Big Data

Per le stime congiunturali entrano in gioco gli articoli del Sole

di Davide Colombo

3' di lettura

Anche la cara, vecchia carta stampata entra nelle big-data analysis sviluppate in Banca d’Italia per rafforzare le valutazioni in tempo reale e le stime a breve della congiuntura economica. Gli articoli pubblicati da «Il Sole 24 Ore», «Corriere della Sera», «la Repubblica» e «La Stampa», raccolti da Factiva, società di Dow Jones & Company specializzata nell’aggregare i contenuti full text di quotidiani scritti in 38 lingue diverse in oltre 200 Paesi, vengono analizzati da un’intelligenza artificiale che monitora ricorrenze e combinazioni di centinaia di parole-chiave per tracciare l’andamento di due indicatori di sentiment sull’andamento dell’economia (Textual economic sentiment indicator o Tesi) e sull’incertezza per le politiche pubbliche che il governo ha intenzione di adottare (Textual economic policy uncertainty o Tepu). Due indicatori che nei test sugli anni passati hanno mostrato una buona correlazione con gli andamenti del Pil misurato dalla contabilità nazionale Istat e che hanno dato buona prova di reazione agli sviluppi settimanali dell’ultima crisi, divenuta economica anche se l’innesco lo ha portato un coronavirus.

La presentazione delle caratteristiche di questo ulteriore strumento di analisi non convenzionale di mega-dati per cercare di dare una risposta giornaliera sull’andamento della congiuntura è in un working paper (n.1321) appena pubblicato nella collana “Temi di discussione”. Mentre un’altra pubblicazione in uscita dà conto delle evidenze empiriche raccolte da Bankitalia sulla possibilità di tracciare le evoluzioni a breve termine dell’economia tramite i flussi sui sistemi di pagamento al dettaglio e all’ingrosso (le piattaforme di compensazione e regolamento sono Bi-Comp e Target2) e, in aggiunta, i dati mensili raccolti dall’Unità di informazione finanziaria per l’Italia (Uif) sui pagamenti effettuati sopra la soglia di 15mila euro. La forza di questi nuovi strumenti di analisi dei dati, resa possibile da modelli algoritmici sempre più consolidati, si sta dimostrando proprio nella fase del tutto anomala che stiamo attraversando, con un ciclo economico e finanziario vittime di ripetute ondate di contagi, misure di contenimento, interventi eccezionali di politica monetaria e con i governi costretti a sfornare sussidi più o meno selettivi. Un contesto che ha reso urgente per i policy maker avere set di dati quotidiani per capire con la massima precisione possibile quello che sta accadendo e per leggere gli effetti immediati delle misure adottate.

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A febbraio in una Nota Covid-19, sempre Bankitalia ha presentato un altro indice, Itwei, sviluppato utilizzando variabili a elevata frequenza che spaziano dai consumi elettrici e del gas ai prelievi al Bancomat, dai flussi di traffico alle ricerche su Google di parole chiave come Cig (l’acronimo di cassa integrazione guadagni). Itwei è stato congegnato per catturare proprio gli sbalzi più inattesi delle attività ed è quindi del tutto complementare con gli altri due indici anticipatori, realizzati dopo l’introduzione della moneta unica, Ita-Coin ed Euro-Coin, tarati per predire le dinamiche di fondo dell’economia al netto degli andamenti più erratici.

La big-data analysis prodotta dalla nostre principali istituzioni nazionali – si pensi per citare solo un altro esempio al Social mood on economy Index (Sme) sviluppato nel 2018 da Istat dopo cinque anni di sperimentazioni per l’analisi ad alta frequenza delle percezioni dei cittadini sull’andamento dell’economia tramite campioni di tweet in lingua italiana catturati in streaming – sembra essere entrata in una stagione di vera e propria maturità. Bankitalia aveva già molto investito su questo fronte e la pandemia ha dato un’ulteriore spinta. Nei giorni scorso il governatore, Ignazio Visco, incontrando diversi rappresentanti della società civile e del mondo del lavoro e dell’industria nell’ambito della pubblica discussione aperta sulla strategy review della politica monetaria della Bce, ha spiegato l’importanza dei dati e dei “nuovi dati” per le scelte di policy da adottare in un contesto di radicale incertezza. Ma anche l’ascolto delle pubbliche opinioni e del mondo dell’informazione tradizionale e dei new media – ha spiegato Visco – è oggi più che mai cruciale per i banchieri centrali. Oggi sappiamo che nelle future note del Governatore entreranno anche gli indicatori di sentiment e di fiducia prodotti con le tecniche di text mining applicate sugli articoli dei quotidiani nazionali. Una bella consolazione per i giornalisti: per la pubblicazione della famosa ultima copia di un quotidiano c’è ancora un po’ di tempo. Forse lo stesso che dovrà trascorrere prima dell’addio a un’altra stampa cui siamo tutti abituati, ma che il fintech potrebbe presto mandare in pensione: quella dell’ultima banconota.

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