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Perché Atene è uno dei centri creativi più all’avanguardia

Si sta riscattando dopo anni di crisi economica dventando un hub creativo che attira artisti e risorse da tutta Europa: ecco i protagonisti del momento

di Nicola Zanella

5' di lettura

Dai docks del porto del Pireo, uno dei più trafficati d'Europa, non si vede il Partenone, la collina dove sorge l'Acropoli e che domina il paesaggio di Atene è lontana qualche chilometro. Un paesaggio post-industriale, dimesso solo all'apparenza, senza marmi bianchi ad ammorbidire lo sguardo e a creare sudditanza.

Due grandi insegne arrugginite di Rhum Parthenon, emblema tangibile della de industrializzazione del luogo segnano l'ingresso ad un ex-fabbrica di liquori, in decadenza solo al suo esterno, all'interno ospita, invece, lo studio di Theodore Psychoyos, designer-artista in ascesa, la sua estetica è fatta da oggetti di design in pietra grezza, installazioni quasi primitive che in un colpo negano secoli di classicità ellenica, disponibile tra i 3.000 e i 19.500 euro. A pochi passi, la storia si ripete, un ex laboratorio industriale accoglie ora Objects of Common Interest, duo di designer con sede anche a New York che utilizza materiali all'avanguardia, come i gonfiabili ad esempio, creando così poltrone dalle forme organiche, lampade futuristiche, i prezzi raggiungono anche i 40.000 euro per i pezzi unici.

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La mostra di India Mahdavi “Achromia” alla Galleria Carwan di Atene

Sempre nello stesso quartiere portuale c'è Carwan Gallery, uno dei proprietari Nicolas Bellavance-Lecompte è anche co-fondatore di Nomad ed ha deciso di trasferirsi ad Atene da Beirut attratto dal fermento creativo della città. Proprio l'opening di India Mahdavi da Carwan è stato il pretesto per passare un art-weekend ateniese per molti visitatori internazionali, tra cui l'imprenditore Amedeo Moretti Cuseri che afferma come l'esplosione artistica di Atene oggi sia molto simile a quello che si respirava a Berlino 15 anni fa. Mahdavi, nome molto noto a livello internazionale con la mostra “Achromia”, ha voluto rivisitare le sue celebri creazioni di design, solitamente caratterizzate da una forte policromia, utilizzando invece solo marmo bianco, lo stesso utilizzato per il Partenone, dalle sedute ai tavoli sono in vendita dai 5.800 ai 48.000 euro e sono stati acquisiti sia localmente che all'estero.

L'ascesa di Atene come hub di produzione creativa pone le basi nella sua storia più recente: la Grecia beneficerà per il settennato 2020-2026 di 17,8 miliardi derivanti dal recovery plan messo a disposizione dall'Unione Europea, secondo paese dopo la Croazia come incidenza sul Pil (9%), molto di più di Italia e Spagna in termini relativi. Le crisi del debito sovrano, e del Covid in successione, hanno lasciato strascichi di povertà e squilibri sociali, ma viste le rosee prospettive di crescita nel breve periodo, uno dei costi della vita più bassi d'Europa nonché una grande presenza di immobili a prezzi accessibili, l'hanno resa una delle mete più attrattive per i creativi.

Lo studio di Theodore Psychoyos ricavato in una fabbrica abbandonata nella zona del porto di Atene

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Tra le gallerie più note in città c'è The Breeder, la sua ultima mostra è una personale di Jannis Varelas “Marlows' Dreams”, pastelli su carta, tappeti con figurazioni iper colorate e sculture in bronzo offerti ad un range di prezzo fino ai 40.000 euro ed ha avuto un ottimo riscontro di vendite fin dall'opening. Tra le gallerie emergenti spicca Hot Wheels, presenza fissa alla fiera Liste, che nel suo bouquet di artisti ancora a prezzi molto accessibili propone alcuni dei nomi più interessanti della scena greca Anastasia Pavlou, Yorgos Prinos e Marina Xenofontos ad esempio. Anche Atene, infine ha la sua signora dell'arte, che qui risponde al nome di Rebecca Camhi gallerista da più di trent'anni, che ha avuto il merito di portare ad Atene artisti del calibro di Sylvie Fleury, Rita Ackermann e Nan Goldin.

Persino Gagosian ha una delle sue sedi qui, dal 2009; in mostra attualmente c'è un progetto di Vera Lutter, fotografa tedesca che omaggia la città con ritratti in negativo dell'Acropoli (12.000-75.000 euro), tecnicamente perfette, ma alla luce della scena artistica attuale stonano, dando l'impressione di essere cadeau per turisti miliardari; e visto nessun artista greco è al momento rappresentato dalla più multinazionale delle gallerie, si intuisce la sua lontananza dal contesto locale. Che ci fa Gagosian ad Atene? Al di là delle dichiarazioni ufficiali si spiega probabilmente per la presenza di alcuni dei collezionisti più famosi del pianeta, Dakis Jounnou in primis, il grande costruttore e patron della Deste Foundation è forse il più grande sostenitore di Jeff Koons, che ai tempi dell'apertura ad Atene era uno dei cavalli di battaglia della scuderia Gagosian. I nomi noti tra i collezionisti sono tanti, ma forse quello che più ha legato il suo alla città è Stavros Niarchos, celebre armatore con una delle collezioni più importanti al mondo ha omaggiato Atene con il Centro Cultrale Stavros Niarchos, il progetto di Renzo Piano è costato più di 600 milioni di euro ed stato ultimato nel 2016: è stato donato al governo greco insieme ad una dote di 45 milioni di euro per il suo mantenimento. Uno dei più importanti investimenti privati in cultura mai visti in Europa paragonabile solo alle fondazioni Vuitton a Parigi o alla V.A.C Foundation di Mosca, oltre a queste super star del collezionismo a cui si può aggiungere un altro armatore, Philippos Tsangrides, molti collezionisti fanno capolino tra le generazioni più giovani, finanzieri che vivono tra Londra ed Atene, expat mediorientali e costruttori attivi nel settore turistico.
Per quanto riguarda gli artisti in questo momento c'è molto fermento intorno alla figura di George Tourkovasilis, con quattro mostre a lui dedicate in città. Deceduto l'anno scorso, e avulso dal mercato con i suoi scatti racconta i tumulti dagli anni '70, in una fase di emancipazione dalla dittatura dei colonnelli, fino ai giorni nostri, prezzi molto accessibili a partire dai 1.500 euro.

Greci da esportazione!

Recentemente anche in Italia si vedono spesso mostre con artisti greci, Michael Anastassiades ha avuto una personale in autunno da ICA a Milano, con le sue lampade-sculture dall'estetica asciutta e cosmopolita, perfette per un loft londinese o un hotel ad Hong Kong, in vendita a 20.000 euro. Andreas Angelidakis, architetto di formazione e perno fondamentale della scena ateniese, è stato recentemente in mostra a Palazzo Bentivoglio a Bologna, le sue strutture-sculture monumentali raggiungono i 100.000 euro a testimonianza dell'attenzione che gli rivolgono i collezionisti. Infine, a settembre (16-19) dopo tre anni, torna Art Athina, la fiera locale, molto rinnovata, che si presenterà con una line up di gallerie molto interessante soprattutto nel segmento più di ricerca. Atene, è concentrata sul presente, volenterosa di scrollarsi di dosso un decennio di crisi e di umiliazioni internazionali e, allo stesso tempo, vuole slegare la sua immagine dal glorioso passato che poco rappresenta il suo dinamismo attuale. Al momento è semplicemente uno dei centri creativi più influenti d'Europa e questa frase non si sentiva da un paio di millenni.

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