LO SCONTRO

Perché Apple e la Ue stanno litigando per i carica-batterie

Nuovo fronte tra il colosso di Cupertino e Bruxelles. Il motivo? Il tentativo della Ue di standardizzare i carica-batterie degli smartphone

di Biagio Simonetta


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2' di lettura

C'è un nuovo fronte aperto fra Apple e l'Unione Europea. E stavolta non c'entrano i dati, la privacy o le multe che Bruxelles ha inflitto ai giganti della Silicon Valley. Niente di tutto questo. Stavolta la questione è relativa ai carica-batteria. E rischia di diventare una diatriba lunghissima, dove sarà difficile trovare un giusto compromesso.

L'Ue, in sostanza, sta portando avanti i lavori per una standardizzazione dei caricabatteria degli smartphone (e dei tablet). Attualmente, gli standard usati per i connettori sono sostanzialmente tre: micro USB, USB-C e lightning. I primi due riguardano tutta la galassia degli Android, con il sistema micro USB ormai in dismissione da un paio d'anni, per far spazio al più performante USB-C. Il terzo, il lightning, è il connettore usato da Apple a partire dal 2012 (cioè dall'iPhone 5).

Il progetto di standardizzazione Ue
La volontà di Bruxelles, all'interno di una azione più vasta tesa a ridurre i rifiuti elettronici (che dovrebbero crescere fino a superare i 12 milioni di tonnellate entro il 2020), è quella di standardizzare la ricarica. «La quantità di cavi e caricabatterie prodotti e gettati via ogni anno è semplicemente inaccettabile», ha dichiarato in questi giorni Roza Thun und Hohenstein, vice presidente della commissione per il mercato interno del Parlamento europeo. La stessa commissione pubblicherà i risultati di uno studio avviato per valutare l'impatto di un caricabatterie comune sull'ambiente entro la fine di gennaio.

La soluzione dell'omogeneità potrebbe portare a una riduzione massiccia dei cavi e degli alimentatori. La paura di dimenticare a casa il proprio caricabatteria si dimezzerebbe, se sapessimo che sono tutti uguali. Oggi non è così, perché chi ha un iPhone ha bisogno di un cavo lightning, chi possiede un Android di recente uscita di un cavo USB-C, chi ha in tasca un Android vecchio di un paio d'anni (o di fascia bassa) ha ancora bisogno, invece, del micro USB. Un bel problema, insomma. Anche se di certo inferiore a quello dei primi anni 2000, quando ogni marchio aveva il suo standard.

Le riserve di Apple
Tutto chiaro? Non per Apple, che a quanto pare di aderire a questa standardizzazione non ne ha proprio intenzione. «Crediamo che una regolamentazione che costringa alla conformità attraverso il tipo di connettore in tutti gli smartphone soffochi l'innovazione piuttosto che incoraggiarla, e danneggi i consumatori europei e l'economia nel suo complesso» hanno scritto da Cupertino in una nota.

Ma non c'è solo l'aspetto tecnologico. Anche perché lo standard USB-C ha già dimostrato di essere il più performante, in termini di velocità di ricarica. Apple, negli ultimi 7 anni ha però prodotto oltre un miliardo di device con connettore lightning. E disfarsene di colpo, per una legge imminente, sembra lasciare più di qualche perplessità in fatto di nuovi rifiuti elettronici.

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