Il progetto

Per i tre marchi Landi sostenibilità a km zero

L’azienda è a Pitti con il Remo Key che certifica i tessuti riciclati

di Silvia Pieraccini


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Uno dei capi della collezione Zerosettanta Studio con il 95% di materiale riciclato

2' di lettura

È specializzata nel capospalla, che produce dal 1948. Ma ora Landi - azienda familiare di abbigliamento di Empoli (Firenze) che vanta tre marchi da uomo (L’Impermeabile, Zerosettanta studio e il più sportivo Giancarlo Rossi) e uno da donna (Landi Fancy) - punta a specializzarsi anche sulla sostenibilità a “chilometro zero”, realizzata utilizzando tessuti rigenerati prodotti a poca distanza, nel distretto tessile di Prato che è lo storico inventore della lana riciclata dagli indumenti, e cuciti in laboratori dell’area empolese.

Il progetto che sbarca al Pitti Uomo, dopo anni di sperimentazione e affinamento, nasce dalla collaborazione con “Remo Key” (Recycle movement), il marchio di qualità per i tessuti riciclati garantito da un protocollo che traccia l’intera catena di produzione, dalla materia prima al capo finito (grazie al sistema di monitoraggio “track&trace” che fornisce il calcolo del risparmio energetico, di Co2 e dell’acqua conseguiti).

«In questo modo riusciamo a fare una sostenibilità vera e a presentare un cappotto interamente prodotto nel raggio di 40 km - spiega Marco Landi, consigliere delegato e responsabile export dell’azienda di famiglia - grazie al cardato rigenerato della pratese Comistra e alla lavorazione empolese. Il nostro lavoro è cominciato nel 2013, ma ora ci presentiamo in modo ufficiale con un’etichetta certificata e un calcolo serio di tutto il percorso». Anche perché la prospettiva di mercato è cambiata: se qualche anno fa un capo di fascia alta fatto con tessuto rigenerato non veniva “capito” dai consumatori, oggi concetti come riutilizzo e rispetto dell’ambiente sono ambiti e apprezzati.

I capi RemoKey arricchiscono la collezione Zerosettanta, ma i tessuti rigenerati contaminano anche le altre linee dell’azienda empolese che utilizza pure nylon fatto con materiali riciclati, impermeabilizzazioni senza enzimi inquinanti, trattamenti eco-friendly. «La direzione green è il futuro - dice Landi - e noi che da sempre seguiamo percorsi di sostenibilità ora vogliamo accelerare».

Il 2019 è stato un anno positivo, con il fatturato che ha toccato i 5,2 milioni, in crescita del 10% sull’anno precedente, trainato dall’export (Usa, Europa e Asia) che pesa il 70%. Ora Landi sta espandendo i corner e gli shop-in-shop nei grandi magazzini all’estero, come ha fatto in Italia con la Rinascente, per consolidare presenza e immagine. «Vogliamo creare presidi stabili nella distribuzione - aggiunge l’imprenditore - il mercato a livello internazionale è confuso e sul fronte interno è stagnante: per questo puntiamo a fare collezioni dirette a target ben precisi, che ci permettono di aggirare la crisi». Il 2020 sarà un altro anno di crescita: «Siamo una sorta di laboratorio artigianale evoluto che ha le collezioni sul trampolino - conclude Marco Landi - se riusciremo a comunicare il prodotto, potremo spiccare il salto».

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