incentivi europei

Per le realtà più piccole la strada dei fondi indiretti

di Andrea Boffi e Elisabetta Savino


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3' di lettura

I fondi europei sono un’importante risorsa poiché generano benefici e crescita per gli enti e i territori in cui se ne fa uso: sapersi organizzare è la prima mossa utile per poter partecipare ai bandi finanziati con tali risorse.

I fondi europei diretti costituiscono una categoria, più complessa, che richiede maggiore preparazione: per parteciparvi, normalmente, prevedono la presentazione di una domanda in inglese e la costituzione di un consorzio transnazionale. Garantendo risorse a fondo perduto – dal 50% al 100%, a seconda del bando e dell’ente che partecipa – la loro attrattività è elevata. Al tempo stesso permettono di entrare in contatto con realtà estere e sviluppare ulteriori opportunità commerciali. I fondi europei indiretti, gestiti a livello nazionale e regionale, richiamano invece prevalentemente le piccole imprese e gli enti locali poiché permettono di raggiungere direttamente i cittadini attraverso opere concrete, tra cui quelle legate alle infrastrutture.

Qual è dunque la strategia ottimale per potere partecipare ai bandi?

I fondi diretti sono organizzati in Programmi di Lavoro (Work Programme), pubblicati annualmente dalle autorità europee di gestione: è utile consultarli appena pubblicati. Questi documenti contengono i requisiti di ciascun bando, le caratteristiche del finanziamento, i risultati attesi e tutto ciò che è necessario agli enti interessati per capire se l’opportunità è per loro utile. Il passo successivo prevede la selezione del bando di interesse, la verifica delle sue caratteristiche e l’individuazione di un consorzio di partner internazionali. Queste attività dovrebbero essere svolte con grande anticipo: la programmazione è, infatti, la chiave per accedere in maniera efficace ai fondi diretti.

Relativamente ai bandi gestiti a livello nazionale e regionale (cosiddetti fondi indiretti), i progetti devono essere realizzati in italiano e in alcuni casi richiedono un consorzio nazionale o regionale. È importante leggere i contenuti dei programmi operativi (cosiddetti regionali, Pr, o nazionali, Pon), consultare i siti internet delle singole regioni o dei ministeri, e contattare le autorità di gestione per capire quando e con quali termini verranno pubblicati i bandi ed i loro requisiti, giocando anche qui d’anticipo.

In tal senso è fondamentale conoscere sia le fonti di informazione, sia chi gestisce i singoli bandi. Per esempio, relativamente ai fondi diretti, Easme è l’agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese che coordina vari bandi e programmi tra i quali lo “Sme Instrument”, mentre Eacea è l’agenzia esecutiva che si occupa di bandi tra i quali Erasmus+ ed Europa per i cittadini. Cordis è invece il servizio comunitario di informazione in materia di ricerca e sviluppo: è utile consultarlo poiché è il principale portale della Commissione Europea per la diffusione delle informazioni su tutti i progetti di ricerca finanziati. Inoltre, è importante consultare mensilmente il portale “Funding & Tender” per rimanere aggiornati su bandi aperti, di prossima apertura oltre a quelli chiusi.

Similmente, per i bandi indiretti, nei siti delle singole Regioni e delle loro direzioni interne è possibile trovare utili informazioni su politiche, bandi e gare di appalto pubbliche aperte e di prossima apertura. È consigliabile, inoltre, consultare i siti del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), Fondo sociale europeo (Fse), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), Piani di sviluppo rurale (Psr), e Fondo per la politica marittima e della pesca (Feamp).

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