Viaggi d'arte

Perché il collezionismo deve puntare sulla valorizzazione del talento femminile

I tre capisaldi del mecenatismo di Valeria Napoleone: attenzione per le relazioni e la memoria, artiste che coltivano integrità e coraggio, investimenti in forme d’arte sperimentali.

di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Caminetto in marmo disegnato da Valeria Napoleone; “Up and Down Between Twins” (2010), di Haegue Yang; “Birth of the Universe #33”(2014), di Judith Bernstein. Tutte le foto Matteo Piazza.

4' di lettura

Protagonista del mondo dell'arte e mecenate da oltre vent'anni, Valeria Napoleone vive a Londra e colleziona artiste contemporanee. Ama riassumere la sua attività sotto la formula del cromosoma femminile, la doppia X che dà il nome al programma Valeria Napoleone XX, concepito nel 2015 per sostenere i talenti femminili e favorire il loro ingresso nei musei e nelle istituzioni di Londra e New York. Oltre che per il suo impegno, Valeria è celebre per le sue cene. Dall'unione tra le passioni per l'arte contemporanea e per la cucina è nato Valeria Napoleone's Catalogue of Exquisite Recipes, un libro molto speciale, pubblicato nel 2012, nel quale ha raccolto le ricette di famiglia, ereditate dalla madre e dalla nonna, inframezzate dalle opere di 50 artiste contemporanee. L'ospitalità, la collaborazione, la cura per la memoria e l'apertura sull'arte del presente, sono gli ingredienti della sua cultura italiana e cosmopolita.

Un ritratto di Valeria Napoleone accanto a “Her Prints on Me”(2017), di Lubaina Himid.

QUAL È STATA LA TUA PRIMA ACQUISIZIONE? E L'ULTIMA? 

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Ho acquistato la prima opera, una fotografia di Carol Shadford, da Pierogi, una galleria no profit a Williamsburg, il quartiere newyorkese dove visitavo spesso studi d'artista. L'ultima è un dipinto di Margherita Manzelli, una delle primissime artiste che sono entrate a far parte della mia collezione nel 1997. Ammiro il suo lavoro da sempre.

COME HAI INIZIATO A COLLEZIONARE ARTE? 

Nasco come collezionista nel 1997 a New York, dopo avere completato un Master's Degree Program in Art Gallery Administration al Fashion Institute of Technology. Erano anni di grande fermento per artiste donne come Cindy Sherman, Laurie Simmons, Barbara Kruger e ho scoperto una passione per i nuovi linguaggi e le idee che queste artiste proponevano allora. Ho ricordi vividi della mostra personale di Liza Lou da Jeffrey Deitch. La sua straordinaria installazione intitolata Kitchen, a mio parere, ha segnato un'intera epoca.

“Bira” (2019), di Kudzanai-Violet Hwami.

QUALI CARATTERISTICHE CERCHI IN UN'OPERA D'ARTE? 

Impossibile ridurre tutto allo stile o al medium. Sono interessata alle pratiche coraggiose e sperimentali e amo le opere che mi sorprendono. Guardo ad artiste che affrontano il loro lavoro con integrità e conoscerle di persona per instaurare con loro una conversazione è fondamentale per me. Sono convinta che collezionare significhi intessere relazioni.

DOVE ACQUISTI GENERALMENTE LE TUE OPERE? TI APPOGGI A UN CURATORE O A UN ART DEALER? 

Compro prevalentemente da piccole e medie gallerie che stimo e scelgo artiste agli esordi o comunque non conosciute. La mia ricerca è un viaggio molto personale che non lascio guidare da altri. Infatti, non mi appoggio a consulenti. Le nuove scoperte sono preziose per me e, con queste, il dialogo che ne scaturisce. Ho uno spirito avventuroso e imprenditoriale: mi piace scoprire da sola. Ciononostante, il mio è un percorso condiviso. Dopo due decadi come collezionista, ho costruito intorno a me una comunità di artisti, curatori, galleristi e persone che rispettano il mio lavoro e mi danno consigli spontanei. Artisti che ammiro mi introducono ad altri artisti, come in un passaparola.

“Deep adaptation on Audi Aicon 2020 costume design by H. Memling”(2019), di Frieda Toranzo Jaeger.

QUALCHE ARTISTA EMERGENTE DA TENERE D'OCCHIO. 

Nominerei Rosa Loy, Stacy Lynn Waddell, Julia Haft-Candell, Em Rooney, Liz Craft, Anne Speier.

QUALI SONO I VALORI ALLA BASE DELLA TUA SCELTA DI COLLEZIONARE SOLO ARTISTE?

Quando ho iniziato a collezionare, trovare la mia direzione e sviluppare una visione è stato magico. Fin dall'inizio ho focalizzato la collezione sulle artiste essenzialmente per la qualità del loro lavoro, le idee e i linguaggi innovativi che mi appassionavano. Vedevo tanto talento femminile ignorato che rischiava di andare perso e non capivo come questo valore potesse essere sottostimato solo per questioni di genere. Talento, integrità e coraggio sono le qualità che cerco e i criteri con cui colleziono, sempre seguendo l'istinto. Credo che le più interessanti collezioni private portino il segno di un viaggio personale e della visione unica del collezionista. Non seguono le tendenze.

“Transposed Lime Butterfly” (2019), schiuma di cotone organico stampato in digitale, cotone stampato, ecopelliccia, di Anthea Hamilton.

OLTRE A COLLEZIONARE, SEI ATTIVA SU PIÙ FRONTI NEL MONDO DELL'ARTE. CI PUOI DIRE DI PIÙ SUI TUOI PROGETTI? 

Valeria Napoleone XX è un'iniziativa nata nel 2015 a supporto di artiste donne nell'ambito di istituzioni e spazi espositivi. È una piattaforma progettuale volta a incrementare il riconoscimento delle pratiche di artiste, attiva dal 2015 con tre progetti. Valeria Napoleone XX Contemporary Art Society si impegna ogni anno a donare un'opera significativa di un'artista vivente a un museo regionale del Regno Unito, con lo scopo di incentivare il dibattito sulla disuguaglianza di genere nelle collezioni istituzionali. Valeria Napoleone XX SculptureCenter ogni 12/18 mesi raccoglie risorse per la produzione di un'opera commissionata dallo SculptureCenter a un'artista in occasione di una sua mostra personale. Valeria Napoleone XX Institute of Fine Arts sponsorizza due personali all'anno dedicate a talenti femminili nella sede dell'Institute of Fine Arts di New York. Le mostre sono curate da un team di quattro studenti selezionati da una commissione interna. Studio Voltaire è uno degli spazi espositivi no profit più sperimentali del Regno Unito. Ho iniziato a supportarne l'attività più di 15 anni fa, quando era praticamente sconosciuto al mondo dell'arte. Negli anni ho lavorato con il direttore Joe Scotland per promuovere il programma della galleria, che ha lanciato molti artisti in un momento cruciale della loro carriera. Questa collaborazione ribadisce il mio interesse verso realtà piccole, meno note e sperimentali, che hanno il coraggio di sostenere le nuove voci dell'arte contemporanea.

“Kusine”(2005), scultura in acciaio e vernice, di Nicole Wermers.

PUOI DARCI QUALCHE CONSIGLIO PER VIVERE LONDRA DA VERI LONDINESI? 

Non credo esista uno stereotipo di “londinese”. Londra è un insieme di molti microcosmi con carattere unico. Io vivo a Kensington da 23 anni. Faccio lunghe camminate nei giardini di Kensington Palace e a Notting Hill, quando non visito gallerie e artisti nei quartieri più remoti. Come londinese, non sono intimidita dalle distanze e mi avventuro ovunque la mia curiosità di persona e di collezionista mi conduca. Londra è una città eclettica e stravagante ed è bello esplorare e coglierne le diverse sfumature.

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