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Perché la Cina può aiutarci ad allontanare la recessione

di Giancarlo Mazzuca

1° semestre 2019: investire sugli asset più rischiosi

2' di lettura

Per superare lo stress ci vuole la Cina. In questi giorni ho cercato di tastare il polso del mercato dopo gli ultimi contraccolpi economici che hanno condizionato l’Italia in particolare. La situazione del Belpaese è sotto gli occhi di tutti: dalla recessione degli ultimi sei mesi dello scorso anno ai colpi di coda della manovra con l’effetto-boomerang sull’Europa e alla produzione industriale che è calata visibilmente, i nostri problemi sono tanti ma, a questo punto, non basta soltanto un colpo di reni.

E, in effetti, è l’economia globale che ha lanciato segnali allarmanti: dopo il forte “sell off” dello scorso dicembre, un fine d’anno davvero da dimenticare, le preoccupazioni degli operatori internazionali sono cresciute anche per i preoccupanti dati congiunturali. In queste condizioni l’uscita dal tunnel rischia di allontanarsi a meno che non si profilino all’orizzonte alcuni segnali a livello mondiale che potrebbero invertire la tendenza.

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Quali sarebbero le condizioni, secondo gli operatori che ho interpellato, in grado d’invertire la rotta superando, così, le condizioni di stress sugli attivi finanziari? Due fattori, principalmente: la Cina e il ciclo tecnologico che peraltro sono interconnessi tra loro. Se da questi due fronti si registreranno segnali positivi, la recessione potrebbe davvero allontanarsi.

Andiamo con ordine. Ora che il mondo sembra essersi un po’ assestato - con gli Stati Uniti che hanno ripreso lo slancio dei tempi migliori -, tutte le strade per una potenziale ripresa portano a Pechino soprattutto se ci sarà una ripartenza del ciclo tecnologico nel secondo semestre di quest’anno. Due fattori di sviluppo che risulterebbero fondamentali per un’Europa che si aggira su un livello di crescita vicino allo zero e con le previsioni sulla crescita globale che sono state riviste al ribasso.

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Alcuni segnali, in tal senso, fanno ben sperare: se Trump ha po’ frenato sul muro contro muro commerciale, la Cina ha attuato una serie di stimoli monetari e fiscali focalizzati su tagli alle tasse societarie e a quelle che gravano sui consumatori. Per la verità, non tutti i segnali cinesi sono positivi: è il caso delle importazioni di auto da parte di Pechino che sono calate e che hanno messo in difficoltà l’economia tedesca.

Ma nei prossimi mesi lo scenario dovrebbe essere più rassicurante. È il caso del settore dei semi-conduttori che appare in ripresa rispetto alla crisi del 2018 e che dovrebbe a breve cambiare decisamente marcia anche per consentire alle aziende di ricostituire le scorte. Nonostante tutto, quindi, ci sono segnali all’orizzonte e appuntamenti - dalle scelte della Federal Reserve ai rapporti tra cinesi e americani - che fanno ben sperare. In un quadro internazionale così in evoluzione, resta però sul tappeto l’incognita-Italia: cosa ci riserveranno Conte e & C.?

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