ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’intervista a

«Per la Sicilia vanno bene due gestori diversi per i sei scali esistenti»

di Nino Amadore

2' di lettura

Collegamenti con i droni o con gli aerotaxi tra un aeroporto e l’altro della stessa regione, una revisione dei criteri per gli incentivi alle compagnie aeree in una logica di sistema per gli aeroporti italiani. Sono solo alcuni punti del Piano nazionale aeroporti che traguarda al 2035 cui stanno lavorando i tecnici e che sarà presentato già a settembre. Di questo e non solo parla il presidente dell’Enac, l’Ente nazionale dell’aviazione civile, Pierluigi Di Palma: «Stiamo calibrando il nuovo piano basandoci sulle previsioni di una crescita esponenziale del traffico aereo nei prossimi anni – dice –. In prospettiva poi sappiamo che nel Nord Europa molti aeroporti saranno ridimensionati per il problema ambientale: noi dobbiamo riuscire a intercettare traffico sempre nel rispetto dell'ambiente».

C’è insomma una strategia di crescita che però richiede uno sforzo anche di riorganizzazione.
Dobbiamo recuperare il nostro sistema a rete: abbiamo intanto la rete pugliese e quella calabrese, per rimanere agli aeroporti del Sud. Ora auspichiamo di poter costruire la rete siciliana e quella sarda.

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A proposito di rete siciliana, il presidente della Regione Nello Musumeci ha parlato di sistema duale: a Occidente e a Oriente.
Esatto. L'idea è mettere insieme gli aeroporti di Palermo, Trapani e Pantelleria (quello che in questo momento gestiamo noi) sulla parte occidentale mentre dall'altra parte vi sarebbero Catania, Comiso, Lampedusa. È un'opera di razionalizzazione e di integrazione, un'operazione di policy che punta a valorizzare tutti gli scali. È chiaro che il futuro ci riserva anche collegamenti tra aeroporti della stessa regione con droni e aerei elettrici e poi è ovvio che vadano potenziate le connessioni intermodali.

C’è sempre il timore che l’aeroporto più grande possa fagocitare il traffico dell’aeroporto più piccolo.
Il problema è nell'approccio. Io credo che questo problema possa essere risolto con semplicità: se tu costruisci una rete induci il traffico di Palermo verso Trapani che è un aeroporto dalle grandi potenzialità e che potrebbe fare ben oltre quello che fa in questo momento.

Si parlava di due gestioni in Sicilia ma nelle altre regioni è andata diversamente .
Io penso che in Sicilia ci sia spazio per due reti aeroportuali con due distinti gestori.

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