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Per Villa Adriana e D’Este la nuova sfida: il rilancio e lo sviluppo del territorio

I siti patrimonio Unesco

di Marco Ludovico

3' di lettura

La sfida impossibile sarà vinta. Il mondo ci invidia, tra gli altri, due siti Unesco come Villa Adriana e Villa d’Este. Ma Tivoli non è Roma. Non basta essere alle porte della capitale. Battaglia dopo battaglia, però, il direttore Andrea Bruciati ha voluto moltiplicare e rinnovare energie per la straordinaria forza culturale dei due insediamenti «patrimonio dell’Umanità». Con una serie di azioni strategiche mirate. La rivisitazione moderna dei luoghi, diventati contenitori generosi di arte, letteratura, musica di ogni epoca. Fino al cinema d’autore. Ma anche una spinta continua all’internazionalizzazione. L’attenzione «costante al confronto e il dialogo serrato con il territorio» sottolinea Bruciati. Si parte, per forza, da lì. Un giacimento storico e artistico millenario scommette sulla sua dimensione di polo di sviluppo culturale, sociale ed economico. Non certo una turris eburnea.

C’è molto da fare alle “Villae” come sono state ribattezzate (www.levillae.com) nel 2018 da Andrea Bruciati. La pandemia ha minimizzato gli incassi dei biglietti. Da mesi, però, è scattata la ripartenza. Con assoluto divieto di sosta. Tutto esaurito, così, nella scorsa Pasqua per i biglietti di ingresso. Nel ponte lungo tra il 25 aprile e il primo maggio sono entrate 8mila persone, un record. L’anno scorso l’Istituto autonomo Villa Adriana-Villa d’Este è stato il sesto sito più visitato d’Italia: 283mila ingressi, quasi 60mila in più rispetto all’anno prima. I numeri in crescita sono frutto di una raffica di proposte. Ora a luglio ritorna il “Villae film festival”: dal dal 4 al 10a Villa Adriana, dal 18 al 24 a Villa d’este. Una rassegna cinematografica all’insegna del tema “La Bellezza” con il patrocinio e il sostegno del ministero della Cultura e della regione Lazio. Il territorio tiburtino, dunque, non è soltanto un contesto di riferimento. Il direttore Bruciati lo ha voluto coltivare: «Abbiamo parlato con gli albergatori, i commercianti, i rappresentanti di categoria delle imprese. Tutti coloro che volevano condividere con noi la cifra distintiva unica delle Villae in una prospettiva comune e partecipata di crescita e di ricchezza». Bruciati ha dovuto mettere mano a un aspetto forse banale, ma cruciale per la stessa esistenza e vitalità delle Villae: trasporti e collegamenti. Una sorta di condanna fino ad alcuni anni fa, relegati nell’ultraperiferia della capitale. Con i visitatori dall’estero di gran lunga superiori ai romani. Un assurdo.

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Adesso chi va sul sito di Trenitalia, sezione Lazio, link sui “combinati treno + bus”, scopre un servizio nato da appena un anno. Collega la stazione ferroviaria di Bagni di Tivoli con le Ville di Tivoli: Villa Adriana, Villa d'Este e Parco Villa Gregoriana. Per chi sceglie questo servizio sconti speciali per l’accesso ai siti archeologici. Non sarà risolutivo, ma è un passo in avanti, anzi più d’uno. La capacità di attrarre va misurata e ricercata in ogni modalità. Gli insediamenti sono estesi: di solito si va in una giornata ma non basta, si riparte spesso con il rimpianto di non aver visto tutto o di averlo fatto troppo in fretta. Oggi, del resto, le Villae sono Adriana, D’Este, il Santuario di Ercole vincitore, la Mensa Ponderaria e il Mausoleo dei Plautii. Così è nata l’idea di una card fedeltà: 50 euro, ridotti a 30 euro per i residenti tuburtini, soltanto 10 per i giovani tra i 18 e 25 anni, vale un anno, ingressi illimitati. Un modo per assaporare la bellezza di questo luoghi senza fretta e trovare il gusto di tornarci.

Le sorprese, del resto, sono continue. La ricerca archeologica non si ferma. Le novità sono all’ordine del giorno. Il direttore Bruciati di recente ha reso nota una nuova scoperta «denominata Valle Picta per i molti resti di decorazioni pittoriche e marmoree policrome riportate alla luce». Lo scavo è ancora in corso. Ci sono voluti perfino speleologi e studiosi - archeologi, architetti, ingegneri e restauratori - dell’università di Tor Vergata oltre quelli dell’Istituto. È emerso «un contesto straordinario per la qualità architettonica dei corpi di fabbrica e la raffinatezza delle decorazioni a stucco policromo». Valle Picta si trova nella «porzione settentrionale della proprietà demaniale». Bruciati ha ricordato come «Villa Adriana costituisca un paradigma di estremo interesse nel percorso di Raffaello, una sorta di “altera Roma” per il genio urbinate». Scoperte e riscoperte incessanti di una meraviglia da non perdere.

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