tema delle dimissioni del direttore di Rai 3 - e della sua sostituzione - saranno il piatto forte della giornata. Per la nomina del sostituto il curriculum deve però arrivare sul tavolo dei consiglieri d’amministrazione almeno 24 ore prima.

Il nome più gettonato al momento è quello dell’attuale vicedirettore, Stefano Coletta. Altro nome che si era fatto è però anche quello di Maria Pia Ammirati, direttore di Rai Teche, ma tutto sembra convergere verso Coletta. Visto l’approssimarsi del Cda di giovedì, nelle prossime ore dovrebbe comunque dipanarsi a breve la matassa relativa alla sostituzione di una Bignardi che con la Rai, come riporta una nota di Viale Mazzini, ha raggiunto una «risoluzione consensuale del rapporto di lavoro». Daria Bignardi «non ha richiesto il pagamento di alcuna buonuscita», prosegue la nota condita dai ringraziamenti di rito, anche per «la programmazione di qualità, la sperimentazione di nuovi format e di raggiungere livelli di audience che la posizionano quale terza rete generalista italiana».

Loading...

Alle 17, a quanto risulta al Sole 24 Ore, Daria Bignardi ha fissato una riunione di rete con i suoi collaboratori. Al di là di questo, da qualche tempo si rincorrevano rumors sull’uscita di scena della giornalista ferrarese, rilanciati solo pochi giorni fa da Dagospia, con il sito che parlava di trattative in corso fra la Rai e gli avvocati.

La mezza smentita è però durata poco, fino al comunicato ufficiale di oggi che ha sancito una separazione che, stando alle voci che circolano in ambienti Rai, sarebbe dovuta a un mix di motivazioni personali e scelte professionali differenti e non a problemi con la Rai. Certo, non è da molto che l’azienda ha un nuovo direttore generale al posto di quell’Antonio Campo Dall’Orto che aveva fortemente voluto la Bignardi alla guida della terza rete. Ma anche il nuovo corso, a quanto si apprende, ha cercato di trattenere la Bignardi alla direzione di una terza rete Rai che nella scorsa stagione ha perso qualcosina in termini di ascolti nel giorno medio, ma ha anche guadagnato qualcosa in prima serata e comunque si è attestata sul terzo gradino del podio fra i canali generalisti quanto ad ascolti.

I numeri – elaborati per il Sole 24 Ore dallo Studio Frasi – indicano uno share del 6,76% per Rai 3 (giorno medio) nel periodo compreso fra 18 settembre 2016 e 27 maggio 2017 (dopo il 16,82% di Rai 1 e il 16,43% di Canale 5) e uno share del 6,99% in prima serata (dopo il 18,23%di Rai 1 e il 15,74% di Canale 5). Nel primo caso lo share ha registrato una flessione dell’1,17% rispetto alla stagione televisiva precedente; nel secondo ha tenuto mettendo in cascina un segno più (+0,29%).

Non possono essere quindi i numeri, tutto sommato soddisfacenti, alla base del divorzio. C’è però anche da dire che, numeri medfi a parte, il bilancio della stagione televisiva di Rai 3 presenta qualche ombra non da poco. Il talk del martedì ha sempre concluso alle spalle di “diMartedì” di Giovanni Floris su La7, vittorioso contro “Politics” prima e “Cartabianca” poi . “Politics” di Gianluca Semprini, che Daria Bignardi ha voluto portandolo via da Sky, in onda sino a dicembre ha prodotto uno share medio del 4% in prima serata. “Politics Tribuna”, in onda da ottobre a novembre, il 2,7% per una media complessiva del 3,4 per cento. La prima serata ha invece tenuto e anzi leggermente migliorato grazie ai programmi storici come “Che tempo che fa” (che peraltro ha aumentato la durata), “Chi l’ha visto” o “Ulisse”. A ogni modo “Gazebo”, “Agorà” e “Mi Manda Raitre” al mattino, la soap “Un posto al Sole”, “Linea Notte” e “Report” hanno superato l’esame della stagione.

Per la prossima c’è da fare i conti invece con l’uscita di scena di importanti protagonisti. Fabio Fazio, fra le polemiche per il corposissimo rinnovo del contratto, da settembre passerà su Rai 1 con il suo “Che tempo che fa”. Ma c’è anche tutto il team di “Gazebo” che ha seguito Andrea Salerno a La7. La prossima stagione sarà una scommessa da vincere, tantopiù dopo una stagione che, come detto, seppur con qualche flop ha concolidato Rai 3 al terzo posto per ascolti fra le tv generaliste. Quella che sta per iniziare è comunque la stagione che sancirà la conclusione dell’attività di questo Cda, prima della nomina del nuovo e con conseguente ricambio anche alle direzioni di rete, da mettere in conto – anche se non è automatico ovviamente – a ogni cambio di consiglio d’amministrazione. Lasciare la rete sull’onda di risultati tutto sommato buoni potrebbe non essere sembrata alla diretta interessata una cattiva idea.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti