mercati emergenti

Perché sul Brasile la cautela è d’obbligo

di Mauro del Corno


default onloading pic
(REUTERS)

2' di lettura


Da tempo la Borsa brasiliana mostra una totale indifferenza alle convulsioni politiche del paese. Le accuse di corruzione continuino a piovere sul presidente Michel Temer che a sua volta ha preso il posto di Dilma Rouseff travolta da imputazioni simili. L'impeachment è improbabile ma è uno spettro che da mesi aleggia sui palazzi del Governo. Nel frattempo l'indice Bovespa continua a macinare rialzi.

Infice Bovespa. Da inizio anno ha messo a segno + 26%, negli ultimi mesi + 33%. Lunedì scorso, per la prima volta nella sua storia, il listino ha superato i 76 mila punti. Grossi fondi come Carlyle o L.Catterton stanno preparando nuovi investimenti miliardari nel paese. La recessione, una delle peggiori del dopo guerra, sembra ormai alle spalle e il 2017 dovrebbe chiudersi con un sospirato ritorno alla crescita. L'inflazione sembra sotto controllo. Più in generale il paese trae beneficio dal buon momento dei mercati emergenti spinti da una ripresa delle materie prime e da una crescita globale in rafforzamento. I tempi della stretta monetaria avviata dalla Federal Reserve statunitense, che ha anche l'effetto di rafforzare il dollaro e quindi di drenare capitali dai paesi emergenti attirandoli verso l'area del biglietto verde, sembrano dilatarsi rispetto alle previsioni inziali. Fattori, questi, che giustificano un certo ottimismo per le prospettive del Brasile.

I nodi della politica. Eccessivi entusiasmi sembrano però fuori luogo. La ripresa rimane per ora fragile. Temer guida un Governo con figure chiave fortemente orientate al mercato che stanno implementando un cammino di riforme orientate ad aumentare la competitività del paese ma diversamente da quanto si era prefissato l'Esecutivo non riesce a riportare sotto controllo la dinamica dei conti pubblici. Se sopravviverà agli scandali giudiziari il presidente concluderà comunque il suo mandato il prossimo anno. In questo momento i sondaggi danno come favorito alla successione il leader della destra populista Jair Bolsonaro che se eletto potrebbe imporre una radicale revisione delle politiche economiche sinora adottate.

@maurodelcorno

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti