Dichiarazioni fiscali

Per le società arriva la stretta sull’Ace

di Luca Gaiani

2' di lettura

Redditi SP 2017 con calcolo dell'Ace incrementale. Il modello di dichiarazione dei redditi delle società di persone, approvato ieri in via definitiva dalle Entrate, imbarca le novità per il calcolo dell'Ace dei soggetti Irpef introdotte dalla legge di Bilancio. Al via anche i modelli definitivi per le società di capitali, dove fanno la loro comparsa i nuovi campi dedicati alle dichiarazioni integrative “lunghe”. Al traguardo, va ricordato, anche i modelli per consolidato ed enti non commerciali.

Ace incrementale

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Nel modello SP viene riscritta la sezione del quadro RS dedicata alla deduzione Ace a seguito delle rilevanti modifiche introdotte dalla legge 232/2016. Dall'esercizio 2016 (la norma ha effetto retroattivo in deroga alla statuto del contribuente), le imprese Irpef in contabilità ordinaria abbandonano il calcolo basato sull'intero importo del patrimonio netto di fine esercizio per passare a una quantificazione incrementale secondo le regole già vigenti per le società di capitali. Le istruzioni alla dichiarazione SP 2017, approvate ieri dalle Entrate, ricordano che, oltre all'incremento (utili a riserva e conferimenti in denaro dei soci, questi ultimi con ragguaglio temporale) verificatosi dal 1° gennaio 2016, si terrà conto (in base ad una speciale regola transitoria) della differenza positiva tra patrimonio netto al 31 dicembre 2015 e patrimonio netto al 31 dicembre 2010, indipendentemente da come questa differenza si sia formata.

Sia le società di persone che quelle di capitali devono poi sottrarre dall’incremento patrimoniale la nuova sterilizzazione costituta dagli incrementi di titoli e valori mobiliari diversi dalle partecipazioni rispetto al saldo esistente al 31 dicembre 2010. Anche questa innovazione, introdotta dalla legge 232/1016, ha efficacia retroattiva.

Quadro DI

Sia nella dichiarazione Redditi SP che in quella SC entrano inoltre le novità in materia di dichiarazioni integrative a favore “lunghe” previste dal Dl 193/2016. Entrambi i modelli contengono infatti il nuovo prospetto “DI” nel quale riportare i crediti derivanti da dichiarazioni a favore presentate (nel 2016) oltre il termine di quella successiva, che si possono compensare solo con debiti maturati dall'anno seguente. Nelle integrative lunghe si espongono d'ora in poi anche le correzioni di errori contabili, con la conseguente eliminazione del meccanismo previsto dalla circolare 31/E/2013.

Chi ha presentato nel 2016 una integrativa a favore “lunga” (ad esempio Unico SC 2014 – redditi 2013), con evidenza di un credito Ires, dovrà ora riportare tale importo nel quadro DI del mod. Redditi SC 2017, indicando il codice tributo e l'anno di riferimento. Questo credito concorre a formare la liquidazione dell'Ires nella presente dichiarazione e verrà dunque scalato dal debito relativo da esporre nel quadro RX.

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