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Per lo sport della montagna 198 imprese e 6 miliardi di fatturato

di Barbara Ganz


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Ecosostenibile. La sede della Salewa a Bolzano: un edificio di 50 metri con uffici, magazzini e un asilo nido. C’è anche una stazione gratuita per ricaricare mezzi elettrici.

4' di lettura

Sono circa 900 le imprese del settore sportivo, di cui 198 imprese legate alla montagna fra sport invernali, trekking, hiking, arrampicata, trail running e molto altro ancora. Abbigliamento, calzatura, attrezzatura a 360 gradi che valgono - stima Assosport - circa 6 miliardi di fatturato e impiegano 9mila persone. «Il trend di lungo periodo del mercato dell’outdoor rimane certamente positivo. Il mercato italiano ha ripreso a crescere in maniera sostenuta dopo la crisi finanziaria e certamente possiamo dire che ha recuperato tutto quanto era stato perso» dice Eddy Codega, Ceo di Camp (Concezione Articoli Montagna Premana), sede a Lecco, azienda leader nel settore dell’attrezzatura outdoor e del lavoro in altezza che con i suoi tre marchi – Camp, Cassin e Camp Safety – è presente in 80 Paesi del mondo con filiali in Francia, Stati Uniti e Russia.

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Intuito contadino
La storia del distretto di Montebelluna è raccontata anche dal Museo dello scarpone e della scarpa sportiva. Qui nel 1800 si producevano calzature robuste per i boscaioli del Montello e i montanari feltrini, suole in legno e tomaie in cuoio. Nel 1808 c’erano dieci laboratori, che diventeranno 55 all’inizio degli anni Settanta. Non siamo in montagna - pedemontana, piuttosto - ma questo non ha impedito di sviluppare uno know-how essenziale. Genio e intuito: quando nel 1967 l’americano Bob Lange crea gli scarponi da sci in resina poliuretanica, i montebellunesi - eccetto quelli che dicevano «la plastica non funzionerà mai» - trasformano la nuova tecnologia e avviano un processo produttivo a iniezione, economicamente e qualitativamente vincente. Da 200mila scarponi prodotti a inizio anni Sessanta il distretto vola a 4 milioni di paia nel 1979. Sono gli anni d’oro, per una realtà che cambierà radicalmente negli anni della globalizzazione e delle delocalizzazioni. I campioni, però, restano. La scorsa estate proprio a Montebelluna ha aperto una base Vibram, azienda di Albizzate (Varese) leader nella produzione di suole in gomma ad alte prestazioni. Uno spazio polifunzionale che è vetrina delle ultime innovazioni e punto di incontro con le aziende clienti, molte delle quali gravitano proprio in questa zona «che ha come paragone solo Portland, dove la la sua base Nike e dove siamo ugualmente presenti - spiega Paolo Manuzzi, global general manager - Qui vogliamo lavorare fianco a fianco con clienti quali Scarpa, Tecnica e Aku, per lo sviluppo di nuovi prodotti». Da oltre 80 anni l’ottagono giallo Vibram identifica il marchio su oltre 40 milioni di suole prodotte all’anno, con sedi di produzione, ricerca e rappresentanza negli Usa, in Cina, in Giappone, in Brasile e naturalmente in Italia. Speciale il rapporto con giovani e studenti. Uno dei prodotti più noti, le Vibram FiveFingers - la scarpa a cinque dita per fitness e attività outdoor - sono nate alla tesi di laurea di un giovane designer altoatesino, Robert Fliri, che tuttora collabora con l’azienda.

Moon Boot e gli altri
Al traguardo dei 50 anni - sono nati nel 1969 - i Moon Boot inventati dal fondatore di Tecnica Giancarlo Zanatta, tuttora in azienda, stanno meglio che mai. Sono finiti nelle sfilate dei brand dell’alta moda, uscendo dai confini del tradizionale doposci, reinterpretati anche da Jimmy Choo, e con la loro forma unica hanno ottenuto una sentenza favorevole dalla Sezione Specializzata in materia di impresa del Tribunale di Milano che ha accordato loro una «tutela di diritto d’autore».

Tecnica Group è uno dei molti casi simbolo del distretto trevigiano dello sportsystem con un giro affari di 400 milioni di euro, il 93% proveniente dall’export. Nel portafoglio alcuni dei marchi storici del settore, punto di riferimento in materia di innovazione: Tecnica (scarponi da sci e footwear), Nordica (sci e scarponi), Moon Boot® (footwear), Lowa (scarpe da trekking e outdoor), Blizzard (sci) e Rollerblade (pattini in linea). Oggi a Montebelluna operano circa 250 dei 1.400 dipendenti dei Gruppo, impegnati soprattutto in R&S e branding.

Sostenibilità e integrazione
Molte aziende dello sport sono ambasciatrici di valori a tutto campo. in Trentino «La Sportiva» di Ziano di Fiemme produce calzature e abbigliamento tecnico per la montagna. Una sede ai piedi delle Dolomiti patrimonio mondiale dell’umanità che ha ispirato, nel 2017, il primo bilancio di sostenibilità: sessanta pagine con al centro «l’uomo, l’ambiente e la loro integrazione in reciproca armonia, ponendo grande attenzione sia agli aspetti etici dell’impresa che al miglioramento delle performance per ridurre gli impatti ambientali e valorizzare le risorse naturali che offre il territorio della Val di Fiemme e del Trentino».

Quando la Piattaforma sul Family Business Management della Libera Università di Bolzano ha scelto dei casi da raccontare, il gruppo Oberalp - azienda di sport e outdoor con base a Bolzano - era in prima fila: «Mio nonno aveva un negozio di stoffe. Mio padre negli anni 50 ha capito che non si usava più andare dal sarto e ha puntato sulla vendita di abbigliamento. A noi fratelli, avevamo 19 e 21 anni, ha detto: qui manca un negozio di sport. Ci ha dato uno spazio, i suoi due migliori venditori, ma mai una volta ci ha detto cosa dovevamo fare perché o credi in qualcuno totalmente o non ci credi affatto», si è raccontato Heiner Oberrauch, presidente Oberalp Salewa. Oggi l’azienda è specializzata in abbigliamento e attrezzature hi tech per la montagna. Dal 1990 Oberalp ha acquisito il brand Salewa, poi sono seguiti Dynafit (punto di riferimento per trail runner e scialpinisti con ambizioni agonistiche), Pomoca (leader mondiale nella produzione di pelli di foca sintetiche) e Wild Country (marchio storico inglese per scalatori). Oberalp distribuisce i quattro marchi in 65 Paesi con 5.600 rivenditori, impiega 650 addetti, ha 216 store monomarca nel mondo. Nel 2018 è stato costituito un team per l’innovazione, «che equivale a investire nel futuro». La collezione 2019/20 Salewa adotta Alpine Wool una nuova piattaforma tecnologica sviluppata dal team di specialisti per unire isolamento, calore naturale, elevata funzionalità e sostenibilità. Alpine Wool Perform è una miscela di due ingredienti: la lana delle pecore alpine tirolesi e il Celliant®, una miscela di minerali termoreattivi che viene addizionata a fibre di poliestere riciclato.

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