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Per Vodafone ritorno all’utile e cedola. Resta la spina del debito

Profitto frutto di una plusvalenza straordinaria, la dismissione di attività in Australia, che ha generato 1 miliardo di incasso, e della vendita di un pacchetto del 4% di Inwit, società italiana delle torri. In Italia perdita di marginalità di 6 punti

di Simone Filippetti

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(Picture-Alliance via AFP)

Profitto frutto di una plusvalenza straordinaria, la dismissione di attività in Australia, che ha generato 1 miliardo di incasso, e della vendita di un pacchetto del 4% di Inwit, società italiana delle torri. In Italia perdita di marginalità di 6 punti


3' di lettura

LONDRA - Nell'anno del Covid, neppure le compagnie telefoniche, che sono da sempre tecnologia a distanza dunque perfetta per epoche di quarantene, sono al riparo dalla tempesta economica. I numeri di Vodafone fotografano perfettamente la situazione.
Al giro di boa di metà anno (in Uk l'anno fiscale inizia ad aprile), il colosso inglese delle telecomunicazioni appare come il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. La parte piena sono il dividendo, decisione “rivoluzionaria” nell'anno in cui quasi tutte le aziende hanno dovuto farne a meno, e il ritorno al segno più nell'ultima riga di bilancio. La parte vuota sono la zavorra di un debito sempre più ingente e una marginalità che cala (soprattutto in Italia).

Ritorno all'utile e cedola per gli azionisti

Grazie a 1,6 miliardi di euro di utili, Vodafone recapita un regalo di Natale in anticipo ai suoi soci: ci sarà una cedola e l'importo è lo stesso dello scorso anno (4,5 centesimi ad azione). Ma uno sguardo più dettagliato alle singoli voci di bilancio, segnala criticità dovute all'epidemia che ha messo in ginocchio le economie di mezzo mondo: il bilancio che torna in utile dopo che nel 2019-2020 c'era stata una perdita di 1,8 miliardi è frutto di una plusvalenza straordinaria, la dismissione di attività in Australia, che ha generato 1 miliardo di incasso; e la vendita un pacchetto del 4% di Inwit, la società italiana delle torri controllata in tandem con TIM (la quota degli inglesi è ora scesa al 33%).

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La spina del debito

La stessa conferma della cedola, da una parte dà, ma da una parte toglie: il pagamento del dividendo del 2019/2020 ha fatto impennare l'indebitamento, già elevato, di altri 1,2 miliardi nell'attuale bilancio. Oggi sulle spalle di Vodafone gravano 44 miliardi: la leva è di 3 volte, la soglia di allerta. Parlando agli analisti, la cfo Margherita Della Valle ha promesso che i futuri flussi di cassa, tra cui l'incasso della quotazione della controllata Vantage Towers, andrà a ridurre il debito, con l'obiettivo di far scendere la leva a 2.5 volte, un multiplo più sopportabile.Il lockdown penalizza il mobile, ma tiene la struttura dei costi. I ricavi hanno perso 2 punti percentuali scendendo a 21,4 miliardi.

La gente in clausura in casa, tra lavoro remoto, auto-isolamento e svago solo davanti alla tv o pc, sulla carta è un vantaggio per l'industria delle Tlc: c'è bisogno di più connessione. Ma Vodafone nasce come compagnia di telefonia mobile e lì ha storicamente la sua forza: e da marzo la gente non si è mossa. Con il crollo del turismo e dei viaggi d'affari è parallelamente crollato anche l'introito del roaming, l'appoggio su altre reti quando si va all'estero, e delle vendite di nuovi telefonini e sim. Tuttavia la macchina aziendale è un orologio svizzero: il margine operativo lordo è sceso dell'1,9%, a 7 miliardi, meno dei ricavi, segnale di una forte efficienza e tenuta sui costi.

L’Italia perde margini

L’Italia, storicamente mercato di riferimento tanto che da lì arrivano i top manager del gruppo (per anni Vittorio Colao, ora il direttore finanziario Margherita Della Valle), rimane il secondo paese come peso sul totale della redditività. Ma l'Italia è ormai lontana anni luce dalla Germania, che è il principale mercato per Vodafone e da sola fa quasi la metà della marginalità (41%). Le percentuali dei paesi raccontano di come Vodafone sia l'unica vera multinazionale inglese: sul mercato domestico pesa solo per il 9%. Vodafone ha dovuto fare i conti con l'Italia, paese più colpito dall'epidemia in Europa: i ricavi sono scesi del 2.7% a 2,5 miliardi. Ma quel meno è frutto di una media: la telefonia mobile caduta del 12% e la crescita del fisso (+4%): le connessioni a banda larga sono cresciute di 52mila abbonati, portando il totale a 3 milioni, ma il buon andamento del fisso non è riuscito a compensare il calo della telefonia mobile. Così la redditività lorda è scesa sotto la soglia psicologica del miliardo, a 800 milioni, con una perdita di marginalità di 6 punti (32%).

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