Made in Puglia

Per Tagliatore il mondo gira ancora intorno alla giacca

Il direttore creativo Pino Lerario è ottimista grazie alla ripresa, in Italia e all’estero, di cerimonie, eventi e matrimoni

di Giulia Crivelli

3' di lettura

«Pensavo che la giacca da uomo fosse in assoluto il capo più difficile da disegnare, cucire, perfezionare. Da quando abbiamo introdotto la linea donna, ho capito che forse è ancora più difficile creare una giacca femminile».

Pino Lerario, direttore creativo e proprietario, con la sua famiglia, di Tagliatore, scherza, ma non del tutto. Il core business resta l’abbigliamento maschile, ma “sconfinare” in quello da donna gli ha dato maggior consapevolezza del prezioso knowhow accumulato in decenni di esperienza. E il successo della linea femminile ha confermato l’intuizione che ha portato allo sconfinamento: alle donne piacciono le giacche dal taglio apparentemente maschile e in tessuti inediti, per loro, ma devono essere pensate avendo in mente silhouette ed esigenze diverse.

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Nella collezione uomo per la primavera-estate 2022 Pino Lerario ha messo la passione di sempre e un ritrovato ottimismo da fine dell’incubo Covid. «Gli ordini per la prossima stagione e quella dopo sono confortanti – spiega –. Una parte di me ci sperava e credeva, che una volta finiti i lockdown e, soprattutto, superata la paura, le persone tornassero ad aver voglia di acquistare per sé e per gli altri. Ma questo anno e mezzo di emergenza sanitaria ed economica mi ha insegnato che è difficile fare previsioni». I segnali che arrivano dai clienti wholesale (Tagliatore non ha ancora negozi monomarca, che potrebbero però arrivare in futuro) sono buoni e Lerario registra inoltre un forte aumento della richiesta di abiti e accessori da cerimonia. «Non parlo solo di matrimoni, anche se per fortuna ora sono state tolte molte delle restrizioni che avevano di fatto bloccato il settore – spiega –. L’abbigliamento formale viene acquistato pure per feste ed eventi di altro tipo. Ho sempre sperato che il modo di vestirci durante i lockdown non diventasse strutturale, per quanto comodo e pratico. Mi sembra di aver sperato nello scenario giusto: le persone sono stufe di felpe, tute, semplici sneaker. C’è la riscoperta del piacere di costruirsi un look per sé stessi e per gli altri».

Le giacche sono il capo che ha reso famoso e portato il marchio Tagliatore dalla Puglia - dove c’è la sede – nel mondo, dall’Europa al Giappone, ma negli ultimi anni Pino Lerario ha introdotto maglieria, pantaloni e persino scarpe, sempre made in Italy, ovviamente. Il periodo della pandemia, specie per un’azienda che non vende direttamente online, ha portato a un inevitabile calo del fatturato, ma Lerario spera di recuperare già nel 2021.

«Molti clienti wholesale hanno anche l’e-commerce, quindi in parte e di riflesso pure per noi il web è stato una boccata di ossigeno e in fatto di digitalizzazione abbiano investito nelle infrastrutture interne all’azienda», aggiunge il creativo e imprenditore pugliese. Sul fronte della distribuzione, il sogno resta quello di un monomarca a Milano, dove pochi mesi fa Tagliatore ha aperto un nuovo showroom.

«Ci stiamo guardando intorno da ben prima della pandemia ma ora ancora di più, perché nelle varie zone della città ci stanno liberando degli spazi. Il monomarca è un sogno che vorrei realizzare, ma non è una priorità – conclude Lerario –. Ora che i mercati stanno ripartendo, è necessario concentrarsi sul prodotto. I clienti si aspettano ancora di più: qualità e cura dei dettagli, certo, ma con qualche sorpresa. Vogliono divertirsi e noi abbiamo lo stesso desiderio e la fortuna di fare un lavoro che amiamo».

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