Turismo

Per Roma e Firenze primi segnali di ripresa dalla clientela business

La crisi resta dura, da giugno potrebbero tornare i turisti. Carniani (Confindustria Firenze): «Subito il passaporto vaccinale»

di Enrico Netti

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Le città d'arte particolarmente colpite per il crollo degli arrivi internazionali

La crisi resta dura, da giugno potrebbero tornare i turisti. Carniani (Confindustria Firenze): «Subito il passaporto vaccinale»


3' di lettura

Verso la seconda metà dell’anno, con l’arrivo dell’estate potrebbero ritornare i turisti stranieri a sciamare nelle vie delle città d’arte. «Per ora arrivano richieste d’informazioni e qualche prenotazione per giugno, luglio - dice Giancarlo Carniani, presidente della sezione Industria alberghiera di Confindustria Firenze -. Si tratta di clienti italiani oltre a qualche svizzero e tedesco. Il 2021 si preannuncia come un’altra annata molto difficile, simile al 2020, senza incassi. A Firenze la situazione resta disastrosa, con hotel chiusi da mesi e un taglio dell’offerta del 95%. A Roma la situazione è analoga con gli alberghi a gestione familiare quasi tutti chiusi perché gli ospiti ritengono che le strutture dei network abbiano una maggiore capacità di prevenzione contro il Covid».

Anche Francesco Mennella, general manager dell’Hotel NH Collection Roma Vittorio Veneto, 4 stelle con 199 camere e sale congressi, conferma l’arrivo di «tante richieste d’informazioni soprattutto per la seconda parte dell’anno, con maggiore interesse per l’ultimo trimestre dell’anno - spiega -. C’è la possibilità di riprendere ad ospitare congressi ora prevalentemente quelli organizzati dalle aziende italiane e, dagli Usa, arrivano richieste per il 2022». Ora la strada che fu il cuore pulsante della dolce vita è svuotata per mancanza di turisti con la maggiore parte degli hotel che si affacciano sulla via chiusi. Regna il pessimismo in attesa del ritorno degli habituè, i clienti del Nord America e della penisola arabica.

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«A Firenze e Roma puntiamo sulla clientela business che continua a viaggiare mentre per i flussi internazionali abbiamo dei segnali a partire da tarda primavera, che si colloca con le previsioni di un calo della curva pandemica e l’incremento dei vaccini effettuati» aggiunge Valerio Duchini, ad di B&B Hotels Italia, network di strutture alberghiere no frill.

Uno scenario che Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Confindustria Alberghi commenta così. «Ci attendono almeno altri quattro mesi di grandissima difficoltà poi speriamo in un inizio di ripresa che comunque non potrà che essere debole e discontinua - avverte -. Per questo è indispensabile un pacchetto di misure dedicato, che disegni una strategia per la sopravvivenza ed il rilancio del settore».

Tutti sperano in una ripartenza che potrebbe essere ancora più rapida grazie all’introduzione del passaporto vaccinale. «L’Europa lo dovrebbe adottare con la massima urgenza perché permette a chi ha già avuto le dosi di siero di viaggiare» ricorda Carniani.

Roma e Firenze sono, secondo le analisi di Federturismo, tra le città d’arte più visitate dagli stranieri dopo Venezia. Lo scorso anno c’è stato il crollo degli arrivi internazionali del 75% ma nel 2019 la Capitale è stata scelta da 22 milioni di ospiti esteri e Firenze da 11 milioni. Visitatori che arrivano da tutto il mondo ma tra tutti pesa l’assenza dei 4,4 milioni di americani apprezzati big spender da 5,5 miliardi di euro l’anno. Il loro ritorno potrebbe significare la salvezza di migliaia di posti di lavoro. Secondo le stime di Federalberghi quest’anno nella Capitale rischia la chiusura un hotel su quattro. Drammatiche le ricadute occupazionali perché tra fissi e stagionali in quel caso resteranno senza lavoro 50mila addetti. Per finire gli alberghi della Capitale nel 2020 hanno sofferto la perdita dell’85% del fatturato rispetto al 2019 e quest’anno si stima un -60% sul 2019. A Firenze sono oltre 5mila i posti di lavoro a rischio ma la cassa integrazione per il momento scongiura il pericolo di licenziamenti. Il sentiment degli operatori è pesante perché la metà utilizza un immobile in affitto, un canone impossibile da sopportare dopo mesi senza incassi. Si spera in una ripartenza per marzo ma l’aeroporto di Firenze resterà chiuso fino alla fine di marzo. Meno frequenti anche i passaggi di treni a Santa Maria Novella, la stazione centrale. Tra gli albergatori, a denti stretti, si dice che serve che tutti facciano la loro parte, riferendosi alle società di trasporto, e che gli hotel sono l’ultimo anello della catena.

Firenze e Roma sono poi due città chiave per il turismo business e Mice, quello dei convegni, meetings e conferenze a cui partecipa un segmento di turisti altospendenti. Prima del Covid la spesa media giornaliera di questi ospiti era di 650 dollari e la permanenza media di 3,7 giorni secondo il Roma e Lazio convention bureau. «Le agenzie che organizzano congressi ora cercano spazi per meeting “hybrid event” - dice Mennella il cui hotel ha sale da 600 posti che con il distanziamento sono calati a circa 150 -. I partecipanti si raggruppano in piccoli gruppi nelle loro città e si collegano in streaming».

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