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Per Sainz la prima vittoria in carriera a Silverstone, in una domenica pericolosa e movimentata come poche

Si ricorderà il 3 luglio per la bellissima prestazione del pilota spagnolo, una prima posizione presa di forza: conquistata con rabbia, con le unghie e con non poco orgoglio

di Alex D'Agosta

F1, Ferrari e Sainz insieme fino al 2024

5' di lettura

Il GP di Gran Bretagna è spesso stato fortunato per piloti e auto italiane sin dall'inizio delle competizioni a motore, ancora prima della nascita della Formula 1. E anche oggi non si può dire che non sia andata comunque bene, visto che ha vinto una Ferrari. Un'auto rossa di Maranello, un pilota in rosso che fa la pole position, fa una bella gara, anzi, straordinaria: parte davanti, chiude Verstappen - in seguito scomparso per problemi meccanici, tiene la prima posizione con cattiveria: poi dopo tanti, vari e nervosi accadimenti, riesce pure a vincere la sua prima gara in carriera. Secondi Perez ed Hamilton: Leclerc quarto, ma la forma era da ‘doppietta'.

Ciò detto, si ricorderà il 3 luglio per la bellissima prestazione di Sainz, una prima posizione presa di forza: conquistata con rabbia, con le unghie e con non poco orgoglio. Perché è stata davvero meritata e sudata: per molto tempo infatti non si dimenticheranno gli ultimi dieci giri. Da antologia, con sorpassi e controsorpassi fra il secondo e il quinto posto, che hanno rivoluzionato fino all'ultimo il podio finale.

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Giornata memorabile

L'edizione 2022 di Silverstone è stata insomma proprio una giornata memorabile per questo sport, che farà discutere, litigare e riflettere, anche con amarezza e paradosso, pure in casa dei vincenti.

Negli annali resterà il fatto che Carlos Sainz junior, nel giorno del suo centocinquantesimo gran premio in Formula 1, dove ha debuttato nel 2015, non sarà più solo un ‘figlio d'arte del volte campione del mondo rally iberico più importante di tutti i tempi'. Vince la prima in carriera, vince la prima in Ferrari, in una delle piste più prestigiose e classiche. Molto meritata, una bella e importante vittoria per Ferrari. Che, come ha detto anche Binotto nel dopo gara, era fondamentale che tornasse a vincere: specie a seguito di un lungo digiuno dopo la ‘flessione' iniziata ormai mesi fa.

Non mancano i però. Il problema è spinoso: Sainz, da tempo, voleva e meritava la sua prima conquista. Per via di una gara molto difficile in auto e al muretto, le circostanze hanno reso ideale favorirlo sul finale, anche se questo è andato a discapito di Leclerc, che non ha potuto ‘difendersi' e conquistare più punti di quelli realizzati ‘solo' al quarto posto. Perciò, il bicchiere è difficile da capire se sia mezzo pieno o mezzo vuoto: pensando al mondiale, infatti, la giornata è stata un disastro. Ma è anche vero che per portare a casa una vittoria nuda e cruda, Ferrari ha fatto le scelte giuste. Ci sono tuttavia molti ‘se' e ‘ma': fra guasti e precedenti incertezze dal muretto, Leclerc ha già sofferto più del dovuto per almeno quattro gare nel 2022. Le mire mondiali, quindi, si fanno sempre più dure.

La sicurezza e i rischi corsi

Silverstone ha visto un brutto incidente al via della gara di Formula 1, che ha coinvolto Zhou, Albon e Russell. Un crash multiplo e pauroso, come non se ne vedeva da tempo. O almeno: sempre oggi a Silverstone, a ben vedere, c’è già stato un ’volo’ di una monoposto che con una ruota anteriore è arrivato sopra alla testa di un pilota in Formula 2. Nel pomeriggio, in Formula 1, poi, questo ’groviglio’ all’inizio, dove il pilota cinese ha sperimentato un ‘volo rovescio' di circa 200 metri. Per ironia della sorte, c'era pure Tom Cruise fra gli ospiti vip della gara: quale onore di fronte al maestro del celebre ‘inverted flight' del primo Top Gun, che ancora in tanti ricordano come scena più divertente e irreverente del film!

Nella nuda realtà di oggi, questo imprevisto decollo della Sauber ha spaventato non poco e si è risolto per fortuna senza conseguenza al pilota grazie all'Halo, il recente dispositivo a protezione della testa dei piloti che era già stato indispensabile per l'evento precedente nella categoria inferiore. La scuderia di Hinwil tuttavia ha sudato anche molto freddo, in quanto il dispositivo voluto dalla federazione ha tenuto ma si è rotto il roll bar, quindi l'infrastruttura che doveva salvaguardare l'incolumità del pilota non ha compiuto bene il suo lavoro fino in fondo. Forse anche a causa di una progettazione strutturale differente, infatti, la ‘gabbia' elvetica si è probabilmente sbriciolata a causa della dinamica del ‘volo', ovvero dell'impatto con il terreno e della direzione in cui è strisciata la vettura a testa capovolta.

La forma a ‘lama centrale' che caratterizza la scelta di Sauber insomma può aver subito un urto obliquo, meno consueto ed evidentemente considerato meno probabile in fase di design, tanto da compiere una scelta di forma ‘non troppo solida' di cui oggi, molto probabilmente, qualcuno se ne sarà pentito.

Sorte e imprevisti: nessun pronostico valido

Dopo l'incidente di Zhou, del quale non ha responsabilità ma poteva essere molto grave, poche altre cose potevano sembrare degne di nota nel prosieguo della gara, ma i fatti interessanti in realtà sono stati così tanti da non poter essere nemmeno citati tutti. Non si può dimenticare però che nelle prime fasi Sainz si era visto impartire un ‘antipatico' ordine di scuderia quando già sembrava averne di più di Leclerc, ma d'altra parte con il campione del mondo e leader del mondiale in ottava posizione, era ovviamente giusto cercare di andare a far recuperare punti al pilota più alto in classifica.

Una cosa che al momento poteva non essere giudicata del tutto corretta: Sainz era lì per merito, ma d’altro canto entrambe le rosse avrebbero perso dei secondi fondamentali, che avrebbero pagato al momento in cui Hamilton doveva essere ancora messo sotto tiro. A proposito del sette volte campione, proprio al giro 34 si è visto penalizzare dal suo stesso team a causa di un pit stop molto lungo, superiore ai 4 secondi, che lo ha visto rientrare dopo le due Ferrari, in quel momento prima e seconda. Poco dopo, però, al giro 39 una safety car entra per tre giri a causa di un'auto ferma in mezzo alla pista. Da lì l'inizio della parabola discendente di Leclerc, in quel momento ancora favorito per la vittoria: scelte differenti di gomme, lotta fratricida con il compagno di squadra alla ripartenza e poi il ‘cinema' degli ultimi dieci giri, nei quali Perez ed Hamilton ingaggiano con Leclerc uno dei duelli più epici di tutto il decennio.

In sostanza, a Silverstone è come si fosse assaggiata una Formula 1 di tempi andati. Ci sono stati piloti che hanno rischiato molto. Ci sono stati tanti colpi di scena e cambi al vertice. È stato molto, troppo complicato per i muretti prendere le decisioni giuste in pista. Ma, finalmente, i piloti si sono presi a cazzotti come si deve. Senza gravi scorrettezze, senza episodi equivoci, senza piangina. È vero, Leclerc tornerà a casa triste e ha perso una grande opportunità. Ma il ‘festival dei sorpassi' di oggi è qualcosa che non si vedeva davvero da tempo.

Incredibile lotta fra Verstappen e Schumacher junior: fino all'ultima curva il piccolo schumi sembrava poter credere di tenerlo dietro e conquistare così una preziosa settima posizione.


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