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Per la rete 5G i grandi operatori europei aprono alle alleanze

di Andrea Biondi

(AP)

3' di lettura

Gli operatori nel mondo stanno già investendo 160 miliardi di dollari all’anno in termini di capex. Per fare arrivare a regime il 5G l’esborso sarà ancora maggiore. A questo punto, l’apertura ad alleanze sulla realizzazione delle reti per i grandi operatori diventa un imperativo. Vodafone e Telecom in Italia anno annunciato che stanno lavorando a un progetto in questo senso; non dovrebbe rimanere un caso isolato.

L’idea che possa esserci una tregua, puntando a unire le forze per affrontare quetso passaggio, è emersa con chiarezza ieri a Barcellona, nei panel dedicati all’argomento durante la prima giornata del Mobile World Congress. Da Nick Read (Vodafone) a Stephane Richard (Orange) a Jose Maria Alvarez-Pallete (Telefónica) il messaggio è stato abbastanza chiaro.

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I tre ceo si sono trovati insieme sul palco alla Fiera di Barcellona nel primo panel della giornata, quello di apertura del MWC 2019. «Come industria siamo stati troppo protezionisti», ha detto il ceo di Vodafone Nick Read. «Non collaboriamo abbastanza bene e sulle esigenze dei clienti non siamo abbastanza veloci». Un atteggiamento come questo, ad esempio, ha permesso agli Over The Top di entrare (prima) e togliere completamente qualsiasi tipo di linfa (poi) alle compagnie telefoniche nel segmento della messaggistica.

l presidente di Telefónica, José María Alvarez-Pallete, ha dal canto suo subito puntato il suo discorso sulla necessità di modifiche le normative, a livello europeo, rendendole in grado di consentire la sostenibilità del settore. Anche perché le Tlc, ha detto, sono il settore in cui maggiormente i prezzi hanno seguito un trend calante. Da qui l’invito ulteriore ai governi europei a distribuire lo spettro necessario per il 5G in modo razionale e più a lungo.

Cosa che secondo gli operatori non è avvenuta in Italia, in cui lo spettro a disposizione ha fruttato per lo Stato (e di converso è costato agli operatori) 6,55 miliardi di euro. Un esborso monstre che ha fatto tremare i polsi anche al di là dei confini nazionali, negli altri Paesi in cui le aste arriveranno al dunque in quest’anno (una di queste è la Germania che ha ammesso 4 compagnie alla disfida: Deutsche Telekom, Vodafone, Telefonica Deutschland and 1&1 Drillisch).

Il caso italiano è stato quindi significativo. Sempre da Barcellona il commissario Agcom, Antonio Nicita, ha detto a Radiocor che in questo contesto vanno «incoraggiate forme di network sharing e condivisione degli investimenti». Principio esplicitato così pochi giorni dopo l’annuncio del memorandum of understanding tra Vodafone Italia e Telecom Italia per condividere gli investimenti nel 5G e la rete mobile in genere su cui, spiega Nicita, «si esprimeranno Agcom e Antitrust».

Il quadro normativo in certe discussioni finisce inevitabilmente sul banco degli imputati quando a parlare sono i vertici degli operatori. «La teoria della concorrenza – ha affermato José María Alvarez-Pallete – dice che l’Europa ha bisogno di un operatore mobile per ogni milione di cittadini?». Domanda ovviamente retorica se si pensa che in tutti gli Usa gli operatori sono in tutto quattro.

L’arrivo del 5G sarà sfidante per gli operatori. Secondo il rapporto annuale di Gsma, l’associazione che riunisce 750 operatori mobili nel mondo, il contributo all’economia globale delle reti di quinta generazione sarà di 2,2 trilioni di dollari. Il report indica anche che le tecnologie e i servizi mobili hanno generato il 4,6% del Pil mondiale l’anno scorso, pari a 3,9 trilioni di dollari di valore economico aggiunto. Nel 2023 tale contributo salirà a 4,8 trilioni di dollari (il 4,8% del pil). Entro il 2025 il 15% (1,4 miliardi) di connessioni mobili globali saranno in 5G. Per il 30% saranno in mercati come Cina ed Europa e circa la metà del totale negli Stati Uniti. Il numero di connessioni IoT (internet of things) globali triplicherà fino a 25 miliardi entro il 2025, mentre le entrate IoT finiranno per essere quadruplicate a 1,1 trilioni di dollari.

Fino ad allora però ci sarà da fare massicci investimenti. E allora le alleanze diventano più che necessarie.

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