Intervista / Marina Calderone (presidente Cup)

«Per la ripartenza serve liquidità Almeno fino a fine anno incassi giù»

«Prepariamo un documento con tutte le indicazioni mediche, tecniche ed economiche per la produzione»

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Un manifesto per la ripartenza economica. Sia dei professionisti che di tutte le attività produttive. Con suggerimenti, indicazioni in campo sanitario, tecnico ed economico. È la proposta a cui sta lavorando il Cup (comitato unitario professioni) insieme con la rete delle professioni tecniche, sfruttando proprio le competenze multidisciplinari al suo interno. «Sarà pronto a breve - annuncia la presidente Marina Calderone - e sarà un vero programma operativo con analisi, suggerimenti e sollecitazioni al Governo, tra cui il sostegno, necessario, alle attività professionali che non si sono mai fermate ma che hanno bisogno di aiuti ad hoc per evitare che la crisi spazzi via gli studi». Dal suo osservatorio Calderone (che guida anche i consulenti del lavoro) ha il polso della situazione su tutte le professioni ordinistiche: oltre 2,3 milioni di iscritti.

Presidente Calderone, cosa chiedono le professioni ordinistiche per ripartire davvero?
Anche se la nostra produzione non si è mai fermata, non possiamo non vedere che almeno fino alla fine dell’anno avremo una drammatica riduzione degli incassi. Quindi occorre immettere subito liquidità. I prestiti a garanzia pubblica sono un passo avanti, ma servono contributi anche a fondo perduto. Non solo: è necessario consentire alle nostre Casse di smobilizzare subito parte delle loro risorse accantonate.

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Esiste una eredità positiva di questa emergenza per i professionisti?
Credo che tutti ci porteremo dietro più confidenza con metodi e protocolli di lavoro a distanza. Abbiamo anche imparato a utilizzare videoconferenze e chat per raggiungere clienti e collaboratori, con risparmi di tempo importanti. Tutti fattori che incrementeranno la produttività.

E a livello organizzativo cosa è cambiato per le professioni?
Hanno fatto tutte un passo in avanti verso la costruzione di reti, di percorsi da fare insieme. In questo assistiti dalle associazioni e dagli enti di categoria, che hanno fornito importanti strumenti tecnologici. Ad esempio Enpacl ha offerto una piattaforma perle videoconferenze che è servita a rafforzare i rapporti tra colleghi.

Quale invece è stata per voi la difficoltà più grande?
La mancanza di semplificazione delle norme e delle procedure. Dobbiamo anche investire tutti di più in tecnologia e nella banda larga.

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