sardegna

Per lo scalo di Olbia l’ora del rilancio: attesi i piani di F2i

Il Fondo ha rilevato la quota del 79,8 per cento di Geasar che faceva capo ad Alisarda

di Davide Madeddu

Aeroporto di Olbia. Lo scalo sardo è gestito dalla Geasar recentemente passata sotto il controllo di F2i, il Fondo che ha acquistato il 79,8% delle azioni

2' di lettura

Nuovo corso per l’aeroporto Costa Smeralda di Olbia e, alla luce dell'emergenza Covid, anche nuove strategie per rilanciare il turismo nell'isola valorizzando le risorse e le peculiarità locali. Sono due aspetti che andranno a caratterizzare il futuro dello scalo aeroportuale punto di riferimento per i collegamenti tra la Sardegna nord orientale con la penisola e il resto del continente. O meglio, scalo internazionale diventato punto di riferimento per il “popolo” che frequenta la Costa Smeralda. Secondo aeroporto della Sardegna (con circa 3 milioni di transiti nel 2019), considerato uno dei principali hub in Europa per l'aviazione generale (jet privati).

Uno dei cambiamenti che riguardano il futuro dell'aeroporto dove, con un cantiere aperto il 3 febbraio e chiuso il 13 marzo, è stata riqualificata la pista, è quello della proprietà della società di gestione. F2i sgr, il principale Fondo Infrastrutturale italiano, ha siglato l’accordo per l'acquisizione da Alisarda SpA (la società fondata a suo tempo dall’Aga Khan) del 79,8% di Geasar SpA, la società di gestione dell’aeroporto Olbia Costa Smeralda che ha un capitale sociale interamente versato di 12.912.000 euro. Il resto delle quote di Geasar resterà in capo agli storici soci, come risulta dal prospetto pubblicato sul sito internet: la Camera di Commercio di Sassari che possiede il 10% delle quote, la Camera di commercio di Nuoro presente con l’8%, la Regione autonoma della Sardegna che ha il due per cento, il Consorzio Costa Smeralda con lo 0,2 per cento.

Loading...

Quello della gestione (con una nuova governance e ovviamente una nuova strategia) è uno degli aspetti che riguardano il futuro dell’aeroporto di Olbia, struttura che ha fatto (e si potrebbe dire fa) i conti con il lockdown. Gli effetti della pandemia, infatti, si sono fatti sentire anche nello scalo gallurese il cui network nella Summer 2020 era costituito da oltre 20 compagnie, per un totale di 55 destinazioni e collegamenti con 13 paesi europei. I numeri parlano chiaro. Da gennaio a ottobre 2020 sono transitati dall’aeroporto di Olbia 973.718 passeggeri, il 65,67 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il calo ha interessato soprattutto il segmento internazionale che si è ridotto dell’81,59% rispetto al 2019. Il segmento domestico, seppur in notevole calo a livello progressivo con una flessione del 46,75%, ha evidenziato una buona perfomance soprattutto nei mesi estivi, con una flessione del 2,78% ad agosto. Non mancano comunque le eccezioni come si legge in un comunicato pubblicato sul sito della società di gestione: Volotea a luglio e agosto, ha totalizzato oltre 216.000 passeggeri (+31,1% rispetto all’estate 2019), collegando la Costa Smeralda con 14 destinazioni, 13 domestiche e una all’estero con più di 1.670 voli (+38,6% rispetto all’estate 2019). Per fronteggiare l’emergenza causata dalla pandemia e studiare la ripartenza, recentemente gli operatori e Geasar hanno lanciato la Master class di “Sardinia Call2Action” con lo scopo di favorire lo sviluppo di una cultura turistica innovativa e al passo con le evoluzioni del mercato. Tra gli argomenti sviluppati (ultimo appuntamento a dicembre), un paio di temi strategici per il territorio: l’enogastronomia e l’accoglienza turistica, la sostenibilità e turismo attivo con un focus sulla e-bike. E un passaggio su turismi delle disabilità dell’accoglienza e dei bisogni speciali.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti