L’evento a Pesaro

Per il Rossini Festival 25 spettacoli ad agosto

di Michele Romano

2' di lettura

Test rapidi al pubblico in sala, priorità nelle vaccinazioni al cast e a tutto il personale impegnato: il Rossini Opera Festival, evento lirico internazionale interamente dedicato al compositore pesarese, prova a sfidare la pandemia e lancia l’edizione 2021 immaginando la riapertura dei teatri. Lo hanno chiamato modello Pesaro, che però è oggi solo un’opzione. Nel frattempo la macchina organizzativa va avanti e il programma della prossima edizione, la numero 42, è stato addirittura potenziato, con 25 spettacoli in 14 giorni (dal 9 al 22 agosto): 4 nuove produzioni (Moïse et Pharaon, Elisabetta regina d'Inghilterra, Il signor Bruschino e Stabat Mater), Il viaggio a Reims interpretato dagli allievi dell'Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”, 8 concerti e il gran finale con il Gala Rossini, che inaugurerà il nuovo Auditorium Scavolini, che grazie a un investimento dell'azienda di cucina da 1,2 milioni prenderà il posto del palasport dove la locale squadra di basket vinse due scudetti e il Festival mise in scena spettacoli sino al 2005. Il ROF è un evento globale, ma ha un ritorno significativo per l'economia di Pesaro: secondo l’università di Urbino, in tempi normali il festival genera un volume d'affari pari a 7 volte le risorse investite sul territorio e i primi a beneficiarne sono ristoratori e albergatori. Nel quinquennio pre-covid 2015-2019, il numero medio di spettatori ha sfiorato le 17 mila unità, per il 70% pubblico straniero; la scorsa estate, dopo la prima ondata della pandemia, le presenze sono scese a poco meno di 6 mila presenze, il 33% stranieri.

«In poco più di un mese abbiamo rivoluzionato l’intero programma e portato a termine un gigantesco volume di attività – dice il sovrintendente Ernesto Palacio -: la costruzione dell’allestimento della Cambiale di matrimonio al teatro Rossini ci ha consentito, tra i pochissimi in Italia, di mettere in scena uno spettacolo al coperto, con l'orchestra che ha suonato distanziata su una pedana posta sull'intera platea». La serata inaugurale è stata trasmessa in diretta streaming gratuita dal ministero degli Affari esteri in tutta la sua rete di ambasciate, consolati e istituti italiano di cultura, oltre che sui canali social del Festival, richiamando oltre 23 mila contatti. Ma il covid è stato occasione per spostare per la prima volta l’evento all'aperto, «rinsaldando il legame con la città, grazie a un'arena da 700 spettatori nella centralissima Piazza del Popolo».

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È evidente che, con la crisi pandemica, il tema delle risorse diventa sempre più pressante: ogni edizione costa mediamente 5,5 milioni e il ROF può contare fino a 4 milioni di contributi pubblici (3,2 dal ministero della Cultura, ndr.). «Il resto, sponsor privati a parte, deve arrivare dal pubblico – chiude Palacio -. Speriamo che presto sia possibile riaprire i teatri».

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